Arcigay: Aurelio Mancuso lascia la presidenza
Al consiglio nazionale del 20 settembre il Presidente nazionale Arcigay annuncia a sorpresa che non si candidera` per un secondo mandato, criticando vari aspetti dell`organizzazione.
di GAY.tv 1.0 | Attualità
Aurelio Mancuso, Presidente nazionale Arcigay, a conclusione del congresso tenutosi ieri (20 settembre) a Bologna, ha annunciato che non si candiderà per un secondo mandato, aggiungendo: “non accetterò neppure nessuna carica onorfica tipo ‘Presidente emerito'”.
Dal palco ha criticato alcuni aspetti dell'associazione, aggiungendo che: “dobbiamo stare con la gente comune perché siamo gente comune e mettere a disposizione il nostro know-how organizzativo per qualsiasi evenienza. Quello che ci manca è un vero supporto dei gay e che guarda altrove, a nuove forme di protesta, associative, organizzative. Dobbiamo recuperare e acquisire nuovi consensi e credibilità prima di tutto tra la nostra gente”.

Lo sfogo continua affrontando la questione delle unioni omosessuali: “Dobbiamo tenere conto dei momenti politici e costruire il consenso dentro e fuori il movimento sulla necessità e l’importanza del matrimonio gay. Una proposta che ho portato in Arcigay già tre anni fa”.
Significativo il pensiero di Mancuso rispetto al prossimo congresso Arcigay: “Dovrà essere un congresso di cambiamento e rinnovamento. Ci vuole un periodo di transizione verso una ‘cosa nuova’. Cosa? La discussione è aperta. Ci vuole un’idea profonda e diversa dell’Arcigay”.
Il presidente dimissionario chiarisce poi lo stato di salute attuale dell'associazione: “L’intuizione che l’associazione deve guardare all’esterno di se stessa e parlare con tutti, anche chi non ci ama, è giusta. Oggi ci troviamo in difficoltà nelle grandi città come Milano, Roma, e Bologna ma abbiamo svolto un ottimo lavoro nella provincia e che ci viene continuamente riconosciuto. Nelle grandi città o si cambia o verremo travolti, diamoci degli strumenti efficaci e cerchiamo essere credibili all’interno della comunità Lgbtq, ma tutta e non solo con i nostri tesserati. L’Arcigay dev’essere sempre più un’associazione unita e compatta e la conflittualità interna, sale della democrazia, va affrontata e risolta perché nasce da un disagio profondo”.
Davide Bombini
davide.bombini@gay.tv

fostur martedì 22 settembre 2009 - 0.00
Sono contento che sia giunto ufficialmente alla conclusione che l´Arcigay deve cambiare. E dico "cambiare" e non "morire" perchè tanto se morisse, un´altra organizzazione spunterebbe fuori.. e via tutto da capo. Quindi tanto vale tenersi l´arcigay.. e fare in modo che diventi un´associazione seria.
giorsat lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
joy26 lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
Only lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
Aurelio Mancuso, la tua autocritica ti fa davvero onore, a mio modestissimo parere! Un´associazione che rappresenti tutti i gay non credo che possa esistere. Infatti, tutti i gay hanno in comune tra loro solo l´orientamento sessuale, per il resto sono persone come tutte le altre, diverse tra loro, a volte diversissime, inconciliabilmente diverse per ideali e fini; ritengo che il primo passo debba consistere nell’accettazione di questo dato di fatto, non pretendendo di rappresentare tutti, ma sforzandosi di collaborare con tutti coloro che liberamente lo vogliano. L’associazione, se si facesse una ragione del fatto che non rappresenta tutti i gay, avrebbe una sua ragion d’essere, credo. In secondo luogo, puntare sulle opinioni e sui bisogni concreti della gente comune (i gay che combattono con le difficoltà esistenziali della vita quotidiana a causa delle barriere dell’omofobia sociale) e non su snobistici progetti di gruppi dirigenti autoreferenziali, significa avere un senso per quest’associazione, vivere davvero nel mondo reale, SERVIRE A QUALCOSA! Bando al potere e all’interesse personale, avanzino solidarietà e etica dei principi (lotta all’omofobia e alle forme subdole di discriminazione e di abuso ai danni dei “diversi”)! Non si perda l’autocritica e si verifichi continuamente fino a che punto i principi espressi vengono concretamente applicati, se ci si vuol distinguere da certi politici di continuo criticati …! Non avete la verità in mano, ma lottate per i vostri principi come tutti: ricordarselo, significa, a parer mio, agire in maniera sensata e guadagnare credibilità!
Error_86 lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
Only lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
P.S.
Sia ben chiaro che l´autocritica che si legge in questo articolo l´ha fatta Aurelio Mancuso e non l´associazione; ragion per cui il merito di questa autocritica va solo ed esclusivamente ad Aurelio Mancuso! Lo stesso senso di autocritica bisogna vedere se avranno intenzione di manifestarlo anche altri componenti (dirigenti e non) di quest´associazione! Aspettiamo e vediamo, prima di cantare vittoria e di esultare per un cambiamento che non è detto che ci sarà!
Fino a prova contraria, se Aurelio Mancuso pare prendere le distanze dall´associazione: un motivo ci sarà, no?
Only lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
Errata corrige:
nel mio ultimo post si ha
"Fino a prova contraria, se Aurelio Mancuso pare prendere le distanze dall´associazione: un motivo ci sarà, no?" = "Fino a prova contraria, se Aurelio Mancuso pare prendere le distanze dall´associazione, un motivo ci sarà, no?"
arsul lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
anto6847 lunedì 21 settembre 2009 - 0.00
comunque è una conferma alla percezione fastidiosa che ho sempre avuto quando avevo a che fare con qualcuno dell arci gay: questi si pensano d essere chissà chi!
black...bl lunedì 21 settembre 2009 - 0.00