In un'intervista rilasciata all'Unità del 13 maggio Pierluigi Bersani affronta l'argomento matrimoni gay stimolato dal giornalista Simone Collini. La sua risposta? Ha nicchiato.
Un’alleanza tra progressisti e moderati dovrebbe affrontare anche temi civili: Obama ha aperto ai matrimoni gay, in Italia non sono passati neanche i Dico…Una regolazione moderna delle convivenze stabili tra omosessuali è un elemento di civismo, che un governo deve affrontare. È chiaro che se la questione non verrà risolta da questo governo toccherà a noi farlo.Come?Terrei fuori dal dibattito la parola matrimonio, che da noi comporta una discussione di natura costituzionale, al contrario di altri Paesi. Tuttavia dobbiamo dare dignità e presidio giuridico alle convivenze stabili tra omosessuali perché il tema non può essere lasciato al far west.
Bersani non vuole nemmeno far entrare nel dibattito la parola matrimonio gay, per "motivi costituzionali". Come se la Costituzione Italiana fosse un blocco monolitico intoccabile e non uno strumento di tutela per tutti i cittadini, atto ad essere modificato quando le condizioni, i bisogni e i diritti della comunità lo rendono possibile (e doveroso).
Immediata la reazione di Pd e Idv.
Anna Paola Concia, deputata del Pd, ha chiesto "impegno" del partito. "Il momento di decidere è adesso e il nostro impegno in tale senso è fondamentale. A questo punto, visto che in Commissione Giustizia alla Camera la discussione è iniziata e ci sono diverse proposte a firma di deputati del Partito democratico, ti chiedo una riunione urgente con la segreteria del partito, insieme ad Ettore Martinelli ed altri, per decidere quale di queste proposte di legge il Pd vuole sostenere in Commissione". Per Paola Concia occorre "decidere con chiarezza quale modello giuridico scegliere e poi sostenerlo con tutta la convinzione necessaria, per portare a compimento una legge di civiltà che il nostro paese aspetta da trent’anni".
Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd: "Se il problema è la parola matrimonio la soluzione ce la danno Londra e Berlino: mentre risolviamo il problema del nome facciamo una bella legge sulle unioni civili di contenuto perfettamente identico al matrimonio e poi del nome riparliamo quando avremo capito che il matrimonio gay è un problema solo sulle due sponde del Tevere. Quello che non sarebbe accettabile è una legge tipo quella sui Dico, dove le coppie non esistono e anzi le si considera così intrinsecamente instabili da riconoscere loro diritti solo dopo l’avvenuto passaggio di un certo periodo di tempo".
Franco Grillini, Idv, tiene a precisare che: "Non è vero che la nostra Costituzione preclude il riconoscimento del matrimonio agli omosessuali. A confermarlo, ci sono le sentenze della Corte costituzionale e della Suprema Corte di Cassazione (che) afferma che è “radicalmente” superata la concezione, secondo la quale è necessaria la diversità di sesso per il matrimonio. La Cassazione si spinge anche più in là, dicendo che d’ora in avanti le coppie omosessuali potranno ricorrere al giudice ordinario per vedersi riconosciuti i diritti analoghi a quelli delle coppie sposate".
Il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo invece "Accogliamo con favore l’apertura di Bersani a riconoscere e regolamentare le unioni gay ma è ancora un po’ troppo astratta. Il segretario del Pd dovrebbe dire con più chiarezza a quale modello europeo, tra i tanti, vuole ispirarsi. Perché se il no al matrimonio risulta chiaro ancora non capiamo qual è la proposta del Pd. Certo, se si tratta di una riedizione dei Dico saremmo ancora molto lontani dal resto d’Europa. Bersani e il Pd abbiano come riferimento, anche su questo, Hollande e Obama".


dert86 martedì 15 maggio 2012 - 6.51
Stef79 lunedì 14 maggio 2012 - 21.09
shakeitup lunedì 14 maggio 2012 - 18.25
Hai ragione da vendere quando ricordi anche te che solo l'inclusione nel matrimonio civile vuol dire eguaglianza... Tuttavia, per essere onesti con noi stessi, bisogna riconoscere che non tutte le proposte mirano a restringere i diritti... quella di.co. lo faceva, ma -per esempio- la proposta Pacs no, la proposta Pacs mirava e mira ad estendere dignità e diritti; tra i diritti di una recente proposta Pacs che ho letto vi rientra anche, tra le varie cose, la possibilità di comunione dei beni.
Come ho accennato già prima, ritengo categoricamente inaccettabili e controproducenti -esattamente e anzi di più delle proposte in stile di.co., che difatti aborro- le proposte miranti a istituire una unione registrata simil-matrimoniale apposita per omosessuali. Noi gay abbiamo diritto al matrimonio civile vero, non a quello finto, non a nozze ghetto... non è giusto che qualcuno ci voglia marchiare come degni al massimo di scimmiottare il matrimonio propriamente detto.
Translator1968 lunedì 14 maggio 2012 - 17.57
Detto questo a onor del vero la posizione del PD non è dissimile da quella degli altri partiti, cioè sia SEL del cattolicissimo Vendola, sia IDL del pur omofobo Di Pietro (e parenti) e sia i Comunisti di Ferrero (quelli poi ...) sono CONTRARI al matrimonio civile dei gay. Persino i grillini del movimento 5 stelle sono contrari ai matrimoni gay.
Invito tutti gli elettori, infine, a diffidare di formule quali "unioni gay" o altre cose simil pacs o dico, perché alla prova dei fatti i testi di queste proposte di legge hanno diminuito e non aumentato i diritti dei gay, basta leggere il testo della legge depositata. Nel caso dei dico i diritti di abitazione si conseguivano dopo 4 anni e non immediatamente come è adesso, i diritti ereditari solo in condivisione con parenti che per gli eterosessuali non concorrono alla disponibile, e via dicendo.
DIFFIDATE di annunci di istituti paramatrimoniali che poi le varie Bindi, Vendola e altri cattolici su mandato della CEI (con cui Vendola fa affari nella sanità svuotano di contenuto.
SOlo il matrimonio civile è la parità e tanto per dirla tutta sia Zapatero prima sia Hollande ora non sono candidati gay, ma hanno dato i diritti completi, quindi dire come fa Arcigay che "dobbiamo votar i candidati gay" di partiti che nel programma non hanno i diritti, è una presa per i fondelli e la stanca ripetizione di un film già visto.
shakeitup lunedì 14 maggio 2012 - 17.22
Così come non sarebbe la stessa cosa se alle donne fossero garantiti gli stessi diritti a patto che non pretendano di essere considerate 'persone'.
Io sono un uomo allo stesso livello di tutti gli altri quindi merito il matrimonio, non un suo scimmiottamento, non quindi un matrimonio che è tale solo tra virgolette; non accetto che si giochi in questo modo con la mia dignità!
Le unioni civili possono andare bene se si parla di come risolvere il problema generale delle convivenze, di modo da permettere a chi vive insieme al proprio amore di non essere costretto, nel caso degli etero, a scegliere tra un legame assai monumentale e impegnativo come quello coniugale e il nulla assoluto e, nel caso dei gay, a restare nel nulla assoluto. Nessuna coppia convivente dovrebbe subire questa costrizione, a tal punto da non ricevere nemmeno parità di trattamento con i coniugi a proposito delle decisioni sulla salute del partner in casi di emergenza all'ospedale, tanto per fare un esempio molto chiaro...
Ipotizzare però di sostituire il nostro, quindi anche il mio, diritto al matrimonio con uno scimmiottamento-ghetto del legame coniugale vero e proprio, è un qualcosa di aberrante... e che difatti il mondo sta sempre più ripudiando.
Ragazzi non si scappa: il rispetto pieno della dignità di tutti, lo si ha quando tutti noi etero e gay abbiamo garantiti gli stessi diritti con gli stessi riconoscimenti da parte della nazione di cui siamo parte... se qualcuno vuole negare a noi gay qualcosa, è da bambini far finta che tale negazione non costituisca un problema... un problema di omofobia, ergo un problema da combattere.
joy77 lunedì 14 maggio 2012 - 16.50
ulisse62 lunedì 14 maggio 2012 - 14.46
Only lunedì 14 maggio 2012 - 13.36
donynod lunedì 14 maggio 2012 - 12.20