Bologna: no ai gay nella Consulta della Famiglia. Sel insorge: "Basta discriminazioni!"

Le associazioni cattoliche si oppongono all'ingresso di Agedo e Famiglie Arcobaleno della Consulta della Famiglia del Comune di Bologna gridando ad irregolarità formali e mentre il Presidente Caviano prende tempo, Sel insorge: "Basta discriminazioni".

di | Attualità

arcobaleno

Le associazioni cattoliche che già fanno parte della Consulta della Famiglia del Comune di Bologna si sono fermamente opposte all'ingresso di Agedo e Famiglie Arcobaleno nell'organismo creato a tutela dei diritti di famiglia nel capoluogo emiliano. Purtroppo però, come sempre accade, l'opposizione delle 10 associazioni è avvenuta sulla base di una presunta irregolarità nelle procedure (in teoria la prima riunione della Consulta deve coinvolgere solo le associazioni già inserite e non può ammettere nuove realtà prima di un dibattito interno) e non sulla vera motivazione: le famiglie omosessuali non sono considerate di pari valore rispetto a quelle tradizionali. Ecco quindi la cieca opposizione delle realtà cattoliche e la minaccia di andare per vie legali.

Il presidente della Commissione per le Politiche Sociali Pasquale Caviano, ha quindi deciso di rimandare la riunione, come se il tempo portasse consiglio. Il sindaco ha condiviso l'idea affermando la necessità per tutti di riflettere. Voce fuori dal coro quella dell'assessore Amelia Frascaroli di Sinistra Ecologia e Libertà che afferma: "Il Comune deve essere un po' come la mamma, non butta fuori nessuno. Un'istituzione deve essere capace di tenere dentro tutte le voci possibili, senza discriminazioni e senza veti. Non ne faccio una questione di regolamento, ma di principio".

Non è dato sapere quale sia esattamente l'obiettivo concreto del rinvio visto che la questione è di principio e non basterebbero secoli per modificare le posizioni cattoliche sull'argomento. O forse ha ragione Federico Taddia che su La Repubblica locale di oggi afferma: "Tutto rinviato per l'ingresso delle associazioni omosessuali nella Consulta per la Famiglia del Comune: i gruppi cattolici hanno chiesto qualche giorno di preghiera per lasciare tempo ai gay di redimersi". Amara ironia, amara verità.

Fonte: La Repubblica

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  • Commenti

Translator1968 martedì 29 novembre 2011 - 21.50

Cattolico = tumorale.

peyote87MI martedì 29 novembre 2011 - 19.10

allucinante. =P

alfaroy martedì 29 novembre 2011 - 15.06

Ogni commento è superfluo, è come farlo ad un muro di gomma,qui si tratta di persone deboli, senza personalità, che non vogliono accettare altre realtà, repressi, soffocati, ma desiderosi di liberarsi dalle catene che il Vaticano ha messo nelle loro deboli menti... noi non possiamo perdere tempo dietro a certa gente disturbata psicologicamente, ipocrita e falsa, ISOLIAMOLI lasciamoli bollire nel loro pentole, non lo vogliamo noi, forse inconsciamente ce lo stanno chiedendo loro!
Nessuno può darti il coraggio se non te lo dai da solo!

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