Certi Diritti V Congresso: "Nuove alleanze contro vecchi pregiudizi". INTERVISTA ESCLUSIVA
La lotta per i diritti è un lavoro a tempo pieno. "Certi Diritti" si racconta a GAY.tv: informazione e potere devono essere i primi a cambiare. Ma anche ai cittadini è richiesto impegno. Ne abbiamo parlato con il segretario, Sergio Rovasio.
In occasione del V Congresso dell'Associazione Radicale Certi Diritti che inizia oggi, abbiamo incontraro il segretario Sergio Rovasio e gli abbiamo fatto qualche domanda. Dal vergognoso silenzio della Rai su preservativo e gay alla lotta per l'affermazione civile, un primo momento di confronto con "Certi Diritti" in vista di "nuove alleanze contro vecchi pregiudizi".
"Certi Diritti" a congresso. Sono passati 5 anni dall'inizio delle vostre attività. E' presto per fare un punto o possiamo chiedervi almeno quali battaglie siete fieri di aver vinto, un risultato ottenuto che non vi aspettavate ed una speranza che rimane ancora da raggiungere?
"Il più importante risultato è stato certamente la pronuncia della Corte Costituzionale dell'aprile 2010, che ha dato per la prima volta delle indicazioni ben precise e chiare alla classe politica e al Parlamento, riguardo i diritti delle coppie lesbiche e gay. Siamo arrivati dopo due anni di iniziative legali, grazie alla campagna di Affermazione Civile che ha visto in prima linea la nostra Associazione, insieme agli Avvocati di Rete Lenford, oltre che le coppie omosessuali che hanno "disobbedito" recandosi nei Comuni per chiedere le pubblicazioni per il matrimonio. Quando il Comune opponeva loro il diniego si incardinava un'iniziativa legale che ha portato in poco tempo alla pronuncia della consulta."
Abbiamo sentito di quello che è successo a Viterbo. Ci piacerebbe capire meglio come si è mossa la questura e sapere se è davvero così difficile parlare di AIDS in Italia.
"In un primo momento avevano dato l'ok per un volantinaggio promosso da nostri rappresentnati, che prevedeva anche la distribuzione gratuita di preservativi, poi quando hanno capito bene di cosa si trattava hanno cominciato a creare problemi, forse perchè i loro sono ancora irrisolti...."
AIDS. Siamo d'accordo con voi quando dite che l'Italia si deve vergognare. Oltre a mantenere le promesse, cosa può fare il nostro Paese per iniziare a rimediare?
"Intanto l'Italia dovrebbe cominciare a pagare i suoi debiti contratti nei confronti del Fund to fight Aids, Tuberculisis and Malaria, che è un organismo che finanzia progetti mirati in tutto il mondo, per la lotta all'Aids, intervenendo nelle zone più critiche e aiutando la ricerca. L'Italia non ha pagato le quote 2009 e 2010 per un totale di 260 milioni di euro e ha così fatto la sua ennesima figuraccia che si è aggiunta al mancato rispetto di pagamento di una quota ad hoc annunciata in pompa magna dall'allora Presidente del Consigilio Berlusoni al G8 de L'Aquila, pari a 60 milioni di euro. Siamo così stati cacciati dal consiglio di amminsitrazione del Fondo. Per non parlare del fatto che in Italia è sparita ogni iniziativa di informazione e prevenzione sulla diffusione dell'Aids. Il nostro sembra un paese miracolato.... in realtà il Vaticano e gli ipocriti non vogliono che si parli di preservativo e sessualità responsabile e così le MTS continuano a diffondersi in particolare a Roma e Milano".
E' molto difficile che nel mondo della comunicazione, Rai per prima, si parli di alcuni argomenti. Cosa genera questo disinteresse o silenzio?
"Abbiamo uno Stato estero teocratico in casa che anzichè badare alle sue cose ficca il naso ovunque e impone una sua linea clerical-fondamentalista a tutti noi. La Rai è uno dei principali mezzi che dovrebbe svolgere un buon servizio pubblico, invece fa tutto, fuorchè questo. Abbiamo lanciato una campagna d'azione proprio in queste settimane che ha l'obiettivo di chiedere una giusta, obiettiva ed equilibrata informazione anche sui temi della sessualità responsabile e che affonti temi che sono tabù per loro ma normalissimi per milioni e milioni di persone. Sta avendo anche un buon successo. Speriamo che ci ascoltino. Per chi vuole aiutarci, trovate le info nel nostro sito".
Lo spirito del congresso è nuove alleanze e fronte comune per i diritti. Quali le maggiori difficoltà incontrate in questo senso e quali i prossimi obiettivi?
"Abbiamo grosse difficoltà nell'interloquire con una classe politica riformatrice, laica e liberale. Il sistema politico è quasi totalmente degenerato e si fa sempre più fatica a proporre riforme e cambiamenti. I Radicali da molti anni denunciano, inascoltati, di come il sistema partitocratico ha letteralmente messo sotto i piedi i principi democratici e costituzionali del nostro paese. Basta vedere come vivono i detenuti nelle carceri, come vivono le coppie conviventi, senza uno stracccio di diritti, e di come sia sempre più diffusa la violenza in ogni sua forma: dalla falsità e l'ipocrisia di gran parte della casta politica, sempre più genuflessa alla casta vaticana, agli atti di violenza contro le persone più deboli. In questo Congresso parleremo di tutto questo e faremo molte proposte. Ci occorre aiuto e sostegno altrimenti non riusciremo a realizzarle. Per questo invitiamo tutti coloro che hanno a cuore questi temi a partecipare ai lavori del nostro V congresso che si svolgeranno sabato 3 e domenica 4 dicembre presso il Residence San Vittore (Via San Vittore - Milano).
intervista di Andrea Banfi

peyote87MI sabato 3 dicembre 2011 - 12.24