Da tabù ad affare. Tel Aviv sempre più gay friendly
Tel Aviv è la capitale del turismo gay in del Medio Oriente, ma orgoglio e pregiudizi convivono ancora in Israele.
L'omosessualita' a Tel Aviv non e' un tabù, non lo è più: essere gay, anzi, rappresenta sempre di più un business. Ad averlo capito da tempo è il ministero del Turismo israeliano che soprattutto negli ultimi tre anni ha messo a punto strategie di comunicazione ad hoc per consolidare la fama di Tel Aviv ''capitale gay-friendly del Medio Oriente''.
Economicamente conviene. Sebbene non esistano statistiche ufficiali, stime approssimative dicono che la mossa stia pagando. E la notorietà a livello internazionale cresce. La 'Barcellona israeliana', come la chiamano in molti, ha conquistato il titolo di 'Miglior citta' emergente per i turisti gay' in una competizione sponsorizzata da GayCities.com e American Airlines.
A Tel Aviv risiede in proporzione la seconda comunità omosessuale al mondo, (al primo posto c'è San Francisco): ha battuto anche metropoli come New York, Berlino, Toronto. Il sindaco laburista, Ron Huldai, ha così commentato la notizia: ''E' la vittoria di una città libera, dove ognuno può sentirsi orgoglioso di se stesso''.
Tel Aviv ha un grande appeal anche in quanto isola felice in una regione - il Medio Oriente - dove l'omosessualità suscita ancora reazioni diffuse di emarginazione e repressione. A Tel Aviv stessa resta impunita la 'strage del 2010', quando uno sconosciuto fece irruzione in un centro di sostegno psicologico per giovani omosessuali nel centro della città, seminando la morte con un'arma automatica. Un tragico ricordo sanguinoso che sembra voler evidenziare come orgoglio gay e pregiudizio, in Israele, vadano ancora a braccetto.
Fonte: ANSAmed

Translator1968 martedì 7 febbraio 2012 - 18.09
Ma la società è più laica di quella italiana, c'è una accettazione generale dei gay.
Al contrario di quel che avviene negli altri stati arabi, dove l'omosessualità è reato gravissimo condannato con arresto, prigione, lavori forzati, frustate, morte per lapidazione in pubblica piazza (ad opera dei Parenti aiutati dalla polizia come in Palestina) e in alcuni Paesi come l'Arabia Saudita e l'IRan, la pena di morte.