Francesco Belais: "Diritti gay? Etero e sciopero delle tasse la nostra salvezza"! INTERVISTA
Di diritti gay se ne parla da tanto, ma non cambiano. Francesco Belais ne ha parlato con politici, cantanti e attori. Dalla delusione di Renato Zero allo stupore di Marcella Bella, ecco cosa ci ha raccontato.
Francesco Belais è discjockey e giornalista. Per Elmis World ha racconto le sue interviste ai famosi. Parlando di matrimoni gay, diritti e coppie di fatto ha concluso che "L'occasione fa l'uomo laico". Se tutti sono d'accordo, forse chiediamo alle persone sbagliate, saranno forse gli etero a cambiare le cose o è meglio non pagare le tasse, come suggerito da Miguel Bosè? GAY.tv lo ha incontrato e ci siamo tolti qualche dubbio. Dall'intervista impossibile a Renato Zero.
Nella tua raccolta di interviste i pareri sulla situazione italiana sono concordi: dall'"ipocrisia di fondo" di Poli alla "dittatura" della Bertè passando per l'attenzione alle "libertà individuali" di Marcella Bella. Se sono tutti d'accordo, non ti è venuto il sospetto che fossero le persone sbagliate?
"Ho cercato persone che non fossero d'accordo, anche di destra come Marcella. Credo però che in Italia le persone, non solo famose, se venissero interpellate sarebbero favorevoli. Il tutto viene però strumentalizzato dalla Chiesa e dalla politica. Se vogliamo essere al passo con gli altri paesi europei da un punto di vista economico, da uno umano siamo lontani. Ma la stragrande maggioranza, persino Povia, sarebbe favorevole".
Il dibattito va avanti da anni, ma nessun progresso legislativo si è verificato quindi. La società civile è più avanti. Ne sei convinto anche dopo gli episodi di violenza degli ultimi giorni?
"Sono casi isolati, persone malate di mente. La destra estrema, ad esempio, ha paura del diverso. Questo è lo sfogo della rabbia. Casi isolati, che non passano per la maggioranza. Siamo più disposti ad accogliere gli stranieri di quanto ci vogliono far credere certi politici. Siamo un Paese Cattolico e quindi certe cose dovrebbero essere automatiche".
Questa stasi è forse colpa dei media?
"Togliendo le testate di parte, quelle gay, che parlano di certe notizie per informare e fare una battaglia, gli altri giornali spesso tendono al coming out forzato, cercano l'outing. Ad esempio, pensando al caso sessuale di Berlusconi, penso che abbia vinto l'approccio morboso. Viene cavalcato solo il gossip".
Valentina Gautier ha dichiarato: "Sono etero ma sto con i gay". Dobbiamo pensare che saranno gli eterosessuali a fare qualcosa per i gay?
"Alla fine credo di sì, il movimento gay è frammentato. Le associazioni sono più interessate alle feste che alla battaglia. Questo succede in quasi tutti i posti, dal Mario Mieli a Deegay Project all'Arcigay milanese. Il denaro porta al litigio. Il movimento gay è troppo frammentato, anche quando le battaglie sono le stesse, i circoli sono diversi. Anche i rappresentanti al potere sono pochi, non abbiamo certo un primo ministro gay".
E se al posto degli etero, non si pagassero le tasse. Lo suggeriva Miguel Bosè?
"la via dello sciopero potrebbe essere efficace. Ma dovrebbero pagare le tasse anche quelli che contano. A tutti i livelli, anche Dolce e Gabbana".
Ivana Spagna aveva dichiarato che avrebbe scritto una canzone gay. Sai per caso dirci dov'è finita?
"Non ne ho più traccia. Quell'intervista era del 2005, oggi il mercato discografico è in crisi. Non c'è bisogno di una canzone gay per essere pro causa".
Scrivi e lavori nella musica, tra i tuoi miti c'è Renato Zero. Ti ha deluso la sua uscita in cui ha negato di essere gay ma di "tutt'altra pasta"?
"Penso che Renato Zero abbia fatto per il movimento gay più di tanti altri. Lo apprezzo come artista e penso che il coming out non sia un obbligo. C'è sacrosanta libertà e rimane alla coscienza personale. Certo non posso negare che mi abbia un po' deluso. Oggi continuo a seguire gli artisti degli anni '70 e '80 e stimo tantissimo Elisa e Carmen Consoli".
Un'intervista impossibile e la prossima che farai?
"Mi piacerebbe intervistare Bersani. Non Samuele ma Pierluigi. Visto che sarà lui probabilmente il prossimo leader della sinistra, vorrei che mettesse le cose nero su bianco. La prossima intervista è a Carla Signoris, attricer e grandissima frociarola".
Per chi volesse incontrare Francesco, l'appuntamento con Francesco Belais è per sabato 17 dalle 17 quando presenterà il suo libro presso lo Pier OpenSpace a Milano.

Ross.12 lunedì 26 dicembre 2011 - 22.06
colui che parla è un grandissimo omofobo .
W La Bonino !!!!