È la fine del berlusconismo?
Il Premier sbraita contro Anno Zero, mentre Fini cerca consenso, e lo trova. E' il tramonto del Berlusconismo politico. Cosa ci aspetta all'alba?
Berlusconi sbraita al telefono con il commissario di Agcom Giancarlo Innocenzi: "sei una barzelletta", "non hai dignità", "dimettiti". Urla il Premier, contro l'Authority sulle telecomunicazioni, colpevole di "non difenderlo abbastanza" a fronte dell'attacco mediatico messo in atto dai suoi nemici Michele Santoro, Serena Dandini, Ezio Mauro eccetera. Alessio Gorla del CdA Rai, ammette che "il capo sta incazzato come una biscia, anzi è idrofobo".
Nessuno si illude che le intercettazioni al centro del caso Agcom, dalle quali si evince il desiderio del Premier di mettere a tacere Michele Santoro, possano cambiare qualcosa nell'elettorato fedele al Pdl, sebbene la politica di panem et circenses del centro-destra sia sempre più precaria. Già il pane è poco, nessuno tocchi la tv: guai se Berlusconi toccasse l'appuntamento quotidiano con Forum - il rischio concreto esiste perché il giudice Santi Licheri è pur sempre un magistrato, e quindi sotto sotto comunista e fazioso anche lui- Ma finché il circo è salvo, a chi interessa se si chiude Anno Zero?
Eppure le urla telefoniche di Berlusconi, le direttive impartite a Innocenzi, le conversazioni con Minzolini sono la cronaca di una morte annunciata, il requiem di una fase politica: è la fine del Berlusconismo. La dimensione politica è ormai sparita da un pezzo, ora la battaglia si combatte sul personale e il campo di battaglia è il Premier stesso. Da un lato questo fa parte di un vecchio errore del centro-sinistra da anni ingaggiato in una lotta contro la persona fisica, giuridica e mediatica di Silvio Berlusconi. Il quale proprio della sua persona - fisica, giuridica e mediatica - ha fatto manifesto prima elettorale e poi politico. E' nato così il Berlusconismo politico, costruito attraverso un eccellente lavoro di squadra: un Premier furbo, un'opposizione che ci casca sempre, un massiccio e innovativo impiego di comunicazione televisiva e fondotinta. Ma dalla politicizzazione della persona al culto della personalità il passo è breve, e oggi il Berlusconismo è arrivato al capolinea: ormai esiste solo Berlusconi.
Il tono delle conversazioni intercettate è chiaro: si parla di "me", del fatto che "ce l'hanno con me", "parlano male di me": altro che politica, questa è una questione personale sia nei contenuti che nella forma 'sbracata' che il Premier adotta per recriminare contro i suoi nemici. E intanto cosa succede? Mentre i fedelissimi si stringono intorno al magnete Berlusconi, l'universo politico che gravita intorno alla bussola del Berlusconismo dà segni di tensioni centrifughe.
Gianfranco Fini sempre più glaciale quanto più Berlusconi si scalda, guarda alla Francia e costruisce una rete per pescare nuovi consensi. Dimenticati Alemanno, Gasparri e La Russa, Fini rafforza il suo network inaugurando Generazione Italia, che va ad affiancarsi a Fare Futuro e all'imminente convention si Destinazione Futuro. Si può parlare di una "corrente" interna al Pdl? Forse non ancora, ma Feltri sente spirare "un venticello che minaccia di diventare bufera" nel partito. Nel frattempo il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo annuncia il divorzio dal Pdl e l'imminente arrivo, dopo le regionali, del Partito del Sud. "nel decreto salva-liste c'è stata arroganza" dichiara Lombardo; ma la mossa ha il sentore della fuga dalla nave che affonda. Anche Casini prende le distanze e profetizza quella che sarà la strategia elettorale di Berlusconi a fronte dell'indagine Agcom "il corteo del centro-sinistra e l'inchiesta di Trani consentiranno al Premier di fare il mestiere che gli riesce meglio: la vittima".
E infatti è proprio questa la tattica che si profila all'orizzonte del Pdl: l'arma della persecuzione, l'asso nella manica del martirio. Ovviamente tutto sarà giocato, ancora una volta e sempre di più, sulla figura personale del Presidente del Consiglio. Perchè il Pdl è finito, il Berlusconismo politico è al tramonto. Ora resta solo Berlusconi.

olleg giovedì 18 marzo 2010 - 21.33
sgriso giovedì 18 marzo 2010 - 21.24
Warcraft giovedì 18 marzo 2010 - 14.53
breakboy giovedì 18 marzo 2010 - 11.35
peyote87MI mercoledì 17 marzo 2010 - 19.00
bak mercoledì 17 marzo 2010 - 18.03
Alla sinistra è sempre mancato uno strumento, e forse, alla lunga è un bene: un frontman, con alle spalle un network capillare, che facesse in modo di smentire le invenzioni berlusconiane sui presunti suoi nemici personali e sulle sue persecuzioni. E' Berlusconi che in questi anni ha sempre fatto e disfatto, lui e le sue tante bocche. Ed è difficile andare a dimostrare che non esiste antiberlusconismo, o è marginale, se ogni volta che Berlusconi dice che esiste, tutti lo danno per buono e lo ripetono all'infinito, come la storia delle canne al vento che spifferavano i segreti. Vaglielo a dire a Fede di smentire che la sinistra si sia sedimentata sull'antiberlusconismo. E poi come campano?
Dvd90 mercoledì 17 marzo 2010 - 16.09
Bisogna guardarle le puntate di Annozero, non sentire i riassunti del tg4.
merlo54 mercoledì 17 marzo 2010 - 14.49
vehje mercoledì 17 marzo 2010 - 14.49
arthur mercoledì 17 marzo 2010 - 10.15
Aelthas mercoledì 17 marzo 2010 - 10.10