Non sapevo fino all'ultimo se sarei stata tra i due milioni di persone che avrebbero sfilato all'Europride 2011. Non ero riuscita ad organizzarmi, Roma è lontana, e nella vita il Pride non è sempre al primo posto tra le priorità quotidiane. Ma una voce incessante per 24 ore mi ha sussurrato e a tratti urlato all'orecchio, che se non ci fossi andata me ne sarei pentita a vita. Perché avrei perso una manifestazone internazionale. Perché mai come quest'anno il Pride era sentito. Perché ci sarebbe stata Lady Gaga e con lei centinaia di migliaia di persone avrebbero ascoltato le nostre voci, i nostri bisogni. Così ho preso il primo treno per Roma, alle 16 ero in piazza dei Cinquecento e i dubbi sono spariti nella frazione di pochi secondi. Essere lì, sotto al sole in mezzo ai carri aveva senso, era commovente, come solo la sensazione di essere "a casa" in mezzo a più 400.000 persone può essere. Il senso dei Pride è proprio questo: essere in mezzo ad una famiglia, una famiglia che accoglie gli eccentrici con le piume e i costumi succinti, come le famiglie eterosessuali con i bambini. Eh sì, questo per me è stato proprio il Pride dei bimbi. Non ho mai visto così tante famiglie omosessuali, come eterosessuali, accompagnare i carri fino al Circo Massimo tenendo per mano bambini di tutte le età. Questo è stato anche il Pride dei fiumi di persone che attendevano il passaggio del corteo per festeggiare con noi. E il Pride della commozione vedendo le persone applaudire il passaggio dei carri di Agedo e di Famiglie Arcobaleno. Un corteo sereno, composto, forse un po' lento, ma fatto di persone sorridenti, felici, senza troppi slogan offensivi, senza inutili accuse sensazionalistiche. Ecco se l'Europride 2011 si fosse chiuso qui, oggi scriverei solo cose positive, ma purtroppo non è stato così.
Sono entrata al Circo Massimo convinta di ascoltare di lì a breve il manifesto politico, le voci di tutti quegli esponenti lgbt che avevo visto in testa al corteo "protetti" da un cordone di volontari. Mi aspettavo di attendere la Germanotta sentendo la voce di Vendola, della Concia, di Patané, di Grillini, di Porpora Marcasciano, di Vladimir Luxuria... E invece no. Sono arrivata a ridosso del palco con la folla già stipata, perplessa per la dislocazione delle transenne nel prato che rendevano difficile lo scorrere dei fiumi di gente. Ho visto via via tutta la pizza riempirsi e popolarsi davvero di un mare infinito e colorato di volti stanchi ma felici. E sul palco cosa accadeva? Qualcuno ha pensato bene di intrattenerci con un'animazione from Ibiza, aperta da un performer hardcore, per continuare con drag, bellerine lesbo-porno ecc... Un'ora e mezza che non finiva più e in cui il mio nervosismo è cresciuto assieme a quello dei miei vicini. A nessuno di noi interessava ballare in quel momento. Eravamo curiosi di capire cosa avrebbe combinato Lady Gaga ed eravamo sconcertati per l'occasione data ai media per sputtanarci l'indomani su tutti i canali. Un'ora e mezza di discoteca, dopo un corteo bellissimo è stato come un pugno in faccia.
Per fortuna finalmente alle 21:10 sono saliti sul palco Claudia Gerini, Patané e la Praitano, per introdurre in cinque minuti di interventi qualunquisti la Germanotta. Lady Gaga è entrata in un abito Versace, con la sua parrucca verde e gli occhialoni. Ha iniziato a parlare tra le urla della folla e ci ha conqistato. Il manifesto politico, le nostre istanze sono state pronunciate in inglese (senza traduttore) attraverso le parole e il potere mediatico di una giovane ventenne. Lady Gaga è stata capace di rendere umana la notra lotta, di renderla universale, facendo capire come l'omofobia e il bullismo siano reali e vadono combatutti. Lei lo fa attraverso la sua arte, noi dobbiamo farlo con i nostri mezzi: essendo noi stessi. Commossa e con la voce un po' tremolante ci ha poi incantato al pianoforte cantando "Born This Way" e "The Edge of Glory". Due esibizioni da pelle d'oca ed è uscita lentamente, come una vera diva autoironica, dalla scena. A quel punto molte persone hanno iniziato ad andarsene e sul palco sono tornati i sopracitati leader del movimento lgbt. Nessuno li stava più ad ascoltare. Io ho fatto uno sforzo, ho seguito i primi due interventi (Praitano e Patanè) ma all'ennesima frase pronunciata urlando, dopo aver ascoltato il tono dolce, pacato e indignato di Gaga, non ho resistito. Un Europride gestito male, un'occasione sprecata. I nosti rappresentanti avrebbero dovuto intrattenere per un'ora e mezza quel milione di persone parlando di noi, delle notre storie, dei nosti diritti. E invece è stato solo un carnevale e se per tv si vedranno solo certe immagini, non me ne stupirò.
Per cui grazie Lady Gaga che gratuitamente hai fatto più tu, di tutti i nostri politicanti lgbt. Grazie popolo di Roma che ci hai accolto a braccia aperte. Grazie a tutti i gay, alle lesbiche, alle persone transgender e eterosessuali, che hanno sfilato credendoci. Grazie Agedo e grazie Famiglie Arcobaleno, che con il vostro lavoro silenzioso, ma concreto, state facendo tanto, per molti. E grazie tassista che mi hai accompagnato al mio alloggio criticando il sindaco Alemanno che di fronte a 2 milioni di persone previste non ha imposto a tutti i taxi di lavorare, come per la beatificazione del Papa, impedendo così alla sua città di essere una città accogliente e non omofobica. Per fortuna le persone sanno sempre stupirci.
PS: Perdonate eventuali errori e sviste, voi che siete sempre attenti...sto scrivendo dal treno, che mi porta nella bassa Pianura Padana, per andare a fare il mio dovere di cittadina: votare al referendum.
Arianna Panacea

cippewa giovedì 16 giugno 2011 - 21.33
giusyebasta lunedì 13 giugno 2011 - 13.39
la profssa manfredini mi ha più che convinto.
spesso glia llievi superano i maestri ma il "baronato" non lascia loro il giusto spazio e le lodi che meritano. non mi hanno mai convinto i primari: evviva gli esordienti!
quanto ai tempi e ai modi dei verbi dovresti essere un po' più evoluto.
complimenti per il linguaggio forbito che non mi convince affatto però.
mi sono fatta persuasa che è proprio un gran bele pezzo quello della dottssa panacea.
p.s. detesto i titoli!!!
buon lunedì
giusyebasta
plokiju lunedì 13 giugno 2011 - 13.13
gaelgarcia lunedì 13 giugno 2011 - 12.04
giusyebasta lunedì 13 giugno 2011 - 12.00
non è piacevole leggere i tuoi commenti circa possibili, ma non dimostrati, errori grammaticali.
di pleonasmi la nostra lingua pullula e nel linguaggio giornalistico spesso se ne fa un ampio uso.
la questione che concerne i termini omofoba o omofobica è in discussione e l'accademia della crusca (è una fonte più che attendibile direi) ha risolto la cosa in senso contrario rispetto al tuo punto di vista: ti invito a leggerne la spiegazione (http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=8490&ctg_id=44).
complimenti ad arianna panacea: ottimo italiano!
grazie per essere ruscita ad esprimere bene il sentitmento di indignazione di molti di noi che hanno visto sfumare un bellissimo europride sulle note stonate di patanè che dovrebbe andare a vendere cocomeri (con tutto il rispetto per i venditori di cocomeri)!
belle emozioni: grazie roma città aperta!
giusyebasta
plokiju lunedì 13 giugno 2011 - 2.04
a parte questo, sono molto d'accordo su quanto detto. senza contare che la Praitano e Patanè erano impossibili da guardare, ancorché da ascoltare. evidentemente, anche alle associazioni lgbtq fa più comodo avere degli utenti rincretiniti discotecari al posto che esseri critici e predisposti all'ascolto e al confronto.
Machado domenica 12 giugno 2011 - 22.33
EpocaPreIsterica domenica 12 giugno 2011 - 21.49
Forse volevano evitare l effetto "ti ascolto solo perchè sto aspettando lady gaga", ma tantissime persone li avrebbero ascoltati volentieri...qualcosa sarebbe arrivato lo stesso!
peyote87MI domenica 12 giugno 2011 - 16.45
Black_Mambo domenica 12 giugno 2011 - 15.43
lordchaotic domenica 12 giugno 2011 - 15.32
Translator1968 domenica 12 giugno 2011 - 14.57
GovernmentHooker domenica 12 giugno 2011 - 13.27
pegasobianco domenica 12 giugno 2011 - 13.06