Fini: requiem per Berlusconi o per il Pdl?

Il Pdl non esiste più, è morto il 29 luglio: ma quello che Fini vuole seppellire con il suo "manifesto di Mirabello" non è un partito. E' il suo Cesare.

di | Attualità

Amici, finiani, concittadini, prestatemi orecchio: sono venuto a seppellire Cesare.

Quello che passerà alla labile storia recente come il "manifesto di Mirabello", il tanto atteso discorso di Fini dopo l'estromissione dal Pdl, lo scandalo al sole estivo della casa a Montecarlo e 36 giorni di silenzio politico può essere riassunto così.
Un'ora e mezzo di microfono, un'orazione-fiume. E in fondo?

Nessun ribaltone, nessun nuovo partito, no alle elezioni anticipate, no alla fine anticipata della legislatura (anzi, la proposta di un "patto" per arrivare al 2013). Fini afferma che il Pdl non esiste più, è morto il 29 luglio con l'atto staliniano della sua estromissione: ma il partito può, deve rinascere, con l'orizzonte di una nuova destra europea conservatrice e liberale, ovviamente la sua egida.
Ascoltando il discorso di Fini, non riesco a ravvisare un chiaro e semplice messaggio finale, ma bensì a riflettere su due cose.

La prima è questa: se il Pdl è finito, un'epoca è morta, la Destra è in agonia MA non è previsto nessun ribaltone, né la nascita di una controparte alternativa per chi suona la campana di Fini? Per chi è la sua orazione funebre? Ovviamente per Berlusconi. Gli attacchi sono strategici, diretti a mirare precisamente ai "punti deboli" del premier nel cuore dei cittadini. Dalla libertà di stampa al servilismo nei confronti di Gheddafi, Fini serve proiettili per tutti i gusti, e un unico bersaglio.
Affermare che un partito è morto e poi auspicare la sopravvivenza della legislatura sembra un atto di necrofilia politica. Ma Fini non è venuto a sotterrare il Pdl: è venuto a seppellire Cesare.
E forse il suo destino non è quello del congiurato Bruto: forse lui mira all'impero.

La seconda riflessione che a mio parere emerge è legata proprio all'eterogeneità di questo ipotetico impero (ormai non è più un problema solo della sinistra, questo è chiaro come il sole) e alla grande lezione di comunicazione che la politica ha ormai recepito. Nel discorso di Mirabello, l'uomo di ghiaccio si è sciolto come un polaretto al sole, ha parlato "de panza" chiamando in causa sentimentalismo, ricordi, emozioni. Un giochino che sarebbe di bassa levatura, se non fosse per la studiatissima attenzione al target. Fini fa brillare davanti al suo pubblico un manifesto luccicante: ma si tratta di un brillocco dalle mille sfaccettature, che abbaglia in molte direzioni. Dal ricordo di Almirante al moto di orgoglio per la "genuflessione" dinnanzi al Gheddafi, passando per l'indignazione per le leggi ad personam e la difesa degli extra-comunitari onesti e la differenza tra "governare e comandare" ce n'è per smuovere le coscienze di tutti. Sei un nostalgico del MSI? Un liberale europeista? Hai una coscienza civile proto-radicale? Sei un italiano con una sfumatura di orgoglio anti-arabo? Hai paura dei clandestini? Credi nell'integrazione degli extra-comunitari?
Non c'è problema: Fini ha una lacrima anche per te.

Tirando le somme, mi ritrovo confusa. Vedo un manifesto toccante e pieno di ottime idee ma nessuna che si focalizzi in intento pragmatico. Vedo un requiem per un partito che però deve rinascere: Cesare è morto, viva Cesare? Vedo un'eterogeneità che tenta di abbracciare mille sfumature talmente diverse da apparire in contraddizione. Vedo che il collante di tutto questo è, ancora una volta, l'anti-berlusconismo. In pratica (déja vu?) vedo il centro-sinistra degli ultimi quindici anni.
Restiamo in attesa di sviluppi.

Francesca Tognetti

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  • Commenti

ixix martedì 7 settembre 2010 - 11.36

Fini sa cosa fare, populista anche lui, a contrario di come dicono molti giornali, cerca di prendere un elettorato ampio che va dall'estrema destra alla destra moderna..un elettorato differente vero, ma forse lo scopo è di uniformarlo per creare una coscienza di una destra nuova in Italia..
Non sarà facile convincere un fan di Almirante di votare per uno che quando parla viene osannato anche dai "froci" di gaylib..ma se solo questo possa essere un piccolo passo di una futura apertura mentale di una certa popolazione che "non giustifica l'omsessualità", ma "neanche la schifa", c'è da fare un plauso a Fini come il vero rivoluzionario che ha sconfitto non una dittatura, ma ancora di più, un ideologia di regime alimentata da anni da una sporca propaganda fascio-cattolica!

gredase martedì 7 settembre 2010 - 1.12

translator te sei confuso. una volta sono dell'UDC (che è contro berlusconi già dai tempi di follini, poi ha subito una legge elettorale tendente ad escluderlo -si sa quale erano gli scopi dell'attuale legge elettorale, eliminare l'Udc- che non si è nemmeno alleato con berlusconi rinunciando a poltrone ministeriali), un'altra volta sono il difensore di berlusconi (che è "nemico" di berlusconi) magari ci parlo anche tutti i giorni a cena. minchia! tu mi sopravvaluti, non sono io che comando questo paese dietro alle quinte! su fini io credo che un presidente della camera non dovrebbe essere leader di un partito politico, non dovrebbe essere così di parte, non dovrebbe fare comizi attaccando il presidente del consiglio o fare patti di legislatura per mantenere la maggioranza parlamentare, dovrebbe essere come il presidente della repubblica: imparziale (ok ok ora cita la Iotti). su questo mi allineo all'opinione espressa da Emma Bonino. sullo stalinismo io ribadisco che un partito ha una linea politica decisa a maggioranza. le minoanze interne devono certo poter essere ammesse e tuttavia nei limiti di compatibilità di quella linea politica. insomma una binetti non potrebbe essere senatrice del partito radicale o, in alternatva, se il partito radicale la espellesse il detto partito sarebbe stalinista. esistono programmi di partito, progrmmi di coalizione e progrmmi di governo. siccome il governo NON COINCIDE col Parlamento il governo può avere un programma la cui attuazione è vinolata dalla volontà del Parlamento. cmq se un governo in carica da qualche anno si trova coi cantieri fermi da molti anni NON CREDO CHE LA COLPA SIA DI QUEL GOVERNO. ma se fini scegli la leadership di berlusconi - e lo fa per 16 anni- non è credibile se un bel giorno si sveglia e scopre che quella leadership non gli piace. cmq speriamo in elezioni presto. speriamo che fini faccia la fine di bertinotti e che tutti questi narcisismi inutili spariscano.

Translator1968 lunedì 6 settembre 2010 - 19.22

FIni ha torto e Berlusconi ragione sulla disputa, e il perché lo dico subito: c'è un parito, c'è un capo, c'è un programma che include ciò che FIni IMPROVVISAMENTE non vuole cioè federalismo, fisco, giustizia e legge per proteggere Berlusconi dalla delegittimazione da parte di campagne di magistrati politicizzati e giornalisti mossi a screditare la sua vita sessuale.
Fini lo sapeva benissimo due anni fa quando ha fondato il partito e quando è stato redatto il programma. Lo sapeva anche quando è stato eletto Presidente della Camera, e quando ha pronunciato un discorso (invito la redazione a tirarlo fuori) di insediamento parlando di lotta al relativismo, al laicismo, in piena sintonia con la destra clericale che oggi dice di non accettare più salvo poi indicare UDC come alleato.
Detto questo Io mi sono letto attentamente il programma gredase: il programma contiene l'abolizione delle province, contiene forti riforme liberali dei mercati, incluse le municipalizzate e i servizi locali, il programma contiene l'abolizione dell'imposta di successione, il taglio della pressione fiscale, una precisa politica industriale, fatta di INFRASTRUTTURE i cui cantieri sono fermi e in ritardo da ANNI. Solo per fare esempi QUESTE erano le linee politiche: che fine hanno fatto, ha cheisto FIni? Ha ragione FINI su questo: è Berlusconi che per fare un favore a Bossi ha fatto sparire il programma con cui l'abbiamo votato. Allora non si può dire che il popolo ti ha eletto quando ti ha eletto su un programma e non lo rispetti.
Gli stalinisti siete VOI che lo cacciate perché gredase a Bossi non va di tagliare le province così le lottizza con le tessere di partito, e così i servizi locali.
Gredase: non siamo imbecilli dillo a Berlusconi se ci parli, gli italiani non sono tutti deficienti e se finisce come nel 2006 perderà le elezioni e non per colpa di Casini per colpa di Berlusconi Silvio, l'uomo delle due aliquote e del piano infrastrutture MAI ATTUATE.

gredase lunedì 6 settembre 2010 - 18.10

il PDL gode di ottima salute. non è che la fuoriuscita di un capo senza popolo, di un profeta senza Dio ossano sconvolgre più di tanto. il PDL ha delle linee politiche, il rifiutarle tutte, sistematicamente, è palesemente in contrasto con l'essere del PDL. l'unico requiem è quello per fini e la politica intellettualistica, stalinista è chi si arroga il diritto di conoscere il bene del popolo A PRESCINDERE DAL POPOLO! la chiamavano democrazia totalitaria: eccone la (confusa) versione finiana.

ludoilmoro lunedì 6 settembre 2010 - 17.52

Il PDL è morto in parlamento, è morto dall'ALTO. Ma dal BASSO il popolo è ancora con Berlusconi, la maggioranza dei cittadini sono con lui come prima e semmai anche piu di prima.... la destra illuminata guidata da Fini esiste solo dentro il Parlamento. Dentro il governo. Sappiamo bene che l'elettore medio, e sottolineo l'elettore medio del PDL è un troglodita, non parlo dei figli di papà bocconiani, o dei liberi professionisti dei quartieri alti e imprenditori vari, che di certo sono con lui e non ci piove; parlo invece del popolo, del grande bacino di IDIOTI che votano il PDL, le massaie, gli operai, i dipendenti pubblici, e altri questi sono ancora con Lui, sono ancora con Silvio, perchè non si informano, sono dietro ai Cesaroni, al Medico in famiglia, a le Veline, al Grande fratello, e probabilmente poco sanno delle vicende tra Berlusconi e Fini. Non cè speranza questo govenrno cadrà e Berlusconi tornerà al potere senza i Finiani, ma solo cn i Fedelissimi e no poco mafiosi... ;)

peyote87MI lunedì 6 settembre 2010 - 17.39

il Pdl è davvero morto, ma non spero riposi in pace, anzi... tutt'altro!

Renly&Loras lunedì 6 settembre 2010 - 17.14

Dopo l'assassinio di Cesare, boia della Repubblica, i suoi "eredi" si son fatti la guerra. La Repubblica non è più risorta, ma è nato l'Impero.

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