Chi ci chiama "frocio" rischia 1.200 euro di multa

Sentenza "storica" a Bagheria: una coppia che aveva apostrofato con l'insulto omofobo un ragazzo è stata condannata a risarcire lui e l'Arcigay

di | Attualità

frocio omofobia

 

Una coppia di Bagheria, Palermo, due anni fa insultò un ragazzo per strada apostrofandolo con un “frocio mi fai schifo”. I coniugi oggi sono stati condannati dal giudice di pace al pagamento di una multa di 200 euro la donna e 1.000 euro il marito, oltre al pagamento delle spese processuali.
 
I due dovranno risarcire anche l'Arcigay, costituitasi parte civile nel processo, con la somma di 500 euro. “Si tratta di una delle pochissime sentenze in Italia (e l’unica in Sicilia) – scrive l'Arcigay – in cui ad un’associazione per la difesa dei diritti Lgbt viene riconosciuto un risarcimento”.
 
La sentenza viene definita “storica” dall’Arcigay Palermo che aggiunge: “Non solo il magistrato non ha concesso la sospensione della pena, a nostro avviso sottolineando in questo modo la pericolosità sociale e la gravità delle aggressioni di stampo omofobico, ma ha anche riconosciuto il danno reso a tutta la comunità delle persone Lgbt. Attendiamo in ogni caso di leggere le motivazioni della sentenza che il Giudice depositerà nei prossimi giorni”.
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  • Commenti

Only domenica 4 marzo 2012 - 9.34

P.S. si può esporre il proprio pensiero, qualunque esso sia (assumendosene la responsabilità e ricevendo eventuali critiche proprie di qualsiasi dibattito democratico), ma non si può esercitare violenza verbale (e/o fisica): la libertà d'opinione non coincide con la libertà di offendere! Questi sono i "fondamentali" ...

Only domenica 4 marzo 2012 - 9.29

"I diritti sono questi non le sentenze di un giudice che punisce uno che dice ciò che pensa."--->se io apostrofo una signora con l'appellativo di "puttana", vengo denunciato e condannato, è il giudice ad essere cattivo, perché mi punisce per ciò che penso o sono io a meritare la condanna, perché invece di tenere i miei pensieri per me, offendo terzi scaricando su di essi i miei pregiudizi, che sono solo un problema mio? Io credo la seconda! Che poi i diritti dovrebbero essere naturale conseguenza di principi fondamentali costituzionali piuttosto che scaturire da sentenza, son d’accordo, ma se la situazione è così deficitaria i giudici che colpa ne hanno? A quelli che operano supplendo con sentenze le mancanze applicative io sono solo grato!

Translator1968 domenica 4 marzo 2012 - 1.26

Per me è proprio il contrario di quello che dovrebbe essere. Se uno vuol dire frocio a me, negro a un ragazzo di colore o insultare in genere le persone per difetti fisici o per qualcosa che hanno in natura, beh è stupido, ignorante, magari può anche essere reato di ingiuria, ma francamente non lo vedo un problema.
Quel che ci dovrebbe essere è una parità di diritti per legge, matrimonio e parità in ogni ambito e questo non per l'intervento di un giudice. I diritti sono questi non le sentenze di un giudice che punisce uno che dice ciò che pensa. Ma d'altro canto siamo in un paese in cui milioni di gay fomentati da arcigay hanno votato candidati di sinistra sulla base di una presunta non omofobia, mai tradotta MAI neanche in UN SOLO RIGO di UN SINGOLO articolo di legge che sancisse non dico un diritto ma almeno una non discriminazione.
Pensare che ora voteranno Vendola notoriamente chierichetto della CEI pupillo dei Vescovi e contrario al matrimonio gay, la dice tutta.

Only venerdì 2 marzo 2012 - 22.39

P.S. Già se si provvedesse a combattere con leggi intelligenti lo stalking omofobico nelle università, nelle scuole, tra i dipendenti delle aziende, degli uffici e nei pubblici esercizi, comincerebbe a diminuire notevolmente il numero dei suicidi omosessuali: ne sono profondamente convinto (per non parlare del miglioramento della qualità di vita di chi pur non arrivando al suicidio rimane comunque traumatizzato e logorato da questa incivile e immorale pressione)!

Only venerdì 2 marzo 2012 - 22.30

Se è un sogno non svegliatemi! Per tutte le volte che mi hanno urlato addosso "frocio", "checca", "ricchione", “omosessuale di merda”, "buco", "culattone", “femminiello” (termine napoletano), toccandosi abbondantemente l'orecchio per indicare quale subumano a parer loro io fossi (mi è successo non solo in Italia a scuola, sui luoghi di lavoro e negli esercizi pubblici di vario genere, ma anche nella “civilissima” (?) Olanda, ad Amsterdam, dove un'indigena mi riempì anche di termini carini come "frocio di merda, etc etc" solo perché avevo osato protestare per il fatto che lei non avesse rispettato il suo turno in fila alla stazione, a Glasgow, in Scozia e persino da parte di un paio di funzionari nella sede del Parlamento europeo di Strasburgo -colmo dei colmi-, dove ero in visita turistica ) e ancora e ancora … Potremmo essere milionari a furia di risarcimenti per la lesione gratuita e ininterrotta nel tempo della nostra dignità: come mi piacerebbe vedere tutta questa gentaglia al fresco per il fatto di aver offerto gratuitamente una vita di torture a noi componenti della minoranza lgbt, ma dubito che ciò avverrà mai!

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