I gay e la monogamia

Caro Simone, la sdrammatizzazione della sessualità è nel cuore della bella parola “gay”: una conquista culturale di cui lei dovrebbe andar fiero.

di | Attualità

Gentile direttore, cosa ne pensa della proposta di Marco Beltrandi, votata dal Pdl, di sospendere i programmi di approfondimento politico nel periodo di campagna elettorale? Secondo lei si tratta di rispettare lo spirito della par condicio oppure è l'ennesima manovra per mettere a tacere le voci dell'opposizione (un esempio su tutti: Annozero?)? (Giancarlo, Milano)

La sua domanda porta in sé la risposta: in questo paese si chiede al povero giornalista Michele Santoro di fare l’opposizione. La polemica è mediocre, di infimo livello: c’è un’irragionevole situazione di sbilanciamento del potere nelle mani di una persona in questo paese. Abbandonata la sponda frondista, frequentata in gioventù, quella di immaginare che le colpe possano essere addebitate ad una sola persona (come anche i meriti: per gli Italiani è merito o colpa di una sola persona, un’abitudine da cultura cattolica), in questi ultimi tempi dedico le mie riflessioni all’aspetto antropologico. L’estetica nichilista mi incuriosisce. Mi scuso per la nota personale e per aver evaso la domanda. Anch’io, come il povero Santoro, non è che possa davvero avere risposte per tutti voi 25 lettori.

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...Persino mia mamma che non ci capisce niente di Internet e parla poco l'inglese si è messa a guardare voracemente le puntate della nuova serie di "Lost" in lingua originale (la sua risposta: tanto non si capisce niente neanche in italiano). Anche io faccio parte della schiera dei "lost-addicted", ma sono abbastanza lucido da chiedermi: cosa ci affascina così tanto in "Lost"? Il mistero? I simboli? Le derive mistiche? La speranza di trovare un Senso (della vita o del telefim?) (Sawyer J.)

Ho visto tre o quattro puntate di Lost. Le prime della prima serie. Vedo che poi siete andati lontani. Non so, non saprei, davvero. Sto diventando vecchio, non riesco a seguire le storie tv. Per fortuna la splendida redazione che lavora con me è aggiornatissima. A me piace più la narrazione cinematografica e mi chiudo in un cinema appena posso. Di solito vado solo.



lettere al direttore


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Sono un ragazzo gay di 23 anni, vivo a Milano Roma da quattro e sono un cacciatore compulsivo. Mi spiego: in chat, nei locali, in università, per strada, è come se avessi sempre un radar acceso per captare potenziali conquiste. Sono una persona socievole e estroversa, perciò non ho problemi ad agganciare la gente, e ogni volta che qualcuno mi piace scatta una specie di missione. Parlargli, conoscerlo, avere il numero di telefono, uscirci. Il sesso è un obiettivo, ma non il principale: se capita bene, sennò amen. Il problema è che appena ho conosciuto un ragazzo, e magari siamo usciti a bere qualcosa (o mi ha dato il cellulare, o ci sono andato a letto), subito perdo ogni interesse per lui, e passo alla ricerca di una nuova preda. Se penso ai miei desideri per il futuro in termini astratti mi trovo a sognare una vita di coppia tranquilla e monogama, una casa, una famiglia allargata, cene con altre coppie, vacanze a due, un letto matrimoniale - matrimoniale in tutti i sensi - in cui ognuno ha il "suo" lato e due comodini gemelli carichi di libri, sveglie, fotografie. ma nella pratica quello che faccio (che voglio?) è diverso: passare da un obiettivo all'altro, senza riuscire a fermare il mio interesse su una persona. Per usare un'espressione da posta del cuore potrei dire che non ho ancora trovato la persona giusta. Ma forse le ragioni del mio comportamento non riguardano solo me; forse è perché nella realtà gay di Roma "l'offerta" supera "la domanda" e le possibilità sono troppe. Forse è per questo che tra i gay vedo poca monogamia: perché appena si chiude una porta se ne aprono altre mille, e resistere è difficile.
(Filippo R.)

Esattamente. Lei ha perfettamente ragione. La invito però a rivedere le sue aspettative. Quello che lei sogna, non accadrà mai. Finché lei resterà innamorato del suo sogno, renderà quel sogno un soggetto esistente, oltreché un oggetto del suo amore. Provi ad infatuarsi per qualcuno, a incuriosirsi di qualche stupidaggine della sua vita, di qualche dettaglio fisico (anche scabroso, magari). Per l’atteggiamento compulsivo, cominci intanto a perdonarselo senza troppa rabbia e magari si rivolga ad un analista. E davvero, la smetta di pensare alla monogamia, caro Simone Filippo. La sdrammatizzazione della sessualità è nel cuore della bella parola “gay”: una conquista culturale di cui lei dovrebbe andar fiero.

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  • Commenti

antonioDouble martedì 11 maggio 2010 - 1.51

Si può amare qualcuno profondamente, nel rispetto, nel costruire qualcosa di veramente solido ed edificante, si può amarla con tutto se stessi, ma il sesso e i desideri, proprio perché non si può negare che ci siano, quelli, se li reprimi, fai un gioco ipocrita, magari ti uccidi di masturbazioni, e poi fingi il rapporto felice e monogamo, e così ti senti a posto, soprattutto perché sei gay e quindi hai problemi ancora ad inserirti in una società che non è perfettamente fatta e pensata su misura per te.
Smettetela di essere così monolitici, curatevi con la letteratura e il cinema e non con gli psicologi. L'erotismo necessita di spazi e libertà per non trasformarsi in nodi fisici che poi portano a malanni e disturbi (come nel 90 per cento delle persone al mondo).
Ancora vedo sul sesso una gravità e un senso di circospezione che è indice di grande confusione. Il sesso è gioia, il sesso è libertà, il sesso è come mangiare, bere, dormire, godere dei colori, fare un viaggio, essere assetati di poesia, il sesso è cultura tattile, visiva, olfattiva. Mangereste mai ogni giorno tutti i giorni lo stesso piatto col pensiero che tanto si deve mangiare per sopravvivere? NO, e allora perché negare a un impulso fisiologico di farsi una cultura e di allargare le proprie esperienze.
E si può amare a tal punto di essere noi, col nostro sé, e non il pensiero dominante della società in cui viviamo, a guidarci nella trasparenza e nella rivoluzione umana che non può passare altro che attraverso ciò che il Creatore ci dato come strumento sublime: la gioia dell'esperienza sessuale.

antonioDouble martedì 11 maggio 2010 - 1.51

ma non vi sembra di essere ancora una volta moralisti ciechi che seguono inconsciamente i dettami del pensiere cattolico. La coppia è una cosa meravigliosa se la si legge con gli occhi dei letterati e dei poeti, ma la coppia che voi tanto difendete è quella della chiesa cattolica apostolica romana, è il concetto della restrizione, del contratto, si aderisce ciecamente pensando che tutte quelle regole non scritte, di comportamanto, del buon senso (senso comune delle cose, ovvero il buon senso, approvazione della comunità), siano giuste e sacrosante. Ma i desideri che cosa sono allora? Conoscete una coppia che non si guardi in giro? Qualcuno che non covi all'interno della coppia fantasie meravigliose, vitali, piene di colori, sapori, di una forza commovente: sapete quanta poesia c'è dietro a chi cerca solo sesso, quanta meravigliosa luce ci sia nel disvelarsi delle passioni umane. Invece voi siete legati al concetto che la passione porti necessariamente alla rovina, e aderite alle tante favolette orride che la chiesa ci ha raccontato per punirci.

antonioDouble martedì 11 maggio 2010 - 1.48

mi sembrano assurdi questi articoli

Only martedì 16 febbraio 2010 - 0.59

Esatto Riu85: affermare che gli omosessuali siano tutti uguali è come dichiarare, che so, che le donne son tutte uguali o che i biondi son tutti uguali e questi sono infondati pregiudizi! Non sono il sesso e l'orientamento sessuale a determinare l'attitudine o meno in un individuo ad avere determinati principi e valori ...! Questi concetti logici e semplici, ho spesso pensato che fossero assodati per molti, ma evidentemente non è così! Esistono persino gay omofobi e razzisti nei confronti di altri gay effeminati ed eterosessuali che non sono omofobi e nemmeno razzisti …! Come si può notare, la realtà è un po’ (un bel po’) più complessa rispetto a quanto i pregiudizi possano lasciar trapelare e se si compie lo sforzo di andare oltre le apparenze, allora si hanno buone chance di comprenderla!
Sono determinati condizionamenti sociali e pressioni esterne che influenzano positivamente o negativamente la vita interiore ed esteriore di determinate categorie e sono questi condizionamenti che noi dobbiamo esaminare (che input ci dà la società e che pregiudizi positivi o negativi ci riserva)!

Riu85 lunedì 15 febbraio 2010 - 20.06

Chiedo scusa Bruno allora... generalmente capisco il sarcasmo ma non conoscendoti non sono riuscito a dare quest'accezione al tuo commento.
Comunque concordiamo tutti (o quasi) che questa sdrammatizzazione della sessualità insita nella parola "gay" sia proprio una grande boiata. E, se mai questa parola dovesse assumere un significato così becero, sarò il primo a non farne uso né riferendomi a me stesso né ad altri aventi le mie stesse preferenze sessuali. L'essere gay non fa la mia personalità, così come quella di nessun altro... pretendere di classificarci secondo canoni comuni in base a quest'etichetta oltre ad essere errato ci porta nello stesso errore a cui giungono molti etero nei nostri confronti, ovvero la classificazione in base al gusto sessuale e non in base alla nostra soggettività come individui e come esseri umani uguali, nella nostra diversità, a chiunque altro.

bruno299 lunedì 15 febbraio 2010 - 15.19

Preciso che il mio commento era una risposta sarcastica sulla sdrammatizzazione della sessualità che ho trovato ridicolo,,,non ho fatto altro che riportare lo stesso concetto con una frase diretta e meno ambigua di quelle usate dal Giuliano,,ma purtroppo la chiarezza non è una di quelle conquiste culturali di cui ci vuol fare partecipi.Per il resto sono pienamente d'accordo con te Rui ,non si tratta di moralizzare, si tratta di approffondire la conoscenza dell'altro e capire se è la persona con cui è possibile condividere un pezzo di strada,,

Riu85 domenica 14 febbraio 2010 - 23.40

Giuliano_Federico ci mancherebbe che qualcuno ce lo vieti. Il fatto è che mi hanno lasciato perplesso risposte come quelle di Bruno il quale sostiene, testuali parole, che visto che siamo delle checche (in sostanza tro*e), non siamo capaci di capire cosa sia un rapporto vero e dovremo anche smetterla di richiedere dei diritti come quello del matrimonio civile ed altre tutele. Beh io non sono d'accordo, si tenessero per se certi commenti. Se loro sono checche e tro*e non significa che tutti gli altri lo siano e non aspirino a qualcosa di più di una scopata nella vita.

xxxteoxxx domenica 14 febbraio 2010 - 23.40

Non credo che Riu85 abbia detto questo, e non credo che ritenga che tutti gli altri siano infelici; è ovvio che ognuno agisce come meglio crede per se, e se ad alcuni piace fare del sesso occasionale buon per lui se questo lo rende felice, non è questo che stiamo dicendo. Ci rende perplessi il fatto che camuffate quello che io ritengo sia puro egoismo; cioè se ludoilmoro afferma: "Se il mio compagno mi chiedesse fedeltà, facendomi rinunziare a qualcosa significherebbe che quest persona nn mi ama abbastanza da accettare quello che per me è il mio bene" ... come si fa a non vedere l'egoismo qua? in questa frase si pensa solo a se stessi, al proprio bene, e non si è disposti a dei compromessi, si parla di MIO BENE, io non sto dicendo che si debba fare il martire in una coppia e annullare se stessi, ma qua si è egoisti, si pensa unicamente a se stessi; ripeto ognuno è libero di fare quello che vuole (lo credo veramente questo), però sarebbe un passo avanti ammettere che questo è un capriccio nostro (cioè il voler fare sesso anche con altri), mentre incolpare il proprio ragazzo di non amarci abbastanza lo trovo davvero ASSURDO e INGIUSTO

Giuliano_Federico domenica 14 febbraio 2010 - 17.37

Riu85 nessuno vieta a una coppia di essere monogama e restare insieme per tutta la vita, ma assumere quello come unico modello di felicita' perseguibile per la realizzazione affettiva di un individuo e considerare infelici tutti gli altri e' veramente anacronistico, gli esseri umani hanno un intelletto evoluto con il quale possono aspirare alla relativizzazione di qualsiasi idea data come assoluta e sgretolarla. verissimo come dici te, infatti, che ognuno e' diverso.

Riu85 domenica 14 febbraio 2010 - 17.17

Trovo incredibilmente tristi molti commenti e la lettera del lettore (oltre alla risposta sulla sdrammatizzazione della sessualità).
Le persone sono DIVERSE, esistono persone che hanno serie difficoltà ad essere monogame anche nell'eterosessualità... questo non significa affatto che tutti gli altri siano così. Ci sono vere e proprie patologie mentali legate al fare sesso con chiunque ti sembri un pò interessante.
Detto ciò forse sono fuori dalla norma... non so. Ma sto con un ragazzo da quasi 6 anni. Siamo completamente monogami e, specialmente, CI AMIAMO. Se non si impara ad amare veramente, la vita non serve davvero a niente... potete esservi divertiti quanto volete ma una vita senza amore è una vita che non vale la pena di essere vissuta.

Giuliano_Federico domenica 14 febbraio 2010 - 15.52

c'è stato un maldestro tentativo di garantire città e nomi anonimi. ce ne scusiamo. la sessualità è ampiamente drammatizzata, sempre di più: quanto più è pruriginosa ed esaltata (come oggi) significa che viene drammatizzata e svilita. un atteggiamento più sereno alla sessualità condurrebbe dritti alla sdrammatizzazione della monogamia. ma questa e' una mia opinione con cui legittimamente si puo' non concordare.

darkrainbow2 domenica 14 febbraio 2010 - 15.25

Siamo nel 2010 e mi sembra che la sessualità sia stata già fin troppo sdrammatizzata. Non si possono fare due passi senza vederla e sentirla spiattellata dappertutto. Da conquista culturale rischia di diventare un modo per chiuderci nell'individualismo, evitando le responsabilità, la fatica e il rischio di condividere la propria interiorità con un altra persona e perdendo così anche tutte le gioie e le emozioni che la scelta di stare con qualcuno comporta.
Forse è il momento di iniziare a parlare un po' meno di sesso libero e parlare un po' più di educazione all'affettività.

Romantic_Emu domenica 14 febbraio 2010 - 14.36

Che tristezza a leggere i commenti di molti di voi... Sembra che il tizio della lettera non sia l'unico che abbia bisogno di uno psicoterapeuta...

bruno299 domenica 14 febbraio 2010 - 14.24

Beh si è detta una una cosa sacrosanta,finiamola di fingere di perseguire la monogamia quando siamo delle grandi troie hahahaha,,e a questo punto finiamola pure di chiedere dei diritti che costituiscono solo un reflusso di conformismo che in realtà non ci appartiene.No davvero,,a mio avviso non è solo Filippo (Simone?) ad aver bisogno dell'analista.

ludoilmoro domenica 14 febbraio 2010 - 14.12

Se il mio compagno mi chiedesse fedeltà, facendomi rinunziare a qualcosa significherebbe che quest persona nn mi ama abbastanza da accettare quello che per me è il mio bene. Il sesso occasionale è una cosa bella distensiva e sopratutto parecchio divertente, proprio anche la conquista. perchè rinunziarci ?! l'amore è quello che si fa quando si è insieme, ma se quel giorno o in quel momento nn siamo insieme e la vita mi offre un occasione perchè nn coglierla ?! dovremmo ricordarci sempre che siamo cibo per vermi, e nn possiamo permetterci di non cogliere le belle cose che la vita i offre, sessuali o meno, e prima di non tradire il nostro compagno non dobbamo tradire noi stessi e quind il nostro bene.

xxxteoxxx domenica 14 febbraio 2010 - 13.55

Ragazzi (pegasobianco e ivo1990) me vengono giù i lacrimoni a sentirvi, stavo perdendo le speranze che ci fossero gay con un cervello, ho letto certe assurdità in questi giorni che mi sentivo l'unico a pensarla come voi!!

Child_of_Mars domenica 14 febbraio 2010 - 13.40

Ahahahaha... Ma l'ultima lettere, prima parla di Milano, poi ll'improvviso diventa Roma... Alla fine è firmata Filippo e nella risposta si parla di Simone... Ma che roba è? xD

ivo1990 domenica 14 febbraio 2010 - 12.03

questa è la risposta più stupida che io abbia mai sentito dare a un problema del genere... una persona buona lo è soprattutto perchè è fedele, perchè vuol dire che ha rispetto del suo compagno...
La sdrammatizzazione della sessualità è uno dei più manifesti esempi di come adesso ci ritroviamo in un medioevo culturale senza pari, senza pari perchè nel medioevo c' era un fermento intellettuale che oggi non si può più trovare, specialmente in questa risposta....

pegasobianco domenica 14 febbraio 2010 - 11.44

Mi vien ogni volta da sorridere sulle questioni do monogamia o .. ''poligamia'' degli omosessuali.
al ragazzo autore della lettera , vorrei dire che se vuoi una cosa ,la sogni la riesci ad ottenere ma se ti manca la volonta' allora lascia perdere, non coinvolgere nessuno in una farsa di relazione pseudo-sentimentale.
se non riesci a resistere alle mille tentazioni dammi retta : rimani single fai piu' bella figura e mettiti l'anima in pace sin quando non senti di poter intraprendere un diverso atteggiamento con un possibile partner.
Mi rendo conto come sono ancora tanti , e troppi i gay che non sanno ancora il significato di relazione e di amore , impegno e responsabilita' .
Siamo ancora lontani da acquisire il significato ed il valore di una storia sentimentale degna di questo nome.

all'autore della risposta invece un rimprovero all'affermazione : 'La sdrammatizzazione della sessualità è nel cuore della bella parola “gay”: una conquista culturale di cui lei dovrebbe andar fiero'' ,
COMPLIMENTI CHE BEL MESSAGGIO EDUCATIVO!!
smettere di pensare alla monogamia??? si cela il principio della fedelta' e del rispetto , ma gia', noi gay pare non sappiamo neanche cosa significhi vero?

kriol89 domenica 14 febbraio 2010 - 11.24

Non capisco nell'ultima lettera perchè inizialmente si parla di MIlano e verso la fine di Roma... Capisco che probabilmente la situazione può avvenire analogamente in entrambe le città, ma mi sembra comunque un po' confusa la faccenda.

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