Il vero volto di Amina: Tom McMaster

Amina, la blogger lesbica siriana, non esiste. E' un'invenzione narrativa di un uomo americano, Tom McMaster, che ora si scusa pubblicamente per quello che fatto.

di | Attualità

La storia di Amina aveva colpito tutta la comunità internazionale per l'impegno speso in difesa della sua causa, in quanto donna omosessuale, mezza americana, che viveva sotto il regime siriano e per la sorte incerta dopo il suo rapimento (leggi QUI). Poche ore dopo la diffusione online della sua foto e delle richieste di liberazione per quest'attivista, il web ha inizato a domandarsi se fosse davvero lei quella delle immagini diffuse in tutto il globo. La risposta fu presto chiara: no, quel volto era di una ragazza inglese (leggi QUI). Ora, ad una settimana dal rapimento di Amina emerge tutta la verità: Amina non esiste. Amina è un'invenzione narrativa di un quarantenne americano, Tom McMaster, che ora tenta di scusarsi pubblicamente con il suo "pubblico". Una fiction ambientata sul web, un diario di una ragazza omosessuale creato a tavolino per porre l'accento sulla vita delle persone omosessuali e delle donne in Siria.
"Non mi sarei mai aspettato un'attenzione tale. Anche se la voce narrativa poteva essere pura finzione, i fatti del blog sono veri e non cambiano la situazione in loco. Non credo di aver danneggiato nessuno. Credo di aver creato una voce importante su questioni che io ritengo importanti. Spero solo che le persone prestino più attenzione alle vicende in medio oriente. Io ho solo tentato di farli vedere al pubblico occidentale. Però sono rimasto molto toccato dalla reazione dei lettori".
Ma il mistero ancora non si è chiuso visto che per ora McMaster ha deciso di non rilasciare dichiarazioni a nessun media, se non quelli con un focus mediorientale. Il Post ha dichiarato che McMaster ha negato legami con Amina (o chi per lei) per tre giorni e poi si è chiuso nel suo silenzio stampa. Ma c'è anche chi nella causa di Amina ci ha creduto, fin troppo, ed ora non accetta solo le scuse ai lettori e parte al contrattacco, come il sito "Lez Get Real".
Una vicenda da dipanare, ma che al momento porta con sé solo due messaggi: la situazione mediorientale è grave e c'è bisogno di più voci che la difendano, ma certamente non è attravero una fiction sul web che si può aiutare un intero popolo.

 

Fonte: Towleroad

 

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  • Commenti

leef mercoledì 15 giugno 2011 - 0.35

cos'è sta diventando di moda per glu uomini fingersi donne lesbiche sul web?! è un delirio!!! questo avrà fatto più clamore di tanti altri ma ce ne sono a bizzeffe, ahinoi! e non ho ancora ben capito che gusto ci trovino!! sarebbe ora di regolamentare adeguatamente l'utilizzo della propria identità sul web e sanzionare chi si spaccia x ciò che non è! almeno x i casi macroscopici.

Black_Mambo lunedì 13 giugno 2011 - 17.53

Ma sto cojone

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