GAY.tvNewsAttualitàLa classifica dei paesi dove i gay vivono meglio in Europa
La classifica dei paesi dove i gay vivono meglio in Europa
In occasione della Giornata contro l'omofobia Ilga Europe pubblica il rapporto 2012, la mappa e la classifica dei paesi europei dove i gay vivono meglio (e peggio). Al primo posto...
ILGA-Europe ha pubblicato il suo primo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani di Lesbiche, Gay, bisessuali, persone Transessuali e Intersessuali in 49 paesi europei in occasione della celebrazione della Giornata internazionale contro l’omofobia alla presenza del Commissario Europeo agli Interni Cecilia Malmström (CLICCA QUI PER SCARICARE IL RAPPORTO COMPLETO SUL SITO DI ILGA).
I paesi sono stati analizzati secondo il rispetto di 42 fattori inseriti all'interno di categorie che vanno dal diritto di asilo alle leggi anti-discriminazione, dal riconoscimento della famiglia e delle unioni alla libertà di associazione.
Dal documento emerge che nessuno Stato europeo da piena uguaglianza giuridica alle persone LGBTI. I paesi che si comportano meglio, in una scala da -12 a 30 sono: la Gran Bretagna (21 punti), si aggiudica il primo posto della classifica come miglior paese eurpeo in cui vivere per un gay. Seguono Germania e Spagna (20 punti ciascuno), Svezia (18 punti), Belgio (17 punti).
10 paesi si collocano invece nell’area negativa non rispettando nemmeno gli standard base in materia di diritti umani: Moldavia e Russia (-4,5 punti ciascuno) e ricordiamo che la Russia ha recentemente approvato una legge che mette al bando la "propaganda" gay. Armenia, Azerbaijan, Macedonia e Ucraina (-4 punti ciascuno). Monaco, San Marino e Turchia (-3 punti ciascuno). Bielorussia e Liechtenstein (-1 punto ciascuno).
L’Italia - senza una legge contro l’omofobia e le discriminazioni, senza alcun riconoscimento giuridico delle coppie gay e con l’obbligo di sterilizzazione chirurgica per cambiare legalmente nome e genere - ottiene solo 2,5 punti collocandosi al di sotto di Andorra e Lituania e appena al di sopra di Estonia, Grecia, Kossovo e Polonia.
P.S. A Berlino, che mi si creda o meno, fui discriminato da un italiano: un milanese che mi indicò ad un suo amico toccandosi l'orecchio per indicare la mia natura omosessuale (a parer mio, tale tristemente notorio gesto è dispregiato, sebbene altri possano pensarla diversamente, non dandogli risalto omofobico o ritenendo che io abbia potuto travisarlo .... ^_^)!
Non avrò girato l'Europa in lungo e in largo, ma devo ammettere che ad Amsterdam ho vissuto sulla mia pelle episodi di intolleranza omofobica ai quali stentavo a credere (l'Olanda era uno dei miei miti), mentre non ho riscontrato niente del genere in Germania (Paese del quale ho visitato le principali città dal sud al nord): la città gay-friendly per eccellenza, che ho trovato, è stata Amburgo (coppie omosessuali di varie età, comprese coppie di uomini anziani, giravano mano nella mano nel rispetto generale)! In ogni caso, al di là dei singoli episodi spiacevoli, non ho dati particolarmente approfonditi sui tempi lunghi, essendomi fermato al massimo qualche settimana in ciascuna città (ad Amsterdam, però, sono stato per 1 mese intero …)! Ovviamente, non mi pare che, alla luce di queste considerazioni, l'Italia possa essere considerata il paradiso dei diritti gay: il fatto di non stare peggio di altri Paesi europei o anche meglio, in alcuni tristi casi, non significa che stiamo bene e siano garantiti i nostri legittimi diritti e la lotta all'omofobia e alla transfobia!
Chiunque abbia viaggiato in lungo e largo per l' Europa e abbia conosciuto realmente la condizione degli omosessuali nei vari paesi, direbbe che quella mappa è assolutamente ridicola e senza senso. Ed è chiaro che chi l' ha realizzata si è basato su dati che riguardano esclusivamente il riconoscimento legale delle coppie gay. Ma questi dati non dimostrano nulla, ci sono paesi dove governi hanno introdotto le unioni civili contro la volontà della gran parte della popolazione. Quindi sarebbe ora di finirla di piangerci addosso, in Italia non ci sono leggi che vietano "la propaganda omosessuale" come invece avviene in Lituania (che è stata classificata con un 3, un punto in più rispetto all' Italia), in questo paese non si rischia di essere assaltati da neonazisti armati e sostenuti dalle forze di polizia se si osa partecipare al gay pride, come invece avviene in Ungheria, paese che tra l' altro vuole introdurre una legge contro gli omosessuali, ma stranamente secondo quella mappa l' Ungheria sarebbe una sorta di paradiso gay, per non parlare poi dei paesi balcanici....posti dove nessun omosessuale oserebbe uscire allo scoperto, perchè rischierebbe di essere eliminato fisicamente, anche dai propri familiari!
Only giovedì 17 maggio 2012 - 16.35
Only giovedì 17 maggio 2012 - 13.22
Only giovedì 17 maggio 2012 - 13.10
Yehez'qel mercoledì 16 maggio 2012 - 23.40
Ed è chiaro che chi l' ha realizzata si è basato su dati che riguardano esclusivamente il riconoscimento legale delle coppie gay. Ma questi dati non dimostrano nulla, ci sono paesi dove governi hanno introdotto le unioni civili contro la volontà della gran parte della popolazione.
Quindi sarebbe ora di finirla di piangerci addosso, in Italia non ci sono leggi che vietano "la propaganda omosessuale" come invece avviene in Lituania (che è stata classificata con un 3, un punto in più rispetto all' Italia), in questo paese non si rischia di essere assaltati da neonazisti armati e sostenuti dalle forze di polizia se si osa partecipare al gay pride, come invece avviene in Ungheria, paese che tra l' altro vuole introdurre una legge contro gli omosessuali, ma stranamente secondo quella mappa l' Ungheria sarebbe una sorta di paradiso gay, per non parlare poi dei paesi balcanici....posti dove nessun omosessuale oserebbe uscire allo scoperto, perchè rischierebbe di essere eliminato fisicamente, anche dai propri familiari!
Only mercoledì 16 maggio 2012 - 22.19
Translator1968 mercoledì 16 maggio 2012 - 20.53