In difesa di Craxi
Un lettore critica la posizione del direttore di GAY.tv sul leader socialista e scrive: “quanto lei afferma è destituito di ogni fondamento storico”.
Successivamente alla pubblicazione della lettera su Bettino Craxi e alla risposta di Giuliano Federico a riguardo (QUI), in redazione sono arrivate alcune email in difesa (e non solo) del leader socialista. Ne pubblichiamo una particolarmente significativa e argomentata.
Gentile direttore,
posso essere in accordo con lei per quanto riguarda la non opportunità di dedicare una strada a Bettino Craxi, ma solo per motivi di contingenza politica, data la baruffa in atto tra i due schieramenti per accaparrarsi "l'eredità politica" del leader socialista. Quanto lei afferma sulla stagione di governo craxiana "vuota di tutto e piena di niente" è semplicemente destituito da ogni fondamento storico. Nei quattro anni di governo Craxi (1983-1987), il secondo a guida "laica" dopo la breve stagione di un uomo della statura intellettuale di Giovanni Spadolini, abbiamo assistito ad una delle più coraggiose scelte economiche degli ultimi trent'anni, vale a dire il taglio della scala mobile che ancorava i salari all'inflazione in una spirale perversa, tanto che l'indice della stessa era, fino ad allora, a due cifre. Non voglio soffermarmi sulla crescita vigorosa dell'economia in quegli anni, in parte drogata dalla crescita del debito pubblico (la cui crescita effettiva sarebbe maturata a ritmo insostenibile solo nel quinquennio 1988-1992, in gran parte corrispondente agli ultimi governi Andreotti) e al contesto internazionale, ma è un dato che l'Italia per diversi anni diede filo da torcere, fino a sopravanzare, l'Inghilterra di Mrs. Thatcher. Il Concordato dell'84 ai nostri occhi può apparire arretrato, senza dubbio; va detto che, rispetto a quello del '29 , si presentava quale puro laicismo di Stato: non fu facile elaborarlo in un'alleanza in cui le azioni di maggioranza erano detenute dai vari baciapile alla Andreotti, Forlani, ecc..Senza contare che, a livello internazionale, l'appoggio aperto alla causa palestinese non ostacolò di certo il tradizionale atlantismo della nostra politica estera, che non risentì del famoso incidente di Sigonella, quando Craxi decise di ignorare l'ultimatum americano firmato da Reagan, andando incontro alla crisi del suo primo governo e perdendo un ministro della difesa. Certo, il "craxismo" era anche quello dei De Michelis discotecari e dai capelli unti, della Milano "da bere" di Pillitteri, dei palazzinari e delle amanti, ma le stagioni politiche, anche a livello culturale, vanno analizzate "in toto", valutando con serenità le luci e le (non poche) ombre.
Con ammirazione per il suo lavoro e per il nuovo sito gradisca i miei più cordiali saluti.
Francesco Torchiani
Dottorato in Storia contemporanea. Scuola Normale Superiore di Pisa.

gredase mercoledì 19 ottobre 2011 - 0.14
ilmerovingio martedì 12 gennaio 2010 - 16.07
Dvd90 martedì 12 gennaio 2010 - 12.36
Dvd90 martedì 12 gennaio 2010 - 12.32
Come se le cose positive potessero cancellare quelle negative. Craxi è stato un ladro, e il fatto che sia scappato alla giustizia non solo lo dimostra, ma dimostra anche che aveva scarsa fiducia nelle istituzioni alle quali aveva giurato fedeltà. E questo discorso si può fare con molti altri politici... se la domanda è intitolare una via a qualche politico... io dubito se ne possa trovare davvero qualcuno devente...
catorcio martedì 12 gennaio 2010 - 11.39
biondino1985 lunedì 11 gennaio 2010 - 20.50
GnaulParker lunedì 11 gennaio 2010 - 17.08
92% è un aumento del 22% ed è una cosa IMMONDA.
GnaulParker lunedì 11 gennaio 2010 - 16.57
Davide_Bombini lunedì 11 gennaio 2010 - 16.50
Durante il fascismo sono state fatte una serie elevata di riforme e miglioramenti alla società e al paese, eppure non credo che un italiano con un minimo di buon senso vedrebbe di buon occhio una piazza dedicata al duce.
Se la maggioranza di governo locale o nazionale, che va precisato non rappresenta affatto la maggioranza della popolazione, ma bensì la maggioranza di quegli aventi diritto al voto che hanno voluto utilizzare tale privilegio, rischia di incappare n un errore madornale come quello di dedicare una via ad un personaggio che ha palesemente disonorato il nostro paese è giusto e sacrosanto che la popolazione si opponga, sopratutto se sollecitata da chi non è parte di quel governo.
Questa e la mia personalissima opinione, probabilmente differente da quella del direttore di GAY.tv e sicuramente dal preparatissimo lettore Francesco Torchiani.
GnaulParker lunedì 11 gennaio 2010 - 16.45
catorcio lunedì 11 gennaio 2010 - 16.21