Inghilterra, Matrimoni gay: Chiesa Anglicana minaccia lo scisma

La Chiesa Anglicana divorzia da Londra in caso di sì del governo Tory di David Cameron alle nozze omosessuali

di | Attualità

chiesa anglicana

 

A cinque secoli dallo scisma da Roma che permise ad Enrico VIII di divorziare e sposare in seconde nozze Anna Bolena, stavolta è la Chiesa Anglicana a minacciare un divorzio da Londra e da David Cameron.
Giovedì si conclude infatti la consultazione popolare che il partito Tory (i conservatori) discuterà poi venerdì in Parlamento: oggetto del contenere, il sì o il no ai matrimoni gay. Ad oggi 550.000 sudditi di Elisabetta hanno dato il proprio assenso a questa nuova rivoluzione inglese. E la reazione dell'Arcivescovo di Canterbury è stata: "Potremmo vederci costretti a non celebrare più matrimoni nel nome dello Stato".
Il Reverendo Tim Stevens, Vescovo di Leicester, ha esposto le posizioni della Chiesa Anglicana. "In un momento in cui i matrimoni sono in crisi e stiamo cercando di mantenere la tradizione, una scelta di questo genere sarebbe deleteria. Si altererebbe la natura intrinseca del matrimonio come unione tra uomo e donna. così come sancita dalle organizzazioni umane nel corso della storia e dai nostri canoni".
Si è arrivati addirittura ad agitare lo spauracchio dell'obbligo di celebrazione dei suddetti matrimoni gay a cui i preti anglicani potrebbero essere sottoposti da parte della Corte europea dei diritti.
I Tory negano: "Il governo ritiene che il matrimonio sia una delle nostre istituzioni più importanti. Il nostro progetto mette molto in chiaro che nessuna organizzazione religiosa sarà obbligata a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso in conseguenza dell'iniziativa". Ed è stato altresì ribadito che il governo a guida Tory "si è impegnato a arrivare a una legge sull'argomento entro il 2015. Questa è la politica del governo".
Ma se la Chiesa Anglicana ha appoggiato Tony Blair e l'introduzione delle unioni civili otto anni, a far entrare le coppie gay in un luogo sacro proprio non ci sta.
 
 
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  • Commenti

dert86 venerdì 15 giugno 2012 - 5.31

ma bastaaa con ste cretinate

Diesel_UK giovedì 14 giugno 2012 - 1.16

Per la cronaca, e' falso che la CoE appoggio' le unioni civili di Tony Blair otto anni fa. Ai tempi fecero fuoco e fiamme strillando che se fossero passate le unioni civili ci sarebbe stata la rovina della famiglia, il crollo della societa', la terza guerra mondiale, la caduta del cielo, l'eruzione di tutti i vulcani, la galera per tutti i cristiani, la pena di morte per i vescovi, il matrimonio coi cani, l'inabissamento della Gran Bretagna nell'oceano come atlantide ecc.. Stesso copione di oggi.

Translator1968 mercoledì 13 giugno 2012 - 21.19

Non diciamo cazzate. Il matrimonio è civile si parla di questo nellla proposta di legge. Hanno messo in giro questa voce che ci sarebbero i ricorsi alla corte europea solo per impedire la legge dei matrimoni civli DI STATO. Il primate parla di altro cioè di matrimonio naturale come istituzione. E' come in Italia quando dicono che non si possono dare perché c'è l'adozione, è un pretesto.
Renato Junior sei completamente fuori strada e non hai letto l'articolo prima di commentare magari bisogna pensare.

renatojunior mercoledì 13 giugno 2012 - 21.02

Scusate ma io sto con la Chiesa anglicana. Non è giusto imporre ad una religione e alle relative istituzioni che la rappresentano le (giuste) leggi secolarizzate.L'importante è che SIA LO STATO a riconoscere le nozze gay. Senza contare che già l'appoggio delle unioni civili mi sembra essere un incredibile passo in avanti rispetto ad esempio alla Chiesa di Roma. Ergo, smettiamola di lamentarci per qualsiasi cosa e voler scimmiottare a tutti i costi sacramenti la cui disposizione deve essere lasicata discrezionalmente alle istituzioni religiose.E' puramente petulante pretendere che anche le religioni sposino la nostra causa, dobbiamo pretendere che siano gli Stati, e l'Inghilterra mi sembra stia facendo abbastanza

Only mercoledì 13 giugno 2012 - 18.01

Religioni fondamentaliste di tutto il mondo unitevi, di modo che io possa starvi a debita distanza! ^_^

Stef79 mercoledì 13 giugno 2012 - 17.22

La Chiesa di Inghilterra non è "di" Inghilterra solo geograficamente, ma anche dal punto di vista dello Stato, in quanto soggetta allo Stato. Quindi se il Parlamento che ha supremazia dall'atto del 1534 ha deciso che il Re era il capo della Chiesa, lo stesso parlamento decide cosa fa la Chiesa. La Chiesa non si può rifiutare semplicemente perché è un body, un corpo dello Stato. Se poi quattro vecchi pirla vogliono fare una ennesima chiesa riformata, resteranno solo quelli che sono d'accordo con l'atto. Il Parlamento se vuole cambia sovrano, come si è visto con Edoardo VIII figuriamoci se ha problemi a gestire quattro beghine e cinque vescovi intalarati.

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