L'Italia si è rotta: culto della personalità, crisi economica e opposizioni inesistenti ci hanno distrutto
L'Italia si è rotta come un televisore. Una botta oggi, una botta domani ad un certo punto ha smesso di funzionare. Finché non impareremo ad usare il telecomando non ce la renderanno più. Ecco "Lunedì Politico": la rubrica di Gabriele Strazio per GAY.tv.
Come un televisore rotto, il Paese è stato mandato in riparazione. Negli ultimi anni si è fatto finta di niente, limitandosi ad assestargli qualche manata quando proprio perdeva completamente l'immagine, per vedere se si riprendeva. Ma un colpo oggi e un colpo domani, quelle che sembravano soluzioni si sono rivelate dei danni aggiuntivi e l'apparecchio adesso non funziona più, non ce n'è, non va. Ed ecco arrivare Mario Monti, con l'occhio clinico di quello che la sa lunga e, tempo qualche giorno, ci dirà se è da buttare o possiamo ancora recuperarlo.
Quel che più lascia perplessi è l'apparente risveglio di quegli italiani che in questi anni quel televisore l'hanno guardato andare in panne lentamente dicendo che ma sì, va bene anche così, e adesso invece si guardano intorno strabuzzando gli occhi e chiedendo a destra e a sinistra ma perché nessuno ha mosso un dito. Dico risveglio apparente perché neanche l'eremita italiano più isolato al mondo può davvero far credere che non ne sapeva niente, che nessuno l'aveva avvisato: quella di Silvio Berlusconi e dell’Italia è una brutta storia d’amore finita male, e nelle storie d’amore si è sempre almeno in due, a volte di più.
Di questa fine intanto ci ricorderemo soprattutto la silenziosa uscita di scena del Cavaliere – lui di solito abituato al clamore – accompagnata solo dalle grida di festa della folla e il rumore del lancio di monetine come a suo tempo anche con Craxi.
La fine di un'epoca, si diceva allora, e la fine di un'epoca stiamo dicendo anche noi oggi. Ma ne siamo certi? Possono questi oltre sedici anni essere lasciati alle spalle così, come una macchia sporca che abbiamo visto solo all'ultimo, cancellata da un colpo di spugna di qualche giorno senza che lasci traccia?
L'eredità che ci viene lasciata è soprattutto un'Italia diversa, e non solo nelle sue finanze.
Anni di governo a braccetto con forze reazionarie e becere come la Lega hanno trasformato la fisionomia stessa degli "italiani brava gente", che adesso solo un miope buonismo populista può ancora richiamare: oggi siamo il popolo della non accoglienza, del territorio, della prepotenza e dei distinguo sociali. Allo stesso modo, gli anni di ballo di coppia con la Chiesa (altra finta tonta dell'ultim'ora) ci consegnano un'Italia come ultimo e recalcitrante baluardo del Medio Evo, che non riesce e non vuole vedere il mondo fuori dalle sue mura.
La politica stessa, anche volendolo negare fino alla morte, è stata radicalmente cambiata da questa rockstar da TV locale: il fatto che si sia qui a parlare di "berlusconismo" significherà pure qualche cosa.
Silvio ha abituato gli italiani a pensare che la politica non sia una cosa seria, che il governo di un Paese sia il one man show del sabato sera e, nozione inculcata a viva forza, che il Premier può tutto, e che una volta eletto ce lo si tiene nel bene e nel male, irreversibilmente. Come disse Pasolini – e non io perché sono un po'pazzo: "il Potere è anarchico, non deve rendere conto a nessuno".
Intanto i suoi media ne hanno celebrato il carisma istrionico, proiettato la sua immagine, la sua leggerezza e furberia assoluta come uno stile di vita, il suo maschilismo esasperato come un modello e così via, fino a plasmare un Paese a propria immagine e somiglianza e a risultare insieme il male e il suo medico; tanto che ogni volta che c'è stata una parentesi politica differente e si tornati a parlare davvero di politica, appena si sentiva parlare di conti pubblici, debito estero, pensioni e lavoro, la gente si spaventava e arrivava lui a dire: non era meglio quando si vedevano tette e culi?
Se questo è stato possibile è anche perché il centrosinistra negli anni non ha offerto certo un bello spettacolo: teatro di divisioni costanti, proposte timidissime e saltuaria accondiscendenza col grande nemico, non è risultato molto credibile, offrendo al berlusconismo al massimo l'alternativa dell'antiberlusconismo. E sai che roba.
Come diceva mamma, cominciare a guardare i propri difetti è sempre il miglior inizio. E adesso, per salvare l'Italia bisogna cambiarla tutta, politica e italiani compresi, a cominciare dai modelli culturali di riferimento, primo fra tutti il senso di responsabilità. Perché la democrazia vuol dire essenzialmente questo: che il tuo Paese sei anche tu e le scelte che fai.
Poi fra non molto – subito, fra sei mesi o giù di lì – il televisore ci verrà restituito (con il conto da pagare, va da sé), ma bisognerà dimostrare di saper usare anche il telecomando.
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Gabriele Strazio studia storia dell'arte, è militante per i diritti Lgbt e si occupo di cultura omosessuale dal 2003. Conduce su Radio Lupo Solitario il programma "Bye bye, baby" di musica rock e tematiche Lgbt ed è autore (con Matteo Winkler) del saggio "L'abominevole diritto - gay e lesbiche, giudici e legislatori". Da questa settimana parte la sua personale rubrica: "Lunedì Politico", ogni lunedì, su GAY.tv.

WaldoJefferson giovedì 17 novembre 2011 - 1.11
Nessuno con un po' di cervello può pensare che la crisi sia stata opera di Berlusconi... Di crsi mondiale si parla, e da tempo.
Ma quella a cui più propriamente ci si riferisce è quella che viviamo tutti i giorni, che personalmente riscontro, ma anche osservando e ascoltando le persone a me affianco.. non parlo di rating, pil, azioni e roba varia... non sono un'economista e lungi da me avvicinarmici solo col pensiero.
Si parla di quella crisi vera, che colpisce molte persone... e che credo non sia un idea autosuggestionata dalla paura di questa, ma anzi è un danno reale sulla popolazione, certo però che si autoalimenta.
Dio no, non esiste ("è un'amorale... Se Dio non esiste non esiste il male ed è normale per te che lo sai fare." cantano gli Zen Circus) e si la sua concezione è reale, ma i soldi non sono un concetto astratto, o per lo meno non lo sono quando fai fatica ad arrivare a fine mese, a prescindere da Berlusconi, i massoni, le banche, la mafia, gli alieni ecc.
Balubas martedì 15 novembre 2011 - 11.54
gredase martedì 15 novembre 2011 - 11.46
gredase martedì 15 novembre 2011 - 11.44
LONDRA (Reuters) - Il premio di rendimento richiesto dagli investitori per sottoscrivere debito pubblico francese, belga e austriaco rispetto all'equivalente Bund mette a segno in mattinata il nuovo record dalla nascita dell'unione monetaria.
Il progressivo dilagare della crisi del debito arriva così di fatto a contagiare paesi a rating ben più elevato rispetto ai già duramente colpiti periferici.
Sulla piattaforma TradeWeb la forchetta tra tassi decennali francesi e tedeschi si allarga di una quindicina di tick fino al record di 181 punti base, lo spread Belgio/Germania vola a 296 centesimi.
La forbice Austria/Germania si divarica di 12 tick a 176, anche in questo caso massimo dalla nascita dell'euro come quella Olanda/Germania sale a 62 centesimi.
"Il fatto che stiano allargando anche Olanda e Austria, paesi fino a poco tempo fa su livelli di rendimento simili alla Germania, è uno sviluppo particolarmente preoccupante" commenta d Nick Stamenkovic, strategist sui tassi per Ria Capital Markets.
"Gli investitori cercano carta tedesca a causa di timori che non riguardano più soltanto Italia o Spagna ma il futuro della zona euro nel suo insieme" aggiunge.
gredase martedì 15 novembre 2011 - 11.43
WaldoJefferson martedì 15 novembre 2011 - 1.54
Grazie al suo potere mediatico ed economico è riuscito ad addormentare il popolo italiano, che non ha mai brillato di particolare vigilanza quando si parla di politici e vita politica (un esempio ne è mani pulite), per lo meno, fino a quando non si arrivi all'esasperazione... come sta succedendo ora!
E come scrive Strazio, ora alcuni si chiedono come sia stato possibile arrivare a questa situazione, facendo finta (alcuni forse, talmente elevato era il lavaggio del cervello, non lo sanno davvero) di non ricordare quel passato bieco che ci ha reso tanto diffidenti verso il nostro prossimo e remissivi verso l' "alto"...
Quella di Berlusconi con l'Italia non era una (brutta) storia d'amore... ma è stato un'abuso portato a termine con della droga da stupro, somministrata di nascosto e a piccole dosi!
dert86 lunedì 14 novembre 2011 - 21.16
peyote87MI lunedì 14 novembre 2011 - 19.47