Lo stato tuteli le coppie gay, dice il vescovo di Ragusa
Monsignor Paolo Urso si è pronunciato in favore di gay e lesbiche, ma aspettiamo a gridare al miracolo.
Non tutti i vescovi vengono per nuocere. Quello di Ragusa, Paolo Urso, in un’intervista a Quotidiano.net ha detto cose che ci aspetteremmo più da Nichi Vendola che da un esponente di sacra romana chiesa.
“Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo". Parole sante, fino a un certo punto.
Perché l’intervista prosegue e il vescovo Paolo Urso conclude così:
"La Chiesa fa le sue valutazioni, ma ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore".
Siamo alle solite. L’omosessualità è un peccato e la chiesa è il sacro luogo dell’accoglienza. Per i gay, ma anche “per gli immigrati e per le donne in fuga dai mariti violenti”. Insomma, per tutti gli sventurati figli di un dio minore. Qui c’è puzza di discriminazione.
Riconosciamo che ci voglia coraggio, da parte di un esponente delle gerarchie vaticane, per dire queste cose. Ma non basta.

dek venerdì 20 gennaio 2012 - 0.14
riguardo al vescovo e alle sue parole, non fa che confermarmi che io ho decisamente sbagliato secolo. anzi, che forse lo ha sbagliato lui.
Capricornus domenica 15 gennaio 2012 - 21.06
AdrianGraceLacan domenica 15 gennaio 2012 - 18.22
Altre volte, invece, uno della chiesa dice una cosa che in sé vuole essere positiva, ed ecco che si fa polemica e si analizzano minuziosamente frasi e parole, sol perché sono uscite dalla bocca di chi, notoriamente, non è felice che noi esistiamo.
E basta. Oltre questo non si va mai. I fatti dove stanno?
Translator1968 domenica 15 gennaio 2012 - 17.59
Cosa avrebbe dovuto dire il Vescovo per essere apprezzato dalla Redazione di gay.tv, cioè le donne delle pulizie della Endemol in pausa lavorativa contrattuale? Che l'omoessualità non è più peccato per la morale cattolica?? E sulla base di cosa? Del giornalino della parrocchia o della solita cula devota della redazione?
Ma per favore piantatela di offendere i nostri neuroni...
shakeitup sabato 14 gennaio 2012 - 19.06