Mafia gay: cosa succede al picciotto frocio? VIDEO
Cosa può fermare la Mafia? L'omosessualità. Un magistrato racconta l'odio criminale per i gay, più forte del potere dei boss.
Cosa può fermare la Mafia?
Ci hanno provato i magistrati, i giornalisti, qualche soldato, forse perfino qualche politico. Da decenni vediamo il sangue dei giusti sporcare i marciapiedi e le prime pagine dei giornali. Arresti, maxiprocessi, pentiti, stragi, carcere duro; eppure, nonostante il silenzio, Cosa Nostra è ancora lì, come ci ricorda Roberto Saviano, come un'enorme piovra invisibile, come un radice che affonda nella terra, come un cancro.
Cosa può fermare la Mafia? Esiste una forza più potente della criminalità organizzata, in grado di sconfiggere i suoi boss, ridurli in manette, annientare il potere dei Padrini? Certo che esiste.
La legge? Lo Stato? La società civile? No.
L'omosessualità.
Organizzazioni chiuse, maschili e machiste come Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta sono ovviamente bacini ideali per rapporti omosessuali e omo-affettivi. Più che naturale che, dalle intercettazioni della magistratura, emergano relazioni sessuali tra boss, picciotti e affiliati. Ma cosa succede davvero ai Padrini gay? Una delle testimonianze più recenti è quella di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, che intervistato da Klaus Davi all'interno del programma KlausCondicio parla di 'Ndrangheta e omosessualità.
"Ai vertici delle `ndrine ci sono anche dei boss che sono omosessuali o che hanno rapporti omosessuali frequenti. Ma lo sono in modo nascosto, perché altrimenti verrebbero uccisi, posati o messi in sonno, come dicono i massoni”.
Gratteri ricorda che la 'Ndrangheta è una delle realtà di criminalità organizzata più potenti e radicate, e forse quella dal codice più duro. "Forte dei dividendi ricavati dal commercio di cocaina, sarebbe in grado di dare vita a un proprio partito; ma non ne ha necessità, visto che sono i politici che vanno a casa dei capi mafia e chiedono i voti. In certe zone del Sud, le cosche controllano il 20 per cento dei voti". I suoi boss sono onnipotenti; sempre che non siano gay.
“La 'Ndrangheta non ammette l’omosessualità, seppure di un big-boss; si uccide per molto meno. Si uccide un picciotto perché non si è vendicato per una moglie che gli ha fatto le corna, figuriamoci se un boss fa sesso con uomini o travestiti. Comunque alcuni boss dei più alti vertici delle `ndrinde, praticano regolarmente rapporti omosessuali"
Nell'intervista a Gratteri, Davi fa riferimento a un precedente incontro con il magistrato Antonio Ingroia, che aveva raccontato la realtà degli affiliati omosessuali nelle cosche mafiose. Ingroia aveva sottolineato come, anche a livello mafioso, l'Italia fosse "indietro" nel campo dei diritti lgbt.
Odio e ignoranza, omosessualità e potere, violenza e silenzio: nessuna novità. Solo l'ennesima faccia nascosta di un'omertà che tutti conoscono e di cui nessuno parla. Solo l'ennesimo esempio di arretratezza, solo un'altra sfumatura di intolleranza, con le tinte rosse e nere del sangue e della cronaca.
L'omosessualità è più forte della Mafia? Sembra paradossale, sembra consolante; ma non è vero.
A essere più forte della Mafia non è l'omosessualità: è l'omofobia.

njl sabato 4 settembre 2010 - 0.33
Only giovedì 2 settembre 2010 - 11.29
peyote87MI mercoledì 1 settembre 2010 - 20.13