Matrimonio gay: Vendola gioca al ribasso. COMMENTA

Matrimonio gay: Vendola gioca al ribasso. COMMENTA

Sul sito di Sinistra Ecologia e Libertà campeggia da ormai qualche giorno un documento dal titolo “Diritti civili, le nostre proposte” (QUI), a firma di Alessandro Zan, assessore del comune di Padova e componente della Presidenza nazionale del partito. Nel documento, tra le tante proposte (perlopiù ribadite) che il partito di Nichi Vendola lancia in materia di diritti civili e LGBT, troviamo qualcosa in più. Anzi, di meno.
Parlando della infinita querelle Unioni civili/Matrimonio gay, il documento di Zan propone, in sintesi: non chiediamo il matrimonio perché tanto non ce lo danno, vada per le unioni civili così andiamo sul sicuro.

Sembra la proposta che potrebbe fare solo qualcuno che durante il governo Prodi dormiva. Sì, perché il film del voliamo basso che almeno qualcosa otteniamo, l’abbiamo già visto. Forse chi ha pensato di scrivere questo documento è uscito dalla sala prima della fine della pellicola, perché se fosse rimasto fino alla fine avrebbe scoperto che nessun gay e nessuna lesbica si sposava.
Il documento di Alessandro Zan, firmato per il Forum Diritti e Cittadinanza del partito, giustifica la posizione presa come un’inevitabile conseguenza dell’ormai arcinota sentenza 138/2010 della Corte costituzionale, che, a suo dire, blocca di fatto la strada per il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Questa sentenza, la più importante risposta che l’Italia finora abbia dato alle richieste delle persone LGBT, sembra essere citata da tutti ma letta da pochi. La Corte costituzionale, infatti, non blocca proprio niente. Anzi, pur non estendendo alle coppie dello stesso sesso la lettura attualmente possibile della definizione di matrimonio così come scritta nella Costituzione, non si esime dal sottolineare la “pari dignità giuridica” che quelle coppie hanno in rapporto alle coppie eterosessuali, denunciando quindi una discriminazione, e sollecitando il Parlamento a porre rimedio.

Quando si patisce una discriminazione, si deve chiedere eguaglianza, non un suo surrogato. In questo senso, chiedere qualcosa di diverso dal dovuto è poco dignitoso. A scanso di equivoci, va detto che questo documento che SEL pubblica sul suo sito internet non intende negare la legittimità della richiesta di matrimonio civile per gay e lesbiche, ma la fa slittare in un secondo momento, in un futuro futuribile che però non è oggi. A ciascuno il suo D’Alema, pare.

Queste proposte sembrano però essere state pubblicate in un attimo di amnesia: il congresso fondativo di Sinistra Ecologia e Libertà di Firenze, infatti, un documento con la posizione del partito in materia di diritti LGBT l’aveva già presentato e approvato. E sui diritti delle coppie omosessuali recitava così: “Possibilità per le persone, nel quadro di un effettiva parità di diritti, di scegliere liberamente con chi contrarre matrimonio indipendentemente dal genere dei contraenti.”

Viene da chiedersi, dunque, il perché della retromarcia che ingrana il documento pubblicato ieri da SEL. Una regola aurea vorrebbe che, quando ottieni qualcosa a cui puntavi, fai un bel respiro di sollievo e stai fermo lì. O, se proprio proprio, prosegui e punti più in alto.
Invece no. Mentre nel PD si vedono i buoni Scalfarotto, Alicata, Lo Giudice e altri stracciarsi le vesti per avere una, dico una, dichiarazione del partito che parli di matrimonio gay (o anche solo una dichiarazione che parli, non male, di gay e punto), in SEL una volta ottenuto un documento che parla chiaro in merito, se ne propone uno che fa il gioco al ribasso.
E chi lo propone? Un esponente della comunità LGBT. Si ammetterà che la cosa ha del surreale.

Misteri insondabili della galassia italiana. Oppure no?
Viene il dubbio che anche SEL si stia preparando per eventuali elezioni, e che quindi le proposte politiche vadano adeguatamente ridimensionate in un formato più maneggevole, ad uso e consumo di tutti e che non spaventino nessuno. Magari scritte in vendolese.

Sì, perché, se non fosse ancora chiaro a tutti: Nichi Vendola, che di SEL è il leader (brutta parola, lo so, ma tant’è), di matrimoni gay non ne parla. E non vuole. Se messo alle strette, parla di “coppie di fatto”, ossia la preistoria delle discussioni sui diritti delle coppie omosessuali.
E mentre all’estero conservatori come Cameron si esprimono senza se e senza ma sul matrimonio gay, in Italia non riusciamo a far farfugliare qualcosa di decoroso anche solo alla sinistra. Peggio, nemmeno ai gay.
Mio fratello, parlandone, mi ha detto “Beh, mica può dirlo Vendola, altrimenti perderebbe i voti dei cattolici”. E io che pensavo che queste dovessero essere le preoccupazioni di Bersani.
A quanti dicono sconfortati che in Italia la comunità LGBT non otterrà mai nulla perché abbiamo la Chiesa in casa, forse andrebbe risposto che in Italia non otterremo mai niente perché qualcuno che dovrebbe stare a casa, purtroppo, in chiesa ci va.

Gabriele Strazio

Per leggere il documento di Zan Clicca QUI

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