Meglio killer che gay: censura e paradossi

Non sono gay, ho solo un lato omosessuale molto pronunciato, ovvero: la tv è più bigotta della Chiesa, oppure la censura ha due pesi e due misure?

di | Attualità

Che novità: la tv italiana censura il sesso - l'amore - gay in prima serata. Il capolavoro di Ang Lee "I segreti di Brokeback Mountain" va in onda su  Rai Movie in versione riveduta e corretta (leggi: censurata) a uso e consumo degli innocenti occhi italiani, che certo non potrebbero sopportare lo shock di assistere a un bacio con la lingua tra due bellissimi ragazzi.
Per fortuna ci pensa la Rai a proteggere i nostri animi sensibili, a scegliere quello che possiamo e non possiamo vedere, a preservarci - dio ci salvi - dalla contaminazione. Perché lo sanno tutti che, alla vista di due fighi stellari che fanno l'amore, può far nascere pensieri deviati nei machissimi maschi italici.
Ergo: non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male, amen.

Ma, a sorpresa , ecco sopraggiungere una sconvolgente dichiarazione del Patriarca di Venezia, il Cardinale Angelo Scola. Sul palco della Mostra del Cinema di Venezia ("Brokeback Mountain" va in onda all'interno di una retrospettiva dei film più importanti della storia di questo Festival, ndr), nell'atto di consegnare il Premio Robert Bresson al regista Mahamat-Saleh Haroun per il film "L'homme qui crie", storia di frustrazione e disoccupazione, il Cardinale ha detto:
"Il cinema non puo’ avere paletti o censure, verrebbe meno la sua mission: essere la lingua franca della realtà"

 

 

A parte il fatto che è stupefacente che un principe della Chiesa parli come un giovane banker degli anni '90 ("mission" è una parola che dovrebbe essere censurata tanta è la sua bruttezza dal sapore di marketing stantio), il messaggio è a dir poco rivoluzionario.
Ma come? La Rai censura i peccatori e la Chiesa promuove la libertà d'espressione? I veri bigotti sono dunque i vertici televisivi? C'è la Rai, non il Vaticano, dietro l'oscurantismo sessuofobo che latita nel cuore di questo paese?

O forse si tratta semplicemente del vecchio metodo dei "due pesi e sue misure"?
Il film di Mahamat-Saleh Haroun, quello per cui Scola si è scagliato contro la censura, ha come argomento principale la crisi di un uomo che deve abbandonare il lavoro a causa della sua età, sullo sfondo della guerra civile in Ciad. Un tema, ovviamente, che non deve essere censurato: ma come la mettiamo con altri film, come "Brokeback Mountain"?

Restando nell'ambito della Mostra di Venezia, non sono pochi i film che hanno fatto discutere. Uno su tutti è "Vallanzasca - gli angeli del male" di Michele Placido, che racconta la storia del criminale Vallanzasca con toni che sono stati definiti ambigui, ovvero mettendo in risalto il fascino e la seduzione legati alla figura del celebre gangster. "Io non sono cattivo: ho solo un lato oscuro molto pronunciato" afferma Kim Rossi Stuart, il bel René nel film di Placido. E tanto basta a giustificare un film sulla vita di un criminale.
"Io non sono gay, ho solo un lato omosessuale molto pronunciato": basterebbe questa battuta in bocca a Heath Ledger o Jake Gyllenhaal per eliminare la "necessità" di censura? Probabilmente no.

 

 

Ben venga un film su Vallanzasca, come ben venga un film su due cow boy gay: morte e amore, ombra e luce. Entrambi i temi rappresentano sfumature dell'essere umano. E di tutto è bene che si parli: ma cosa accadrà quando "Gli angeli del male" entrerà nella programmazione Rai? Subirà anch'esso la mannaia della censura? Verranno tagliate le scene in cui il bandito rapina, spara, rapisce, uccide?
Ovviamente no: significherebbe tradire l'essenza del personaggio e del film; eppure in "Brokeback Mountain" avviene - ancora - proprio questo.

Due pesi e due misure, quindi, per la Rai, per la Chiesa, per il pubblico. E' più facile parlare di un killer che di una relazione gay. Due film, due sfumature dell'essere umano. Una storia racconta il lato oscuro di un uomo e di un paese, l'altra l'amore accecante tra due uomini.
E la censura non ha dubbi su quale dei due castrare.

 

Francesca Tognetti

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  • Commenti

Feelgood85 giovedì 9 settembre 2010 - 4.53

I preti possono dire tutto e domattina il contrario di tutto. E' il loro mestiere arrampicarsi sugli specchi; 2 Perchè cow-boy se pascolavano pecore? Dovrebbero chiamarsi sheep-boy o pecorari; 3 Quant'era bono Heat Ledger? Quanto spreco... r.i.p.

swez90 giovedì 9 settembre 2010 - 1.44

mi viene in mente "Dio è morto" di Guccini ai suoi tempi censurata dalla radio RAI ma diffusa su Radio Vaticana . . .

CheshireAlex giovedì 9 settembre 2010 - 0.52

Te lo scrissi anche in un altro articolo: scrivi veramente benissimo.
Hai un modo di scrivere fresco, vitale, critico e pungente.
Continua con questi articoli e liberaci dal male, amen!

androgino1990 martedì 7 settembre 2010 - 23.27

Un monumento alla Tognetti!!! PLEASE!!!

Translator1968 martedì 7 settembre 2010 - 21.48

Bell'articolo, complimenti a Francesca Tognetti.

peyote87MI martedì 7 settembre 2010 - 18.54

ma la Rai ultimamente è soltanto un gran lecchina... d'altronde i culi dei preti e dei politici non ne hanno mai abbastanza!=P

njl martedì 7 settembre 2010 - 17.23

Non è il vecchio metodo dei 'due pesi e due misure', è semplicemente ipocrisia eletta a sistema. La menzogna incassa; è uno strumento primario della società capitalistica. E' l'anima del commercio. Tutto è merce e business. Non esiste più nulla. Dio è morto da un pezzo, ormaii. La chiesa cattolica si adatta ai tempi poiché il fine giustifica i mezzi. Ma dov'è la scena di sesso in 'Brokeback mountain'? Secondo me soffrono di allucinazioni. Bastava un bollino rosso. La RAI dimostra di essere bigotta, borghese e tendenzialmente clericale. Sono sempre più schifato da queste continue notizie di omofobia e repressione sessuale.

kuppolotto martedì 7 settembre 2010 - 17.20

la nostra è una nazione di più realisti del re e più papisti del papa, i telegiornali censurano le dichiarazioni di berlusconi per fargli un favore,figurarsi.

nanako martedì 7 settembre 2010 - 16.58

Mi piace come scrive la Tognetti

AletheFlutist martedì 7 settembre 2010 - 16.36

P.S. Mi sono preso la libertà di pubblicare il tuo articolo anche su facebook, trovo che il tuo occhio critico ed il linguaggio chiaro e diretto siano efficacissimi. Spero la cosa non ti dispiaccia. Apprezzo sempre i tuoi articoli!

AletheFlutist martedì 7 settembre 2010 - 16.27

ottimo articolo come sempre! Resto sempre più sconcertato da tutto questo timore e disprezzo che avvolge, a detta di tanti purtroppo, il mondo Gay

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