Movimento 5 Stelle tra omofobia e "fascismo telematico"

L'ex candidato grillino Francesco Perra paragona il matrimonio gay a quello con il proprio animale. Pubblichiamo dalla Community una nota sul Movimento 5 Stelle e sui rischi del "fascismo telematico" del grillismo

di | Attualità

grillo omofobia
Durante la trasmissione Monitor l'attivista No Tav e Zerogas, nonchè ex candidato lo scorso anno per il Movimento 5 Stelle Francesco Perra si è lasciato andare a considerazioni omofobe sull'estensione del matrimonio alle coppie gay: "Non sono contrario alle unioni. Il problema è: perché il matrimonio, che riguarda l’uomo e la donna? Come fai ad istituirlo per persone dello stesso sesso? Allora ci potremmo sposare – ha continuato il militante grillino – anche in tre o col nostro animale". Il Movimento 5 Stelle in Sardegna si è dissociato dalle dichiarazioni, ma qual è il rischio di un movimento come quello di Grillo in cui, come da statuto, si riconosce "alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi"?

Dalla community ripubblichiamo le considerazioni dell'utente Translator1968 che prendendo spunto dalla critica alla sinistra italiana affronta il "rischio" grillismo.
 
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Sull'ultimo numero della rivista gay francese Tetu di maggio 2012, c'è una lettera che riguarda il dibattito tra i gay sul voto alle recenti presidenziali. Un ragazzo gay rivendica il suo diritto di gay di votare la destra fascista, negazionista e xenofoba di Marine Le Pen. Le motivazioni ve le lascio immaginare.

Anche qui le stesse discussioni sul voto gay a destra e per la Lega si sono susseguite. Non mi interessa entrare nella polemica, ma marcare una differenza. In Francia un gay militante la scelta ce l'ha: può votare a sinistra perché la sinistra prima ha fatto approvare i pacs e ora ha nel programma il matrimonio gay. Se invece si vuole votare per altri valori o motivazioni che un gay ritenga prevalenti rispetto ai propri diritti per la scelta del voto anche questo è possibile.

In Italia invece non c'è un solo partito, anche a sinistra, a favore del matrimonio gay, anzi si parla di vuote "unioni civili" ma guardandosi bene dall'impegnarsi concretamente spiegando cosa c'è dentro a questa scatola vuota. Purtroppo non sarà meglio in futuro con il voto che si spostasse sul Movimento a 5 Stelle sul blog del quale si susseguono, dopo gli insulti omofobi di Grillo a Vendola ("busone") continue dichiarazioni omofobe. Il problema è che il M5S ritiene che si debba operare con la democrazia diretta quindi che i nostri diritti non siano diritti umani della persona, ma dipendano da una maggioranza (telematica popolare in questo caso) che ci "concede" di non essere titolari di diritti inferiori a quelli degli animali domestici (le cui spese veterinarie almeno sono detraibili), ma solo se democraticamente in maggioranza lo pensa. Questa della democrazia diretta è la prossima sfida dei diritti civili: dalla "libertà di coscienza" sui temi etici dei parlamentari imposta a tutti i cittadini, al fascismo telematico della "oclocrazia".

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Stef79 martedì 12 giugno 2012 - 17.22

La cossiddetta democrazia diretta è come direbbe Fantozzi una cagata pazzesca. E' il contrario di quello che dice Araton, infatti sulla fecondazione assistita i cittadini dicendosi incompetenti non sono andati a votare. Cosa succederebbe se ogni volta abolendo il quorum come vuole Grillo una minoranza di scatenati idiologicizzati decidesse anche per gli altri? Magari una minoranza incompetente e faziosa, islamica o fondamentalista, oppure semplicemente di beceri conservatori?
Se c'è proprio un modo di non avere i diritti gay e affidarli a gente che dà del frocio ai gay come Grillo e questi scalmanati del movimento a cinque stelle.
A proposito: Araton ci dà anche la conferma che il M5S è esattamente come gli altri partiti, non hanno ancora iniziato a governare e già parlano come i vecchi politici "è la dichiarazione di un esponente gli altri si dissociano". Giochino già visto con la Lega, i berluscones e il vecchio ciarpame cattocomunista. Già dato, NO GRAZIE.

Araton martedì 12 giugno 2012 - 0.06

poi nell'articolo si parla della democrazia diretta come una minaccia al riconoscimento dei diritti ai gay... io invece sono dell'idea che sia invece l'unico modo per ottenerli.. il nostro problema è che nessun politico si vuol prendere la responsabilità di varare leggi simili, anche se piu del 50% della popolazione sarebbe d'accordo, ma i partiti non possono permettersi di scontentare il rimanente 50/40 %

Araton martedì 12 giugno 2012 - 0.02

si certo lupetto Grillo è un efferato omicida... informati prima di battere le dita sulla tastiera. Ha avuto un incidente stradale e per poco non ci lascia le penne anche lui. E cmq un solo esponente del movimento non parla per il movimento che come scritto si è dissociato, quindi davvero non so dove stia la polemica

Only lunedì 11 giugno 2012 - 17.23

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