Sull'ultimo numero della rivista gay francese Tetu di maggio 2012, c'è una lettera che riguarda il dibattito tra i gay sul voto alle recenti presidenziali. Un ragazzo gay rivendica il suo diritto di gay di votare la destra fascista, negazionista e xenofoba di Marine Le Pen. Le motivazioni ve le lascio immaginare.
Anche qui le stesse discussioni sul voto gay a destra e per la Lega si sono susseguite. Non mi interessa entrare nella polemica, ma marcare una differenza. In Francia un gay militante la scelta ce l'ha: può votare a sinistra perché la sinistra prima ha fatto approvare i pacs e ora ha nel programma il matrimonio gay. Se invece si vuole votare per altri valori o motivazioni che un gay ritenga prevalenti rispetto ai propri diritti per la scelta del voto anche questo è possibile.
In Italia invece non c'è un solo partito, anche a sinistra, a favore del matrimonio gay, anzi si parla di vuote "unioni civili" ma guardandosi bene dall'impegnarsi concretamente spiegando cosa c'è dentro a questa scatola vuota. Purtroppo non sarà meglio in futuro con il voto che si spostasse sul Movimento a 5 Stelle sul blog del quale si susseguono, dopo gli insulti omofobi di Grillo a Vendola ("busone") continue dichiarazioni omofobe. Il problema è che il M5S ritiene che si debba operare con la democrazia diretta quindi che i nostri diritti non siano diritti umani della persona, ma dipendano da una maggioranza (telematica popolare in questo caso) che ci "concede" di non essere titolari di diritti inferiori a quelli degli animali domestici (le cui spese veterinarie almeno sono detraibili), ma solo se democraticamente in maggioranza lo pensa. Questa della democrazia diretta è la prossima sfida dei diritti civili: dalla "libertà di coscienza" sui temi etici dei parlamentari imposta a tutti i cittadini, al fascismo telematico della "oclocrazia".


Stef79 martedì 12 giugno 2012 - 17.22
Se c'è proprio un modo di non avere i diritti gay e affidarli a gente che dà del frocio ai gay come Grillo e questi scalmanati del movimento a cinque stelle.
A proposito: Araton ci dà anche la conferma che il M5S è esattamente come gli altri partiti, non hanno ancora iniziato a governare e già parlano come i vecchi politici "è la dichiarazione di un esponente gli altri si dissociano". Giochino già visto con la Lega, i berluscones e il vecchio ciarpame cattocomunista. Già dato, NO GRAZIE.
Araton martedì 12 giugno 2012 - 0.06
Araton martedì 12 giugno 2012 - 0.02
Only lunedì 11 giugno 2012 - 17.23