Nobel per la Pace a tre donne: e in Italia? E' ora dello sciopero del sesso!

Mentre i Nobel per la Pace viene assegnato a tre donne, in Italia il machismo di quattro vecchi continua a farla da padrone. Le donne dovranno passare alle maniere forti: sciopero del sesso? Anzi no.

di | Attualità

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Il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato per il 2011 a non una ma tre donne.

La più giovane, Tawakkol Karman, attivista 32enne yemenita, è leader del movimento di opposizione contro il regime nel proprio Paese. Fa la giornalista ed è fondatrice dell’associazione “Giornaliste senza catene”.

Poi c'è Ellen Johnson Sirleaf, 73 anni, prima donna Presidente della Liberia (e ancora in carica). Laureata a Harvard nel 1971 fu esiliata in Kenya una decina d'anni dopo perché aperta oppositrice del regime. Tornata in patria nel 1985 è stata sbattuta in galera per aver criticato il regime militare. Dopo il rilascio e un periodo trascorso negli Stati Uniti torna in Liberia per la World Bank e si presenta alle elezioni contro il dittatore Charles Taylor perdendo miseramente. Ma chi la dura la vince. 8 anni dopo si ricandida e viene eletta Presidente della Liberia. Il suo obiettivo è che il Paese, martoriato dalla violenza della guerra civile che ha causato 250 mila morti, possa "divenire un faro splendente, un esempio per l'Africa e per il mondo di cosa può ottenere l'amore per la libertà".

Infine l'avvocatessa ottantenne Leymah Gbowee, attivista non violenta liberiana, che ha avuto un ruolo fondamentale nella conclusione della guerra civile. Recentemente è uscita la sua autobiografia dal titolo "La forza dei nostri poteri: come le comunità di donne, la preghiera e il sesso hanno cambiato una nazione in guerra". Sua l'ideazione dello "sciopero del sesso", un'iniziativa nonviolenta che obbligò il regime totalitario di Charles Taylor a darle un ruolo durante le trattative per la pace.

Lo sciopero del sesso. Eureka. Non sarebbe un'idea geniale? Le donne incrociano le braccia, anzi, le gambe, a tempo indeterminato. Forse è l'unico modo per svegliare questa manica di "vecchi maschi" (per citare Nichi Vendola) che scorrazzano per l'Italia seminando squallore e imbarazzo per sé e per gli altri. D'altro canto sono proprio loro con il loro comportamento a dimostrare concretamente che, contrariamente a quello che dicono a parole, le donne li tengono in pugno. Donne come merce di scambio, come capi di bestiame. Ne avevamo già parlato qualche settimana fa (leggi qui). Se il sesso è una merce di scambio significa anche che se questo viene a mancare è possibile ridisegnare gli equilibri di potere. Sì ok, non è un giochino che può mandare avanti un Paese per anni ma nel momento del male estremo l'idea del neo Premio Nobel per la Pace potrebbe essere un estremo rimedio palliativo ma efficace.

Che i politici, manager, faccendieri e magnaccioni debbano essere sottoposti alla stessa cura che Leymah Gbowee e migliaia di donne liberiane hanno riservato ai signori della guerra mi sembra sconfortante ma al momento pare che il dialogo, le manifestazioni, i "se non ora quando", i dibattiti non sortiscano alcun risultato se non quello di essere trattate da befane invidiose, bacchettone, ipocrite e frigide. E mentre nel mondo le donne ricevono i Premi Nobel per la Pace, un deputato italiano a caso intima a una collega del PD di "andare a farsi scopare"per il solo fatto che non la questione "Forza Gnocca" non le va a genio.

Questa è sicuramente una faccia dell'Italia. Non vogliamo pensare sia la regola. Anzi, sappiamo che non lo è. Esistono uomini estremamente rispettosi e donne drammaticamente infime ma quello che possiamo solo constatare è un generale lassismo: si può fare e dire tutto quello che ci passa per il cervello. Libero sfogo! La patonza, la figa, la gnocca, le ho fatto vedere le stelle, aspettami sul lettone di Putin, stordiscila con il cialis, trovami due troie, cesso inchiavabile, vai a farti scopare. Ma dove siamo?

Ripensandoci, neanche lo sciopero del sesso può far breccia in quella violenza subdola e strisciante che le donne italiane tutte stanno subendo. Non è abuso fisico, è uno stillicidio, uno svuotamento di dignità, lento, che dura da secoli e che pare abbia avuto un'improvvisa accelerazione negli ultimi anni. Chissà perché. Anzi, chissà per colpa di chi..

Viola Afrifa

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  • Commenti

peyote87MI lunedì 10 ottobre 2011 - 19.12

e in Italia a chi lo diamo il nostro nobel? alla Carfagna?!=D

ulisse62 sabato 8 ottobre 2011 - 13.33

Se le donne dei politici italiani si astenessero dal sesso per la battuta di Berlusconi cadrebbe nel giro di qualche ora.

gredase sabato 8 ottobre 2011 - 12.49

le donne? ma magari esserlo. ci sono contributi ovunque per sostenere l'impresa femminile. l'idea imbecille è che se c'è un tot di lavoratori di cui il 30 è donna mentre il restante uomo allora per far arrivare le cose al 50% basta impedire l'accesso agli uomini e facilitare quello delle donne. così un giovne uomo, oltre ad essere vessato dal "vecchio machista" è anche superato dalle colleghe di sesso femminile. l'idea si commenta da sola, non c'è chi non veda che, oltre ad essere una soluzione ingiusta e non meritocratica, produrrà esattamente lo stesso squilibrio ma a parti invertite. detto questo i due più rilevanti sindacati, confindustria e cgil sono guidati da donne e molte sono le "ragazze" al governo.

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