Omofobia in Europa: "Pressioni dal Consiglio sui Paesi violenti e discriminanti"
Mentre in diversi Paesi si continuano a promulgare leggi xenofobe che limitano la libertà dell'individuo, il Consiglio D'Europa fa pressioni perché si ponga fine a questa "assurda intolleranza". Purtroppo però l'omofobia è in tutti i 47 Paesi dell'Unione
''Molti progressi sono stati raggiunti negli ultimi anni nella lotta all'omofobia, ma in tanti paesi d'Europa c'è ancora molto razzismo: la situazione è disastrosa. C'è persino chi tenta di varare leggi che criminalizzino le tendenze sessuali. Finora si tratta di progetti non realizzati, che indicano, però, delle correnti di pensiero pericolose che bisogna cercare di far regredire al più presto''. Lo rivela una ricerca effettuata dall'ufficio studi del Consiglio d'Europa.
Un rapporto del giugno 2011 di Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Coe, rivela che ''gli atteggiamenti omofobici esistono in tutti e 47 i nostri Stati membri''. Da un'indagine effettuata in Turchia emerge che "l'87% della popolazione non vuole un vicino gay o lesbica. Mentre in Bosnia ed Erzegovina, il 71% della popolazione ammette che si sentirebbe molto a disagio in compagnia di una persona gay o lesbica. E in Georgia l'84% degli intervistati ha espresso atteggiamenti molto negativi verso l'omosessualità. In alcuni paesi certi uomini politici non fanno mistero di considerare l'omosessualità una malattia. E la condannano apertamente, seminando odio e intolleranza".
Il Consiglio d'Europa"ha fermamente condannato i divieti di sfilate dell'orgoglio gay in Russia e in Serbia. Facciamo tuttora pressioni perché siano consentite dalle norme sull'ordine pubblico le manifestazioni pacifiche che hanno la finalità di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'assurda intolleranza". Il Coe, "che abitualmente non si intromette negli affari interni dei paesi membri, non è disposto a transigere, però, sul rispetto dei Diritti dell'Uomo. Continueremo, quindi, a batterci per un'Europa che preveda la tolleranza e l'uguaglianza di qualsiasi cittadino, non importa quale sia l'orientamento sessuale o l'identita' di genere".
Fonte: Asca

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