Padova lancia il bollino gay-friendly

Negozi e bar gay-friendly esporranno un bollino. Ma Curia, Libero e Corriere attaccano.

di | Attualità

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L'idea è venuta al "Consorzio per la promozione turistica" della città veneta: un adesivo, un bollino "gay-freindly" che certifichi l'esercizio commerciale amichevole con i gay. La città veneta ha sempre dimostrato di essere all'avanguardia per quanto riguarda l’accoglienza di gay e lesbiche. Sarà per l'ambiente universitario, per la storia culturale millenaria, ma Padova è sempre stata passi avanti al resto di città venete, e quasi al pari di Milano e Bologna per vita notturna e locali gay o gay-oriented. Il fatto che dal 2012 sulle vetrine di bar, negozi e alberghi che vogliono  dimostrare la loro vicinanza alla clientela gay apparirà un bollino rainbow sembra la naturale evoluzione di una città che vuole ora valorizzare - anche turisticamente - la sua apertura verso il mondo lgbt. Insieme all'idea del bollino, verrano anche create delle pagine web dedicate nei principali siti turistici della città veneta. Intercettare il turismo gay è considerato essenziale per tutte le città europee: era ora che anche in Italia si iniziasse a capirlo - la regione Toscana ha già creato una pagina con consigli e suggerimenti per il turista gay. 

 

Ma nel nostro paese anche una semplice targhetta è in grado di creare critiche e polemiche; la Curia, che strano, esprime un chiaro no. Don Cesare Contarini, rettore del Collegio Barbarigo, usa il sarcasmo: "Sì, e poi mi aspetto anche il Muslim friendly, il Single friendly e cos’altro?"; il presidente provinciale dell'"Associazione dei commercianti", Fernando Zillo, parla criticamente di iniziativa "alla moda" - qualcuno ci dovrà spiegare perchè mai un commerciante dovrebbe avercela con le mode (?!). Il bollino è riuscito poi a risvegliare anche l'omofobia latente nei giornali italiani: il quotidiano Libero guida ovviamente le polemiche: "Una semplice provocazione, altri si domandano se chi non incollerà questo adesivo verrà poi etichettato come una sorta di nemico degli omosessuali subendo in seguito anche delle ritorsioni da parte di fanatici [...] che da anni, la giunta di sinistra guidata da Flavio Zanonato continua a difendere anche di fronte ai più vili episodi di violenza". Come dargli torto? Chi non ha sentito parlare dei gruppi di gay inferociti che scorrazzano per la città veneta vendicandosi crudelmente? Ma anche il Corrier si scopre improvvisamente marxista e non accetta di buon grado "questa prostituzione collettiva al consumismo". Secondo l'editoriale di Fausto Pezzato, Padova ha deciso "per qualche dollaro in più e allo scopo, dicono, di aiutare il turismo, di far scomparire la secolare discriminazione verso gli omosessuali: prende il suo posto un bollino blu col quale la città del Santo diventa «amica degli omosessuali». Se la crisi economica può trasformarci in papponi del commercio e toglierci l’ultimo velo di decoro, allora siamo soltanto agli inizi di un degrado morale che non si porrà limiti". Insomma, non piace proprio che  "una città dalla storia plurisecolare e con una delle più antiche università del mondo si auto- proclami protettrice di quei «diversi» che ha sempre disprezzato e deriso come sotto-uomini, errori della natura". Ironia sul voltafaccia ipocrita dettato dai soldi o velata critica anti-gay?

 

In ogni caso, a giudicare dalle forti reazioni, sembra esserci in ballo più di un semplice bollino gay-friendly. L'importanza dell'iniziativa, seppur chiaramente economica, per il mondo lgbt,  è infatti sottolineata da Franco Grillini:  "Bravi veramente, una bella iniziativa. Anche perchè spesso è l’economia, visto che pecunia non olet, a divenire una sorta di testa d’ariete per cambiare la mentalità della gente".

 

E' questo ciò che si teme?

 

Fonte: Corriere

 

 

 

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  • Commenti

Translator1968 mercoledì 31 agosto 2011 - 23.22

Peyote87MI veramente è il contrario l'articolo del Corriere Veneto dice esattamente l'opposto di ciò che tu dici. L'ironia è: inutile mettere i bollini quando la massa pensa male dei gay, è ipocrita negarlo.

peyote87MI mercoledì 31 agosto 2011 - 21.16

pure il Corriere è omofobo ora, bene!=P

Unknown87 mercoledì 31 agosto 2011 - 20.39

Vediamola come una cosa positiva :)
Buttiamo giù il velo di omertà.
Come si diceva...Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.

supeer86 mercoledì 31 agosto 2011 - 19.44

www.ministerioevangelistico.eu

L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo scoveniente, non cerca il proprio interesse, non si inasprisce; non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la Verità; soffre ogni cosa; crede ogni cosa; spera ogni cosa; sopporta ogni cosa. 1corinzi 13,4-7

eterofobico mercoledì 31 agosto 2011 - 19.26

Se il bollino significa eventi, mostre, sconti, iniziative di sensibilizzazione, allora non vedo perche no. Inutile poi rispondere ai "non si deve fare", perchè PARTONO DA PERSUPPOSTI DISCIMINATORI E IGNORANTI CHE VANNO CONTRO I CITTADINI STESSI.

atziluth mercoledì 31 agosto 2011 - 19.17

Io non so da che parte iniziare per commentare. In breve, vorrei dire che, per quanto possa sentirmi lusingato di scoprire palesemente che un dato negozio abbia simpatia nei confronti dei gay, trovo inutile e offensiva questa iniziativa in quanto non penso proprio serva un bollino per farmi capire che posso o non posso essere ben accetto in un negozio.
Mi sembra come il cartello per i cani o gli ebrei dove c'è scritto: ' qui potete entrare'... ma che senso ha?
Anche perchè i clienti non hanno o fanno cose particolari a seconda del loro orientamento. Mica è giustificato il fatto che se, ad esempio, entro in un bar, il barista è in diritto a trattarmi male in quanto gay; il trattamento ricervato ai clienti, in generale, deve essere uguale per tutti.

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