Paola Concia denuncia Emilio Fede omofobo: "Dimissioni immediate"
Paola concia denuncia Emilio Fede all'Ordine dei Giornalisti per palesi violazioni del codice. "Contro Vendola battute discriminatorie e volgari. Basta bieche diffamazioni!"
Paola Concia, parlamentare gay del PD, ha denunciato Emilio Fede all'Ordine dei Giornalisti perché con le battute omofobe pronunciate contro Vendola durante la trasmissione radiofonica di Radio24 "La Zanzara" di Giuseppe Cruciani avrebbe violato totalmente la "Carta dei doveri del giornalista" e il codice deontologico.
Ricordiamo che durante la trasmissione l'anziano direttore del TG4 aveva affermato: "Vendola con i maschi non ha nulla a che vedere", "Speriamo che non venga a trovarmi in carcere, io mi paro il culo", "Se dico 'cazzo' Vendola si eccita" e via così discorrendo. Su Facebook la comunità LGBT si era rivolta a Paola Concia proprio perché anche lei era stata nei mesi scorsi bersaglio dello scherno omofobo della classe politica andando quindi a rappresentare di diritto un avanposto gay nei palazzi del potere. Di tutta risposta, la parlamentare ha presentato l'esposto così motivato a Repubblica.it : "Con le sue affermazioni, seppure espresse in una trasmissione radiofonica e non nel suo Tg, Fede ha violato più di una delle norme stabilite sia dalla Carta dei doveri che del Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica diffamando così, di fatto, Vendola (...). E’ infatti tra i doveri del giornalista quello di non discriminare nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche. Il riferimento non discriminatorio, ingiurioso o denigratorio a queste caratteristiche della sfera privata delle persone è ammesso solo quando sia di rilevante interesse pubblico”.
Ci risulta difficile comprendere come il direttore di un TG nazionale si possa lasciare andare a comportamenti che umiliano l'intera categoria professionale. Sembra che maggiore è il potere che un giornalista assume, più misera è la sua performance (vedi anche Minzolini, direttore del TG1). Un uomo di ottant'anni che non si cura della propria integrità professionale e della propria umana dignità è o in preda all'Alzheimer oppure totalmente immerso nel generale regime di impunità che vige in questi ultimi anni. Tutto si può dire e tutto si può fare. Finché qualcuno, come Paola Concia e gli elettori che questa rappresenta, non usa gli strumenti esistenti per tentare di ristabilire una certa "normalità" perché non c'è niente di peggio che assuefarsi all'abuso di potere e alla continua mortificazione dei diritti dei membri della comunità LGBT italiana.
Per leggere le dichiarazioni di Paola Concia a Repubblica.it continua a leggere qui.

teenlover venerdì 30 settembre 2011 - 6.59
peyote87MI mercoledì 28 settembre 2011 - 19.21
Stef79 mercoledì 28 settembre 2011 - 18.20
Oggi sono diventate: Fede, Latitanza e Correità.
Translator1968 mercoledì 28 settembre 2011 - 17.56
Giuliano_Federico mercoledì 28 settembre 2011 - 16.50
gredase mercoledì 28 settembre 2011 - 13.57