Pedofilia e Chiesa, nuovi casi in Austria

Abusi sessuali e violenze su minori ad opera di ecclesiastici austriaci in istituti cattolici.

di | Attualità

Altro giro, altro scandalo. Altro Paese, altra (?) Chiesa. Dopo le recenti notizie sugli abusi sessuali operati all’interno di un coro in Germania per mano del fratello di Ratzinger, ci spostiamo (di poco) in Austria, tra gli anni Settanta e Ottanta, all’interno di diversi istituti cattolici dove sono stati commessi numerosi abusi a danno di minori. Uno dei principali responsabili è l’abate Bruno Becker, ora padre superiore dell’abbazia di St. Peter, all’epoca 24enne, quindi non ancora sacerdote a tutti gli effetti. La vittima, invece, era un ragazzo austriaco con la metà dei suoi anni, oggi 53enne.

 

La rivelazione è avvenuta alla radio pubblica Oe1 per bocca dello stesso Becker, il quale ha anche aggiunto altri scandalosi particolari: alla fine del 2009, difatti, il silenzio delle vittime delle violenze è stato comprato in cambio di 5000 euro a testa, soldi che sarebbero da intendere, invece, secondo il vescovo di Salisburgo Alois Kothgasser, come indennizzo per uno specifico tipo di danni. Ad unirsi al coro di denunce poi c’è stata un’altra vittima che ha recentemente affermato di essere stata ripetutamente violentata, per ben sei anni, da due ex religiosi, di cui uno già deceduto. Il secondo, invece, è stato già formalmente accusato per l’accaduto. Ma non è ancora tutto. Nel Vorarlberg, nell’Austria più occidentale, e più precisamente a Bregenz, negli anni Ottanta è stato commesso un altro abuso di cui però non è mai pervenuta alcuna denuncia. L’artefice, dopo il fatto, è stato prontamente spedito in un più lontano istituto del Tirolo senza che nulla trapelasse.

 

Fonte: gaynews24.com

 

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  • Commenti

njl martedì 9 marzo 2010 - 20.41

Quello che bisogna davvero chiedersi è come mai la pedofilia è così diffusa nella Chiesa Cattolica. Quali sono le ragioni psicologiche che portano un religioso ad abusare di un bambino? Quali tecniche comunicative adoperano per irretire le vittime? Questi episodi mettono in seria discussione il concetto di libero arbitrio. Vuol dire che i preti non riescono a controllare la propria volontà. Può essere sufficiente appellarsi all'esistenza del diavolo corrutore dell'anima? Cosa dicono gli studiosi della psiche e della mente? Può una comunità a statuto aconfessionale accettare l'esistenza del diavolo come ragione?

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