Pisapia racconta l'amore gay ai bambini? Vergogna!
Parlare di nuove famiglie ai bambini dell'asilo? Non sia mai! "Il Giornale" si schiera contro la giunta del sindaco Pisapia troppo illuminata per la nostra bell'Italia...
Il sindaco Giuliano Pisapia e il suo fido aiutante Pierfrancesco Majorino vogliono insegnare ai bambini che al mondo esistono diversi tipi di famiglie, non solo quella formata da mamma e papà... Oddio che assurdità! Come possono aver pensato una cosa del genere? Già è tanto che le famiglie non siano solo italiane, figurarsi se possiamo parlare ai nostri figli di amore tra persone dello stesso sesso, o di ragazze madri, o peggio, di famgilie allargate. Ecco questo è il pensiero de "Il Giornale" (QUI) riguardo all'intelligente proposta del sindaco del Pd per la città di Milano, di portare a scuola fin dalla più tenera età libri che parlino di tutti i tipi di famiglie, anche quelle omogenitoriali.
Il neo-sindaco ha preso questa decisone dopo aver parlato con il suo consigliere Majorino, del libro "Piccolo Uovo" un fumetto edito da Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi, con i disegni di Altan, che racconta le storie di diverse famiglie: una coppia di pinguini, una coppia di micie, un ippopotamo single, una famiglia di conigli e un cane nero con una cagnolina bianca. Le due donne sopracitate sono una coppia di madri omosessuali, che hanno quattro figli e non volevano più far leggere loro manuali in inglese, per cui hanno fondato la propria casa editrice "Lo Stampatello" che racconterà le famiglie speciali ai piccoli. L'assessore Majorino ha letto il loro primo libro ai suoi figli e da padre lo consiglia agli altri genitori: "Gli asili non sono mia competenza. Ma ho letto il libro a mio figlio e da padre lo consiglio agli altri padri. Mi piacerebbe anche che i bambini potessero discuterne tra di loro. "Piccolo Uovo" racconta il viaggio di un uovo che prima di nascere vuole conoscere le diverse tipologie di famiglie: con genitori etero e omosessuali". Il sindaco Pisapia è sulla stessa linea dell'assessore, come ha dichiarato durante la festa del Pd, rispetta le posizioni della Chiesa, ma non le condivide: "La Costituzione afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio. Io la penso diversamente " e raccontare ai bambini le nuove famiglie è un modo per "far percepire loro come naturali i cambiamenti che stanno trasformando la nostra società".
Ma per la giornalista de "Il Giornale", Sabrina Cottone, tutto questo è assurdo. Lungo tutto l'articolo sottolinea come un'idea così progressista finisca per far apparire la famiglia tradizionale come la vera trasgressione. Nella conclusione tenta addirittura di far passare per fazioso il fumetto: "Piccolo Uovo, il protagonista del fumetto di Altan, è un gamete femminile. Come ognuno sa, deve congiungersi con il gamete maschile, più comunemente detto spermatozoo, perché nasca un bimbo o una bimba. Ma il naturale concetto di maschile e femminile sembra ignoto al racconto per gli asili. Ma alla fine la più strana è la famiglia di conigli etero, banali maschio e femmina, con tre figli coniglietti. La mamma ha un fiore tra i capelli, il papà uno sgargiante panciotto. Davanti a tanta semplicità, forse Piccolo Uovo sarà rimasto confuso.".
Forse Piccolo Uovo preferisce non schiudersi di fronte a tanta ignoranza. Nei paesi anglosassoni gli attacchi di bullismo omofobo, sempre più precoci, si combattono sui banchi di scuola parlando fin dalla tenera età di famiglie e di tutti i tipi di amori possibili. Ma in Italia si sa, non è di moda la cultura, non è di moda la conoscenza reciproca, non è politcally correct avere una visione a 360 gradi del mondo. Si preferisce tenere i bambini sotto teche di vetro contro cui schiantarsi quando il mondo prima o poi li travolgerà. Teche che diventeranno gabbie per chi si scoprirà "diverso". O al contrario, barriere da difendere in tutti i modi, anche con la forza, pur di non esser turbati nel proprio nido, da tutto ciò che è "diverso".
Per fortuna ci sono donne come Maria e Francesca che non danno retta ai pregiudizi e hanno il coraggio di combatterli in maniera costruttiva. Speriamo che non restino un caso isolato e ci auguriamo che trovino davvero l'appoggio istituzionale di Pisapia e della sua nuova Milano.
Per noi e per chi verrà dopo di noi.
Arianna Panacea

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