Il sindaco Giuliano Pisapia non ha disertato Una volta per tutti", presentazione della legge di iniziativa popolare del Padova Pride Village per il riconoscimento delle unioni civili, ed è intervenuto per un saluto.
"Ci sono discussioni e confronti ma c'è un impegno che io voglio ribadire - ha confermato Pisapia - Nel programma elettorale c'è il registro delle unioni civili ed entro la fine dell'anno ci sara'. Su questo vi posso garantire che c'è e mi e' stata confermata l'unanimità dell'intera giunta".
La volontà di andare avanti quindi c'è ed il sindaco ha promesso che nel caso non fosse il consiglio comunale ad occuparsene, allora ci penserà la giunta comunale. "Al di la' di quello che dicono i giornali e di interviste che possono dare un segnale di differenza, vi posso garantire che su questo c'è' e mi è stata confermata l'unanimità dell'intera giunta" ha precisato Pisapia, nonostante all'indomani della visita del Papa il vicesindaco Maria Grazia Guida avesse ribadito il suo no.
E sull'approvazione a livello nazionale, anche sulla scorta della recente sentenza della Corte di Cassazione: "E spero, personalmente, che ad occuparsene sia un nuovo Parlamento che spero ci sia il prima possibile".
Prescindendo comunque dal discorso sulle unioni civili e collegandoci all'opportunità di perseguire l'istituzione del matrimonio civile in Italia, vogliamo ripubblicare volentieri alcune considerazioni che ci sono state segnalate sulla fanpage di GAY.tv. Sono alcune note del circolo Arcigay Tralaltro di Padova in merito alla proposta di legge del Padova Pride Village: questo è quello che scrivono i ragazzi che si sono dissociati:
La proposta di legge, che inizialmente prevedeva la richiesta di accesso al matrimonio civile da parte delle coppie gay e lesbiche, ora è incentrata sulla creazione di un istituto giuridico nuovo, riservato alle coppie di persone dello stesso sesso, equipollente al matrimonio, ma con un nome diverso e diritti/doveri in parte diversi da quelli previsti dal matrimonio tradizionale.Le ragioni del nostro dissenso sono le seguenti:Riteniamo che, in ossequio al fondamentale principio di uguaglianza, le persone LGBT non debbano avere né meno diritti, né più diritti, né diversi diritti, ma gli stessi diritti di cui godono le persone eterosessuali.Concordiamo con la posizione secondo la quale l’attuale istituto matrimoniale sia obsoleto e non risponda più alle aspettative della società, tuttavia riteniamo che l’unica risposta corretta a questo problema possa essere una riforma del diritto di famiglia, non certo la creazione di un istituto ad hoc riservato alle coppie omosessuali, equipollente al matrimonio ma diverso da esso.Concordiamo con la constatazione secondo la quale in Italia “la parola <> è sotto sequestro di un retaggio religioso”. Tuttavia crediamo che questo non possa essere il motivo per non usare tale parola, legittimando di fatto questo “sequestro”. Semmai questo dovrebbe essere il motivo per insistere con ancora maggior convinzione sull’espressione “matrimonio” (civile) per toglierlo dalla sfera di influenza religiosa e riportarlo in quella civile, nella quale dovrebbe naturalmente stare. Crediamo che una campagna nazionale così innovativa e di così ampia portata debba essere necessariamente supportata e condotta insieme ad Arcigay e Arcilesbica Nazionale, a Rete Lenford e, per quanto possibile, a tutte le principali associazioni LGBT italiane.Pur tenendo conto della peculiarità della situazione italiana, riteniamo che in un momento storico in cui Obama, Hollande e Cameron esprimono un chiaro sì al matrimonio (civile) per le coppie omosessuali, una campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulle unioni civili, nella quale è bandita la parola matrimonio, sia un autogol da parte del movimento LGBT italiano, che dovrebbe coerentemente chiedere il massimo dei diritti possibili.


shakeitup domenica 10 giugno 2012 - 20.48
Non mi riferisco alla Partnership inglese, che -l'ho detto mille volte- ripudio profondamente.
Se non hai ancora capito questo, dopo tutti sti messaggi, non so che altro dirti.
Ribadisco il concetto:
STESSO AMORE = STESSI DIRITTI CON STESSA DIGNITA' QUINDI STESSO NOME
Se qualcuno vuol creare un'unione civile la crei per tutti, non solo per gay, di modo che non si ponga come surrogato-sostitutivo del nostro diritto al matrimonio, di modo insomma che non ostacoli il cammino verso l'apertura del matrimonio civile alle coppie omosessuali.
Translator1968 domenica 10 giugno 2012 - 19.52
http://www.legislation.gov.uk/ukpga/2004/33/contents
Se vuoi leggerti il testo della legge in un Paese stringato e con poche centinaia di leggi come il Regno Unito il testo è composto di 264 articoli più 33 disposizioni transitorie. E nonostante ciò i tribunali di Sua Maestà sono pieni di cause circa innumerevoli casistiche che non sono state previste o non erano prevedibili.
Una legge fatta di centinaia di articoli e sotto commi non è che un pasticcio tremendo.
Basta UN provvedimento che chiama conuigi anche quelli dello stesso sesso. Punto e basta.
shakeitup domenica 10 giugno 2012 - 16.11
L'unione civile specifica per omosessuali sarebbe in forte contrapposizione con l'estensione del matrimonio, l'unione civile rivolta a tutta la cittadinanza assolutamente no in quanto non si proporrebbe come 'soluzione' alla questione matrimonio, come sostituto-surrogato dell'estensione del diritto al matrimonio, ma come 'soluzione' alla questione delle coppie di fatto, specie di quelle coppie di fatto che desiderano un vincolo ufficiale ma non le regolari nozze.
Per essere precisi, poi, non è affatto vero che un eventuale unione civile prevederebbe per forza conseguenze legali limitate rispetto a quelle del Matrimonio, o necessiterebbe per forza un elenco, per forza di cose limitato, di casistiche: una eventuale legge sull'unione civile potrebbe difatti contenere una frase assai breve ma efficace che sancisca che qualsiasi regola presente e futura valente per i coniugi si applichi anche ai partners in unione civile.
Nei Paesi Bassi, nel 1998, è stata creata una Partnership rivolta a tutta la cittadinanza quindi sia agli eterosessuali che agli omosessuali; ai contraenti di tale Partnership la legge ha istantaneamente garantito qualsiasi diritto presente e futuro spettante agli sposi -tranne, inizialmente, ma solo inizialmente, quelli relativi all'adozione. Solo 2 anni dopo, nei Paesi Bassi ci fu l'estensione del vero e proprio matrimonio civile (e dell'adozione) alle coppie dello stesso sesso. Ad oggi nei Paesi Bassi TUTTI QUANTI, a prescindere da se sono etero o gay, possono scegliere tra: 1) coabitazione non riconosciuta o comunque regolata da contratti per la gestione della coabitazione anche tra più persone; 2) Partnership con pari diritti rispetto al Matrimonio; 3) e Matrimonio vero e proprio.
Translator1968 domenica 10 giugno 2012 - 15.48
E' una presa in giro. Il Matrimonio esteso alle coppie gay: ecco il problema non bisogna fare neanche una legge di un solo articolo. Basta estenderlo con un unico provvedimento. Punto.
shakeitup domenica 10 giugno 2012 - 4.09
Ho anch'io la vostra rabbia per le continue prese per il culo della cosiddetta sinistra italiana, prese per il culo che, come notate voi stessi, non cessano affatto; soprattutto, so benissimo anch'io cosa fu la proposta di.co. e pure io come voi rifiuto categoricamente qualsiasi approccio alla questione che anche solo ricordi quella buffonata a dir poco omofobica. La proposta di.co., per la precisione, era ancora peggio di come la state descrivendo qui ora dato che, propriamente, al di là delle belle parole di qualche politico che ce la presentava, con il concetto di 'unioni' civili non aveva nulla a che vedere... non era nemmeno una 'scatola', ancorché vuota... definire quella proposta 'scatola vuota' o 'unione civile' sarebbe fare ad essa un complimento del tutto immeritato. La odio come e anzi più di voi quella roba.
Io qui in questo spazio commenti mi sto riferendo a tutt'altra ipotesi... nello specifico all'ipotesi di creare anche qui in Italia una unione civile -non quindi una buffonata stile di.co. nemmeno mascherata o condita- che sia rivolta a tutta la cittadinanza.
Mi sto riferendo a questa ipotesi non, ovviamente, perché non voglio il matrimonio, ma proprio perché voglio il matrimonio; voglio il matrimonio a tal punto che mi preme fare appello alla coscienza di chiunque affinché, tra le varie cose, si scongiuri il rischio che a qualcuno venga in mente o porti avanti l'idea insana, malata e profondamente antigay di creare un'unione pseudo-nuziale apposita 'per omosessuali' , un'unione che quindi si ponga non come riconoscimento e tutela delle realtà extra-matrimoniali ma come surrogato-sostitutivo del nostro diritto al matrimonio.
PS: Ignazio Marino, che io sappia, non ha mai detto 'sì' ai matrimoni tra gay; su alcuni giornali, qualche anno fa, qualcuno confuse il suo sì alle unioni civili con un sì al nostro diritto al matrimonio... e difatti Marino poi ha successivamente chiarito, per quei pochi che ancora non l'avevano ben chiara, la sua posizione.
Se di partnership vuole discutere, nei media e in parlamento, discuta di una partnership aperta a tutta la cittadinanza. Questo sto dicendo. Molto semplicemente.
Jonnydepp1967 sabato 9 giugno 2012 - 23.48
Se fossero stati approvati i DICO io che ho una comunione di beni con il mio compagno da 16 anni non avrei utilizzato queste unioni civili in quanto sarei stato obbligato in caso di sua morte a dividere l'eredità con i suoi fratelli di cui uno è un omofobo stronzo cattolico del cazzo. Senza i DICO all'italiana, invece sono solo i genitori del compagno a poter pretendere eredità quindi uno può lasciare tutto al compagno. Questa cosa era stata prevista dal duo Bindi/Turco, cioè la classica mentalità omofoba catto-comunista della sinistra italiana proprio per punire i gay obbligandoli all'umiliazione di subire l'imposizione dalla famiglia tradizionale di provenienza, magari la stessa che ha sottratto la parte di eredità al compagno morto perché gay e quindi non sposato con una donna . Ed è solo uno degli esempio della "polpetta avvelenata" nascosta dentro a questo istituto delle unioni civili.
C'erano cose pazzesche tantopiù che in UK c'è libertà di testare, invece in Italia no.
Noi abbiamo la memoria molto lunga e sappiamo da tempo che per "unioni civili" questi Lazzarini, questi Grillini, questi Marino, questi Vendola o questi Di Pietro questi della sinistra italiota intendono solo una buffonata davanti a qualche politico che si fa pubblicità, salvo ovviamente dover litigare con il Primario per la cartella clinica perché questo dirà di sicuro che i genitori prevalgono sul convivente anche se pacsato in caso di scelta di cura non consenziente di provare una cura sperimentale bla bla, perché la casistica non è prevista specificamente dai quattro ariticolo in croce della proposta di legge del cazzo di turno.
Cosa pensa si possa fare questa accozzaglia di deficienti? Una legge sulle unioni civili di duemila articoli??
Se invece io sono CONIUGE automaticamente scelgo io e punto, qualunque sia la casitica attuale o magari futura in campo sanitario, medico, ereditario, previdenziale, legale, giuridico, e via dicendo.
La verità che i Lazzarini non vogliono ammettere è che questi cercano di farsi solo propaganda con istituti vuoti per semicittadini, e poi andare come al solito in Vaticano a dire "avete visto? li abbiamo fermati volevano il matrimonio e così invece non hanno che quattro semidiritti figurativi, figli di un dio minore, parenti handicappati, simbolici tipo animali domestici, non saranno mai famiglia"
Translator1968 sabato 9 giugno 2012 - 23.28
shakeitup sabato 9 giugno 2012 - 22.03
@ giorsat... se veramente qualcuno elabora una proposta di legge per una civil partnership rivolta a tutta la cittadinanza, quindi che non discrimini per genere od orientamento sessuale, che insomma non miri a costituire confinamento dei gay in nozze ghetto, sono prontissimo a sostenerlo.
Al momento, ti ripeto, la proposta di legge di iniziativa popolare presentata in sala alessi a milano, sostenuta dal pride village, e che ho avuto modo di leggere per intero oggi pomeriggio, prevede una civil partnership solo per gay.
In queste ore, ho sentito solo Ignazio Marino parlare di una possibile civil partnership che estenda a tutte le coppie non sposate i diritti delle coppie unite in matrimonio: la Repubblica di Bologna riporta infatti che Marino avrebbe dichiarato: "Sto studiando un disegno di legge ispirato alle civil partnership inglesi che estendono a tutte le coppie a prescindere dal genere gli stessi diritti offerti dall'istituto del matrimonio e che presenterò la prossima settimana in Senato". Se veramente Ignazio Marino propone una partnership rivolta a coppie di qualsiasi sesso, sono prontissimo ad applaudire e appoggiare la sua iniziativa. E sin da ora prego anzi supplico chiunque, proprio chiunque, affinché si convinca chi propone la civil partnership a far sì che tale civil partnership sia un progetto di unione civile rivolto a tutta la cittadinanza, ergo un qualcosa che, se approvato, non ostacoli il cammino verso la conquista del matrimonio civile.
Translator1968 sabato 9 giugno 2012 - 13.33
Se è un problema di semantica, cioè se non si capisce l'italiano corrente, non serve a niente una scenata da checca isterica prendendosela con gay.tv, magari facendo finta di non sapere che qui c'è gente preparata e che di barzellette come le "unioni civili" ne ha già sentite anche troppe.
shakeitup venerdì 8 giugno 2012 - 23.34
Non so che fonti tu abbia ma i promotori di questa iniziativa hanno parlato e parlano di civil partnership sul 'modello britannico'; modello britannico, a casa mia, in lingua italiana, significa come in Inghilterra e in Inghilterra la civil partnership è un umiliante e omofobico ghetto per omosessuali, non una unione civile rivolta all'intera cittadinanza.
La proposta, a quanto mi risulta, è rivolta all'intera cittadinanza unicamente nella parte in cui prevede un qualcosa per le coppie che non desiderano ufficializzazione e nella parte in cui prevede la creazione del Pacs... assolutamente non, purtroppo, nella parte in cui prevede la partnership.
STESSO AMORE = STESSI DIRITTI CON STESSA DIGNITA', QUINDI STESSO NOME
giorsat venerdì 8 giugno 2012 - 22.19
Translator1968 venerdì 8 giugno 2012 - 22.19
LAZZARINI NON SIAMO COGLIONI SIETE LA' DA VENTI ANNI A RACCONTARCI STE CAZZATE DEI PACS E DEI DICO E ABBIAMO VISTO I RISULTATI. MA FINITELA PER FAVORE OFFENDETE LE NOSTRE INTELLIGENZE!!
shakeitup venerdì 8 giugno 2012 - 18.26
No, mi spiace ma non puoi rigirare la frittata in questo modo.
Diritti e tutele immediate si possono garantire con un'unione civile aperta a tutta la cittadinanza, non c'è nessun bisogno di proporre la civil partnership danese-inglese e cioè il confinamento dei gay in una unione ghetto che scimmiotta il matrimonio il cui unico scopo, e unico effetto, sarebbe quello di marchiarci come degni al massimo di un matrimonio che può essere tale solo per modo di dire, degni al massimo di scimmiottare il matrimonio vero, ergo cittadini di serie b, persone inferiori, con meno dignità, degne di meno rispetto, ergo di OSTACOLARE il cammino verso la conquista del matrimonio civile.
Tutta l'esperienza europea mostra, tra l'altro, che l'unione civile rivolta a tutta la cittadinanza, ergo pensata per garantire e tutelare meglio l'intero universo delle realtà extra-matrimoniali, è il miglior modo per ottenere diritti e riconoscimento immediato senza che passi per anni e anni il messaggio che la questione delle nozze gay è stata risolta, chiusa.
Aver inserito nella proposta, oltre alla disciplina dell'unione di fatto e al Pacs anche il confinamento dei gay in uno scimmiottamento apposito del matrimonio è una delle cose più umilianti e inqualificabili che potevano fare. Segno evidente che a Concia & company non interessa tanto far sì che l'Italia faccia passi avanti ma che si metta una pietra praticamente tombale a qualsiasi cammino che porti il nostro Paese al matrimonio egualitario.
STESSO AMORE = STESSI DIRITTI CON STESSA DIGNITA', QUINDI STESSO NOME
giorsat venerdì 8 giugno 2012 - 18.06
piuttosto confermo l'assoluta inutilità e stupidità di testate come gay.it e gay.tv che invece di aiutare a far fronte comune su una battaglia comunque difficile, già si schierano dalla parte dei perdenti nel nome della purezza degli ideali (o piuttosto dell invidia per la loro totale incapacità di portare avanti un progetto di integrazione della comunità glbt verso obiettivi comuni. ci si divide sempre sul nulla o direi sul personalismo)
per questo ritengo che leggere Libero abbia la stessa valenza che leggere un articolo come quello sopra. serve solo agli omofobi e ai cretini.
giorgio lazzarini
Stef79 venerdì 8 giugno 2012 - 17.40
Il Consiglio Comunale però si rifiuta di discuterli. Non so se passerà la delibera.
shakeitup venerdì 8 giugno 2012 - 15.43
... "ha come unico scopo, e come unico effetto, quello di sminuire la condizione e la dignità umana dei gay e delle lesbiche... di marchiare ufficialmente le loro relazioni e le loro famiglie come inferiori a quelle formare da coppie di sesso diverso".
Corte d'Appello USA - Febbraio 2012 - sentenza che ha dichiarato incostituzionale la Proposition 8
(la proposition 8 è il referendum che in California ha negato ai gay la parola 'matrimonio')
Concia e compagnia bella sono allo stesso medievale livello di quelli dell proposition 8.
STESSO AMORE = STESSI DIRITTI CON STESSA DIGNITA, QUINDI STESSO NOME
Translator1968 venerdì 8 giugno 2012 - 15.32
shakeitup venerdì 8 giugno 2012 - 15.20
Qui si tratta del matrimonio v segregazione nello scimmiottamento.
Non si tratta meramente di adozione o meno.
Ripeto il concetto...
Vergogna a chi ancora nel 2012 propone l'unione ghetto per marchiare i gay in quanto degni al massimo di scimmiottare il matrimonio vero. Io sono gay, essere gay non mi rende una persona inferiore, ergo merito il MATRIMONIO! Ripeto: ma-tri-mo-nio, non uno scimmiottamento.
Si faccia una buona legge sulle coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali, di modo che la gente non debba essere più costretta a scegliere tra il legame classico e rigido del matrimonio e il nulla totale... e si cancelli l'esclusione delle coppie dello stesso sesso dal matrimonio.
Stesso amore = stessi diritti con stessa dignità, quindi STESSO NOME!
E se qualcuno ritiene che le norme che regolano la vita coniugale siano da riformare, per esempio accorciando i tempi per l'eventuale divorzio o altre cose, proponga, insista, per una riforma, un aggiornamento, dell'istituto matrimoniale come avvenuto e avviene nel resto del mondo.
shakeitup venerdì 8 giugno 2012 - 15.18
Translator1968 venerdì 8 giugno 2012 - 15.18
Se non vogliono darci come gay l'adozione di figli che non sono figli di uno dei due componenti la coppia modifichino la legislazione delle adozioni e non usino i minori come pretesto per mascherare l'omofobia di destra e di sinistra.
Invito tutti anche a diffidare del menefreghismo del Movimento 5 Stelle che assume posizione menefreghista su queste problematiche di civiltà prioritarie come ben detto in tutta Europa dicendo che su questi temi si fanno referendum di democrazia diretta.
I nostri diritti di coppie conviventi non dipendono dal fatto che Grillo e i Grillini con un referendum ci concedono di essere uguali agli altri cittadini, ma sono diritti UMANI che prescindono da maggioranze.
shakeitup venerdì 8 giugno 2012 - 15.15
Sottoscrivo in pieno.
Vergogna a chi ancora nel 2012 propone l'unione ghetto per marchiare i gay in quanto degni al massimo di scimmiottare il matrimonio vero. Io sono gay, essere gay non mi rende una persona inferiore, ergo merito il MATRIMONIO! Ripeto: ma-tri-mo-nio, non uno scimmiottamento.
Si faccia una buona legge sulle coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali, di modo che la gente non debba essere più costretta a scegliere tra il legame classico e rigido del matrimonio e il nulla totale... e si cancelli l'esclusione delle coppie dello stesso sesso dal matrimonio.
Stesso amore = stessi diritti con stessa dignità, quindi STESSO NOME!
E se qualcuno ritiene che le norme che regolano la vita coniugale siano da riformare, per esempio accorciando i tempi per l'eventuale divorzio o altre cose, proponga, insista, per una riforma, un aggiornamento, dell'istituto matrimoniale come avvenuto e avviene nel resto del mondo.
Per quanto riguarda Pisapia... spero veramente che a Milano si faccia un registro, senza limitarsi all'emissione di un attestato già contemplato per altro dalle leggi nazionali. Ad ogni modo, il rifiuto di Pisapia a mettere la firma su quella proposta medievale sull'umiliante istituto segregato mi spinge a essere molto felice già ora e dire BRAVO PISAPIA!!