Pisapia vs. Boeri: l'Expo 2015 continua a far danni alla città di Milano. COMMENTA
Pisapia e Boeri: un matrimonio politico esploso. Il Sindaco del nuovo vento meneghino, minaccia l'assessore per ottenere le dimissioni dopo mesi di litigi ideologico-personali. Un altro cattivo esempio per la nostra politica fragile.
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Giuliano Pisapia e l'assessore alla cultura Stefano Boeri sono esplosi dopo un weekend di fuoco. I due collaboratori sono arrivati alle dimissioni di Boeri dopo una lotta continua a suon di comunicati stampa. Uno scontro nato fin dall'anno scorso, fin dal momento dell'elezione di Pisapia, quando il Sindaco aveva escluso Boeri da questioni fondamentali sull'Expo 2015, delegandogli solo il lato eventi. Una decisione poi ritrattata dando a Boeri le agognate deleghe sui punti nodali dell'Expo come terreni, fondi ecc... Una pace fittizia, che nascondeva più discordie che altro. Boeri in questi mesi è stato una bomba ad orologeria per la Giunta di Pisapia: ha rilasciato affermazioni senza consultarsi con il Sindaco, ha espresso giudizi personali spacciandoli per opinioni condivise, spesso scrivendole online, dandole in pasto ai media. La fiducia è andata via via sgretolandosi, fino a questo weekend in cui un'altra querelle sul museo all'ex Ansaldo ha fatto infuriare Pisapia, imponendo la linea dura: "Dimissioni entro oggi, presentate o subite". E Boeri lo ha fatto: "Questa mattina ho rimesso nella mani del sindaco Pisapia le deleghe alla Cultura, Moda, Design ed Expo che mi erano state assegnate all'atto di costituzione della nuova giunta comunale. Una scelta difficile che ho voluto condividere ieri notte, nel corso di in una lunga riunione, con i consiglieri, gli assessori e i segretari milanesi del Partito democratico e che va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del sindaco". Ora tocca a Pisapia decidere se accetare o meno.
Un brutto capitolo per il capoluogo meneghino, che in un periodo di caos politico generale e generalizzato, fa male alla città e a tutta la politica nazionale. Almeno nel locale i rappresentanti dovrebbero trovare il modo di dialogare e lavorare per il bene dei cittadini, non per il proprio interesse. Una richiesta di dimissioni che sembra più la ripicca per punire il protagonismo del collaboratore narciso. Da Pisapia e da Milano ci si aspetta altro, molto altro. E intanto per fortuna sul web c'è chi come "Esterni" trova il modo per ironizzarci su e appellarsi al buon senso della politica, rendendo Piasapia e Boeri protagonisti fittizi della campagna "UnHate".

peyote87MI lunedì 28 novembre 2011 - 21.08
Translator1968 lunedì 28 novembre 2011 - 19.48