Polizia: nasce osservatorio difesa diversità
Il capo Manganelli annuncia che le segnalazioni di abusi potranno essere fatte anonimamente via email.
In seguito all’ultimo di una serie di preoccupanti casi di violenza omofobica, il capo della polizia Antonio Manganelli ha istituito un servizio espressamente volto alla difesa delle minoranze a rischio di discriminazione: "Sono lieto di poter annunciare qui a Padova che ho firmato a Roma un provvedimento per la costituzione di un ufficio centrale dedicato alle minoranze che dipenderà dalla struttura della polizia criminale", ha annunciato Manganelli, "questo nuovo ufficio centrale sarà un osservatorio sulle minoranze come quella degli omosessuali, la minoranza ebraica e quante sono a rischio di discriminazione: gli esponenti di queste minoranze avranno ascolto a disposizione spazi ed interlocutori per un diretto dialogo con le forze di polizia. A questo scopo è stato formato del personale qualificato per il dialogo, la risoluzione dei problemi e l’intervento rapido". Manganelli ha voluto anche ringraziare pubblicamente la Questura di Padova per la rapida identificazione dell'aggressore di Matteo ed Enrico, la coppia gay vittima di violenza lo scorso venerdì 11 giugno.
Nel frattempo, arrivano già i primi commenti in merito all'iniziativa di Manganelli. Paolo Patanè, presidente Arcigay nazionale, ha espresso piena soddisfazione per l'operato della polizia: "qualche giorno fa, insieme a Enrico Oliari di Gaylib, gli omosessuali di centro-destra, abbiamo incontrato il capo della polizia per individuare la soluzione più idonea a prevenire la nuova emergenza omofobia palesatasi nell'ultimo mese con aggressioni violente a Bolzano, Roma, Milano, Padova e Palermo. Sono assolutamente soddisfatto della prontezza d'intervento che ha pienamente recepito il senso della nostra preoccupazione e ringrazio il capo della polizia di Stato, Manganelli e il suo staff di collaboratori per la sensibilità e l'operatività dimostrata".
Patanè, però, ha approfittato dell'occasione per formulare un monito dalla portata ben più estesa: "ora tocca al Parlamento legiferare anche per fornire alla CriminalPol gli strumenti più idonei e mirati per la prevenzione e la repressione delle violenze a sfondo omofobico e transfobico. E la soluzione più idonea è quella di inserire l'orientamento sessuale e l'identità di genere tra le discriminazioni sanzionate nel testo della legge vigente 205/93, la cosiddetta legge Mancino mirata proprio alla condanna di gesti, azioni e slogan aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali".
Dello stesso parere Alessandro Zan, assessore comunale di Padova, gay dichiarato: "Le dichiarazioni del capo della polizia Manganelli sulla vicenda dei due ragazzi gay aggrediti a Padova rappresentano una conquista importante per il nostro Paese. La polizia con questa azione si fa carico di un problema diventato ormai un’emergenza in Italia. Il Parlamento e il Governo, invece, dimostrano una completa arretratezza rispetto alle azioni di contrasto all’omofobia".
Fonte: corriere.it

Translator1968 mercoledì 16 giugno 2010 - 17.55
Bobulio mercoledì 16 giugno 2010 - 16.01
Lulù84 mercoledì 16 giugno 2010 - 14.52
Translator1968 mercoledì 16 giugno 2010 - 12.57
Palravo l'altro giorno con un dirigente di PS e mi ha raccontato che da tempo ormai anche la polizia postale sta monitorando molto il web perché ci sono da tempo dei blog di omofobi che incitano a violenze o predicano razzismo e omofobia istigando allla violenza cioè commettendo per legge un reato ancora più grave.
Purtroppo finché la legge non prevederà una fattispecie aggravante sull'omofobia non sarà così facile sia colpire i colpevoli, sia prevenire il reato. La prevenzione si basa moltissimo sull'informazione capillare. MI diceva questo dirigente che spesso tra i giovani c'è moltissima ignoranza in merito ai reati. Tralasciando i reati on line di chi scarica film e musica, che spesso sono sconosciuti a chi li commette, moltissimi on line commettono gravi reati di omofobia, minacce, apologia di reato, mobbing e molestie contro i gay. Ci sono maniaci che entrano nelle community solo per istigare nei gay sensi di colpa o predicare discriminazione dicendo loro che sono malati: è un reato anche quello. I mezzi tecnologici consentono di acciuffare queste persone costantemente sotto osservazione. Ma ci vuole una legge specifica. Uno può anche non essere d'accordo con la parità di diritti, c'è libertà di pensiero, ma se per suffragare la sua opinione esprime considerazioni offensive e discriminatorie come (siete malati, siete pervertiti, siete inferiori, siete quello che fate a letto, siete pedofili, siete pervertiti che vogliono trasformare il desiderio in diritto, ci vuole una legge che condanni. FERMAMENTE. Come avviene con la religione, il sesso, la razza e altre caratteristiche.
pegasobianco martedì 15 giugno 2010 - 22.36
peyote87MI martedì 15 giugno 2010 - 21.55
fabio-sv martedì 15 giugno 2010 - 19.19
Only martedì 15 giugno 2010 - 16.43