Preti gay ricattati su Facebook: due arresti
Li conoscevano su Facebook e poi li ricattavano: sacerdoti gay vittime di un giro di ricatti che sfruttavano lo stigma dell'omosessualità nella Chiesa per guadagnare ingenti somme.
Un altro scandalo per il mondo cattolico e una brutta avventura per alcuni sacerdoti gay del sud Italia: due trentenni, Giuseppe Trementini e Diego Caggiano, per racimolare dei soldi facili hanno ideato un piano quasi infallibile. I due, secondo ciò che è stato ricostruito dagli inquirenti grazie alle denunce dei sacerdoti coinvolti, contattavano tramite Facebook alcuni sacerdoti, iniziavano a parlare con loro e guadagnare la loro fiducia, fino a farsi confidare l'orientamento sessuale. Una volta capito che i preti erano gay, minacciavano di rivelare il segreto e di creare, in questo modo, uno scandalo nella loro comunità religiosa. Questa rete di ricatti che si snoda tra Sicilia, Molise, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia, non si è fermata fino a che un sacerdote, trovato il coraggio, ormai esasperato, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri e salvare cosi anche gli altri colleghi coinvolti, tutti tra i 40 e i 50 anni. A quanto pare, il piano aveva già fatto guadagnare ai due arrestati varie migliaia di euro. Una vicenda che sottolinea ancora di più quanto lo stigma che incombe sull'omosessualità tra i vertici ecclesiastici sia dannosa non solo per la comunità lgbt, ma anche per tutti gli uomini di Chiesa che devono reprimersi e evitare di cadere in facili trappole come questa.

peyote87MI giovedì 28 luglio 2011 - 20.26
Translator1968 giovedì 28 luglio 2011 - 16.50