Preti pedofili, Chiesa mafiosa. VIDEO BBC INTEGRALE

Speciale Chiesa e pedofilia: quando il diavolo è benedetto da un silenzio mafioso. Anche stavolta il Vaticano perdonerà i suoi peccatori e gli innocenti andranno al rogo.

di | Attualità

Mosè disse "non mangerai la lepre. Perché? Per non diventare un molestatore di ragazzi. Alla lepre cresce ogni anno una nuova apertura anale, cosicché quanti anni essa ha vissuto, tanti buchi anali possiede"
Epistola di Barnaba, I secolo

 

Da oltre duemila anni la Chiesa è alla ricerca del diavolo: lo vede nelle donne indipendenti, nelle voci fuori dal coro. Il diavolo è stato avvistato nelle finezze ideologiche, in chi prega inchinandosi alla Mecca, in chi si masturba sotto la doccia. Eccolo, il diavolo, è l'omosessuale che disperde il suo seme nel corpo di un altro uomo, è lo scienziato che crede che una volta eravamo tutti scimmie, il diavolo è Lady Gaga. Il diavolo sono io.

Direi che il diavolo è stato avvistato più spesso di Osama Bin Laden, e con risultati altrettanto inconcludenti e catastrofici - per entrambi si sono scatenate guerre che non cessano di fare morti su morti. Ebbene oggi il diavolo l'ho visto anche io.
L'ho visto su tutte le prime pagine dei giornali, in televisione, su Internet. L'ho visto facendo due conti, mettendo insieme i numeri, analizzando il quadro generale e il caso particolare.
Nel quadro generale vedo migliaia di vittime, decine di diocesi, intere nazioni coinvolte, il Vaticano costretto a scendere dal suo seggio di pietra per chinarsi a guardare la voragine di fango schifoso scavata dai suoi figli.
Nel caso particolare immagino un bambino di sette anni con il vestitino bianco di un piccolo cantore del coro, che dopo aver fatto le prove di Adeste Fidelis per la messa di Natale, si ferma a aiutare a mettere a posto la chiesa. E immagino le mani luride che maneggiano il corpo di Cristo, fattosi carne per salvare i peccatori, toccare il corpo innocente e le carni senza peccato di chi, a sette anni, è il più puro di noi. Immagino la crocefissione dell'infanzia, ad opera di quelle mani che violentano, stuprano, sporcano. Mani che benedicono il corpo del figlio di Dio, mani che dannano il corpo del figlio dell'uomo.
Il diavolo è un prete pedofilo.
Il diavolo è l'omertà della Chiesa che punisce il peccato e protegge il reato.



Sex Crimes and the Vatican parte I



Eppure secondo quanto scrive Vittorio Messori in un editoriale sul Corriere della Sera proprio in questi giorni di "zoom" sullo scandalo pedofilia, il diavolo è il '68. Alla liberazione sessuale, secondo Messori, va imputata la paternità morale delle violenze sui minori: "libertà di sesso, per chiunque e con chiunque! Bambini compresi, anzi questi per primi per educarli a un eros liberato" si legge nell'editoriale del Corriere. Aldilà delle considerazioni - palesi a mio parere - sull'ovvia distinzione tra liberazione sessuale e anarchia pedofila, un dato empirico smentisce la tesi di Messori. Il fatto che il "problema" degli abusi esista nella Chiesa da centinaia se non migliaia di anni: il diavolo non è stato inventato dai sessantottini e non va certo cercato sotto l'eskimo, poiché a volte indossa la tonaca.

La pedofilia esiste da quando esiste la Chiesa: come in ogni comunità chiusa e sessuofoba, la repressione distorce gli istinti, li rende perversi e li copre di silenzio. Recenti studi clinici sul tema, a opera del National Institute of Mental Health di New York, capovolgono il rapporto causa-effetto. Non sarebbe dunque, solo l'ambiente chiuso a favorire lo sviluppo di tensioni pedofile; sarebbero proprio i molestatori a ricercare ruoli che, come quello del prete, possano coniugare la vicinanza con i bambini, il potere, il rispetto della comunità e il senso del peccato.

Secondo i dati vaticani, circa il 4% del clero ha questo "problema". Una cifra enorme, nel quadro generale, che nei casi particolari si traduce in migliaia e migliaia di vittime. In queste settimane la Germania guarda con orrore al crescente numero di denunce per molestie, abusi e violenze sui minori da parte dei preti cattolici. Lo scandalo, partito dalle scuole religiose - dove dopo molti anni gli ex studenti hanno trovato la forza di raccontare i soprusi - e si è allargato a macchia d'olio andando a coinvolgere più della metà delle diocesi tedesche, sfiorando (se uno schiaffo può essere considerato "sfiorare") la pontificia famiglia Ratzinger il cui rampollo minore è l'attuale Papa e il cui fratello più grande ha diretto per un decennio il coro di Ratisbona, teatro di violenze e abusi. Anche l'Austria e la Svizzera si trovano a fare i conti con l'allarme pedofilia, che affligge la cronaca con casi nuovi ogni giorno. Violenze, soprusi, stupri, molestie. Il Vaticano è costretto a prendere atto della situazione, diventata nel giro di una settimana una vera e propria crisi mondiale. Interviene l'Onu, la Chiesa chiede perdono e promette "che farà qualcosa" (LEGGI QUI). Si, ma cosa?



Sex Crimes and the Vatican parte II



Ha forse la Chiesa fatto qualcosa negli anni '90
, quando 100 bambini e 26 bambine irlandesi denunciarono di aver subito abusi sessuali da parte del clero? All'epoca la Congregazione della Dottrina della Fede, guidata da un certo Monsignor Ratzinger, coprì tutto, rifiutando al magistrato Yvonne Murphy e alla sua commissione speciale ogni collaborazione perchè "la richiesta non era passata attraverso gli appropriati canali diplomatici". Il Nunzio Apostolico a Dublino respinse per due volte le richieste dei giudici, che denunciarono l'ostruzionismo della Santa Seda. Quando finalmente la commissione speciale pubblicò il suo dossier sulla pedofilia, l'alto clero irlandese chiese "scusa alle vittime".


Ha forse la Chiesa fatto qualcosa per le centinaia di migliaia di bambini violentati nelle diocesi USA a partire dagli anni '50? Le stime sono approssimative perchè le denunce spesso vengono insabbiate, o addirittura non avvengono mai. I casi di Boston sono quelli che hanno avuto l'impatto mediatico più forte, ma lo stesso dramma si è consumato e si consuma nel silenzio omertoso della provincia in cui andare a messa la domenica è un'abitudine morale e un dovere sociale e dove si appende la croce a fianco al fucile. Il governatore dell'Oklahoma Frank Keating, repubblicano e cattolico credente, lasciò schifato la commissione di indagine sulla pedoflia nel 2003 affermando che "il non obbedire ai mandati di comparizione dei Gran Jury, sopprimere i nomi dei preti accusati, negare, confondere, non spiegare, è il modello di un'organizzazione malavitosa, non della mia Chiesa". L'arcivescovo di Los Angeles si risentì per il paragone con la Mafia. La diocesi di Los Angeles è stata condannata per violenza sessuale su oltre 500 bambini nel 2007.
Ma le somiglianza con Cosa Nostra esistono eccome. Un esempio? I soggiorni "cuscinetto" in Italia per i preti pedofili che devono sfuggire all'attenzione mediatica e giudiziaria. Proprio come Michael Corleone, che si dà alla macchia in Sicilia dopo aver ammazzato il nemico del Padrino.


Ha forse la Chiesa fatto qualcosa per i bambini dei villaggi dell'Alaska che hanno subito violenza da parte dei missionari gesuiti, che si trovavano lì "perché avevano già commesso violenza altrove"? Si: ha versato un risarcimento record, a patto di evitare il riconoscimento di colpevolezza.


Ha forse la Chiesa fatto qualcosa in Brasile, dove sono stati scoperti gli agghiaccianti diari dei preti pedofili che tenevano orride cronache della loro caccia, con tanto di consigli su come non farsi "beccare"?

"Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo [...] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure [...] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia... saremo felici per sempre [...] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai". La società non perdona, Dio forse sì, ma la Chiesa non parla.

Ha forse la Chiesa fatto qualcosa contro il diavolo pedofilo?


Sex Crimes and the Vatican parte III



Qualcosa è stato fatto, certo.
E' stato aperta una speciale clinica psichiatrica segreta vicino a San Paolo, dove venivano nascosti i preti pedofili.
E' stato chiesto a Marco Marchese, seminarista violentato quando era minorenne di "perdonare chi aveva perpetrato gli abusi".
E' stato deciso di il trasferimento a Vicenza di Padre Tully, giudicato colpevole di pedofilia in Massachussetts.
Ora sono sotto i riflettori i preti tedeschi. Perché la Chiesa dovrebbe fare qualcosa, stavolta, in Germania, in Austria, in Svizzera e ovunque?
Perché dovremmo sperare in un'azione radicale e in una volenterosa collaborazione con la giustizia laica proprio in Italia, dove l'ombra di San Pietro si staglia più incombente e potente che mai?

Nel 2002 Monsignor Betori dichiarò che "i preti pedofili sono un fatto assolutamente marginale che non richiede interventi da parte delle istanze centrali della Chiesa italiana. Si tratta di un fenomeno estremamente limitato". E' ovvio: il peggior tranello del diavolo è convincere il mondo che lui non esiste. Nessuna crociata contro i preti pedofili, nessuna guerra santa contro i corruttori in tonaca. Dopotutto ci sono i gay da condannare, le giovani coppie da ricondurre all'altare, le elezioni da benedire, l'eutanasia da combattere, il relativismo da sradicare.

E' vero, per ritornare all'editoriale di Vittorio Messori, che la pedofilia non esiste sono all'interno della Chiesa: il giornalista fa riferimento ai manicomi, ai collegi laici, agli orfanatrofi dove per decenni si sono consumate le violenze più vergognose nel silenzio. E' vero tuttavia che nel clero tale onta assume proporzioni e significati epidemici. In primis perché si tratta di un peccato ricorrente, che attraversa tutta la storia umana delle istituzioni ecclesiastiche. In secondo luogo perché, se è vero che la pedofilia è un orrendo reato in qualsiasi contesto, una realtà come quella religiosa che si pone quale promotrice della virtù e nemica del Male non può permettersi di macchiarsi di una tale vergogna. Infine, in nessuna istituzione è così potente e radicata l'abitudine al silenzio, alla copertura, all'insabbiamento (LEGGI QUI). La Chiesa mafiosa si arroga il diritto di chiamare "peccato" quello che è reato, e di lavare in casa i propri panni sporchi. Anche e soprattutto quando questi panni sono gli abiti bianchi dei chierichetti e dei piccoli cantori del coro di Ratisbona.
La Chiesa promette che "farà qualcosa": ma cosa possiamo sperare - pregare - che faccia per combattere il demone della pedofilia?
Il Vaticano perdonerà ancora una volta le sue pecorelle smarrite: e in questa omertà io vedo quello che alcuni chiamano diavolo. E che non troverà altra condanna se non tra le fiamme del rogo della giustizia laica.

Sex Crimes and the Vatican parte IV

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  • Commenti

Juanito07 domenica 9 maggio 2010 - 19.57

Tanto per farti un esempio pagheremmo meno tasse!

stephan84 giovedì 18 marzo 2010 - 9.48

Su questo posso essere daccordo con Gol. e accade perche il diritto della chiesa è stato storicamente distinto da quello degli stati...una revisione del sistema (ma mi pare che le dichiarazioni vadano in questo senso) va fatta. :-)

goleada22 mercoledì 17 marzo 2010 - 19.03

stephan84 vorrei ricordarti che poco meno di un anno fa, in un'assemblea clericale penitenziaria...molti esponenti alti del clero intervistati dalle iene affermarono che colui che viene abusato da preti nn deve rivolgersi presso autorità legali, ma che tutto dovesse essere risolto e valutato all'interno della chiesa.
lo stesso penitenziere disse usando le epistole di paolo: che se un prete falla venga preso a parte e corretto.
se nn è questo un atteggiamento mafioso, sicuramente è un atteggiamento che fa riflettere sul fatto che ogni clericale prima di sentirsi soggetto a leggi ed autorità civili si sente soggetto esclusivamente al papa..e al suo organigramma..

stephan84 mercoledì 17 marzo 2010 - 13.12

Questo sparare a zero sulla chiesa cercando ogni appiglio per delegittimarla non rende certo onore alla credibilità del sito. Nessuno dice che i preti sono santi e come uomini possono sbagliare ...da li a creare l'organizzazione mafiosa della chiesa ce ne passa.
Attaccare perfino il papa in questi tempi e ignobile..ma siete cosi sicuri che staremmo tutti meglio senza? E cmq la demagogia iniziale non aiuta certo ad affrontare argomenti come questo....per non parlare della storia del coniglio messa li a cazzo che non c'entra niente (e che non fa parte di nessun testo riconosciuto).

poshvenus martedì 16 marzo 2010 - 14.25

ne si parla sempre come se fosse una novità!

Only martedì 16 marzo 2010 - 11.44

Stanno venendo fuori cose che non avrei neanche lontanamente immaginato! Sospetto che affidarsi alla "fede" nell’esistenza di entità soprannaturali, prescindere della ragione, dal mondo naturale con le sue varie sfumature, possa determinare molto, troppo spesso alienazione e disumanità : almeno, questo sembrano dimostrare i fatti presenti e quelli storici (stermini delle guerre sante e aberrazioni medieovali tipiche della Santa Inquisizione)!

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