Sarkozy pronto al matrimonio gay. Tutta campagna elettorale?
In campagna elettorale tutto è lecito: si farebbe qualsiasi cosa per ottenere consensi e per muovere anche solo un voto. Ne sa qualcosa anche il cugino d'Oltralpe Nicholas Sarkozy che pur di rimanere all'Eliseo, si è detto pronto a giocare la carta dei matrimoni gay.
Monsieur Bruni si è innanzitutto dichiarato favorevole alle unioni tra cittadini dello stesso sesso (in Francia oggi ci sono i PACS) e si è guadagnato una spassosa copertina di Libération con titolo "Sarkozy tentato dal sì" accompagnato da una vignetta a ritrarre lo scambio delle fedi nuziali.
Subito è arrivata la smentita da parte del portavoce del governo che ha dichiarato: "Non è ancora stato deciso nulla, su queste questioni sociali si decide alla luce delle proprie più intime convinzioni. Il Presidente è stato sempre molto aperto sulla questione". Anche l'Ump, il partito cattolico che sostiene Sarkozy, ha dichiarato la più completa opposizione al tema definendolo "semplice propaganda elettorale".
Tutto finto quindi? Non proprio. L'intenzione del presidente francese sarebbe quella di permettere ai cittadini dello stesso sesso di regolarizzare le proprie unioni attraverso un matrimonio, celebrato in municipio, che garantirebbe "l'uguaglianza di diritto tributario, di eredità e di lascito", ma che non darebbe nessun diritto per quanto riguarda la possibilità delle coppie di avere figli o di adottarne.
I ben informati fanno notare come già durante la campagna del 2006 Sarkozy aveva lanciato una proposta simile che poi però non aveva avuto seguito. Che sia un vizio?

shakeitup martedì 17 gennaio 2012 - 11.48