Siamo condannati a essere fascisti
Shock Maturità 2010: Mussolini come Papa Wojtyla. I fantasmi del passato infestano l'Italia, e se ci guardiamo allo specchio ci vediamo ancora fascisti. Perché?
Tema:
Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader.
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. (Vivissimi e reiterati applausi — Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!) Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda; se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e prolungati applausi — Molte voci: Tutti con voi!).
(da Atti Parlamentari – Camera dei Deputati – Legislatura XXVII – 1a sessione – Discussioni – Tornata del 3 gennaio 1925 Dichiarazioni del Presidente del Consiglio)
Svolgimento:
Parlano i leader: parla Mussolini. Parla e seppellisce la democrazia con un accorato discorso. Tema: la morte di Giacomo Matteotti, antifascista sequestrato, pestato e ucciso da 5 membri della polizia politica del regime. Con un'orazione passata alla Storia (leggi il discorso completo QUI), Mussolini rivendica la responsabilità del gesto, e strappa la maschera alla dittatura. Uno stralcio di questo discorso è stato riportato, nel 2010, nella traccia della prima prova dell'esame di Maturità (il tema di italiano, insomma), come citazione da utilizzare per il titolo: il ruolo dei giovani nella storia e nelle politica. Insieme, parole di Aldo Moro, Palmiro Togliatti e Papa Giovanni Paolo II.
Giacomo Matteotti fu un politico socialista; è una di quelle figure imparate a memoria che sbiadiscono nella memoria scolastica insieme alle equazioni di secondo grado e all'aoristo greco. E' uno di quei personaggi che si ricordano solo perché sono morti ammazzati, e a cui è intitolata una via anche nel più miserrimo dei paeselli. Matteotti fu un antifascista: nel bel mezzo del delirio della folla entusiasta che letteralmente adorava il Duce negli anni '20, denunciò prima le violenze degli squadristi ("Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia", 1921 e "The fascisti exposed; a year of fascist domination", 1924), poi i brogli elettorali messi in atto dai fascisti nel '24. Proprio questa protesta gli è valsa un posto nella nostra memoria scolastica; la sua morte violenta invece gli ha regalato un angolo di Storia.
Nel giugno del '24 venne rapito, pestato e brutalmente ucciso da cinque membri della polizia politica fascista. Pochi mesi dopo, Mussolini invitava a non cercare farfalle sotto l'arco di Tito, e rivendicava ogni responsabilità riguardo al fatto, con un discorso destinato a diventare un tema di Maturità.
Il tema "con Mussolini" ha creato una forte polemica. Molti giornali hanno affermato che inserire in un esame parole tratte da questa orazione insanguinata è "revisionista", che non si dovrebbe citare Mussolini, che il tema così risulta "capzioso". Non sono d'accordo. Le parole insanguinate sono quelle che dovremmo ripetere più spesso, ora e sempre. E' pur vero che la frase del Duce risultava nella traccia isolata dal suo contesto: ma è una frase che, per il semplice fatto di essere stata pronunciata, ci obbliga a non dimenticarla mai più. Ergo: ripetiamola, diciamola ad alta voce, scriviamoci temi e facciamoci esami di Maturità. Negare l'esistenza di queste parole non ci aiuterà a farle sparire, ma solo a farle tornare in bocca a qualche disgraziato neofita.
Quello che trovo avvilente è invece il pensiero che sta alla base della scelta delle citazioni da inserire nella traccia. E' chiara infatti la volontà di presentare quattro diversi punti di vista sul tema "il ruolo dei giovani nella politica"; quattro diverse correnti di pensiero che hanno, nel bene e nel male, caratterizzato l'Italia per oltre un secolo. La sinistra, la Democrazia Cristiana, il potere religioso e la destra. Trovo significativo che, nel presentare ai ragazzi del 2010 un esempio di "destra", altro non sia emerso dal subcosciente culturale italiano che il fantasma del Duce. Forse il nostro Paese avrebbe bisogno di stendersi sul lettino e di dare un'occhiata critica al proprio Inconscio socio-politico. Forse l'Italia dovrebbe spendere due lire per una terapia di psico-analisi storica. Per esorcizzare i suoi spettri; perché quando si parla di destra si parla automaticamente di Mussolini: perché guardandoci allo specchio scorgiamo nel nostro riflesso il mostro del fascismo. Perché?
Togliatti, Moro, il Papa e Mussolini: che senso ha inserire un dittatore tra una schiera di figure che, con tutti i loro limiti, sono passate alla Storia con un'accezione neutra se non positiva? Nella scelta dei personaggi legati alle correnti politiche è forse insito un messaggio subliminale della sinistra, un'equazione draconiana "destra = fascismo"? Non credo. Ritengo piuttosto che si tratti di una banalizzazione, cosa forse ancora più pericolosa della manipolazione che alcuni hanno ravvisato nella scelta di disseppellire il discorso di Mussolini dalla tomba della memoria.
Perché quando un fantasma bussa alla porta non ha senso ignorare le sue parole. Forse è meglio chiedersi perché infesta la casa.
Conclusione:
Chi non conosce la Storia è condannato a ripeterla: l'Italia non conosce se stessa ed è condannata a essere fascista.
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora potete preparate la mia orazione funebre".
Giacomo Matteotti, 30 maggio 1924
Francesca Tognetti

littledany sabato 4 settembre 2010 - 14.08
Bell'articolo!
Fipo venerdì 25 giugno 2010 - 14.25
gredase giovedì 24 giugno 2010 - 14.21
Translator1968 giovedì 24 giugno 2010 - 14.18
Ha invaghito e sedotto gente di destra e di sinistra.
I fascismi sono tanti e molti sopravvivono, anche oggi.
Credo che un Buttiglione o un Casini che si dicono di "centro" anzi, ancor peggio, "moderati" e poi fondano l'ideologia del partito cattolico sull'ipocrisia e la discriminazione contro i gay siano fascisti.
L'elenco di gente come Schifani o Sacconi, Giovanardi o altre schifezze che passano il tempo a fare i clericofascisti è più lungo di quello di coloro, a destra, che riescono ancora a parlare di stato laico.
Ci sono i ribaltonisti e trasformisti: Capezzone, Adornato (5 cambi), e via dicendo.
Nella lega del fascismo c'è lo squadrismo, il gruppettismo, il machismo e spesso anche quell'aggressività verbale, quella volgarità stomacante e quell'ignoranza profonda travestita da cultura popolare che ha molto dei fasci e del littorio.
C'è moltissimo del fascismo a sinistra. Per esempio nel campo del linguaggio il "maanche" di Veltroni è molto fascista. Per anni ci ha spacciato il PD come cosa buona e giusta, progressista e di sinistra, laica e riformista. Poi in occasione di un consiglio comunale quando era sindaco di Roma, pur di non dover votare i registri delle coppie di fatto, scappò in umbria dai frati dicendo che aveva un convegno importante.
Ho preso l'esempio di sedicente antifascista. Chiaro che i vari cattocomunisti, ex democristiani e via dicendo sono ancora peggio.
Si ricorda ancora oggi le frasi di Rizzo contro i gay, i militanti che accusano bertinotti di pesnare più ai "culattoni che agli operai" Ferrero e i suoi consulenti con tale dottor Fagioli eminente rifondarol comunista psicologo con teorie riparative gay.
Siamo cirondati dal fascismo. E quelli che dicono di esserlo meno, lo sono di più.
peyote87MI giovedì 24 giugno 2010 - 13.40