Squadrismo 2.0: torna di moda la camicia nera
Gli italiani sono ancora in pareo, ma l'autunno-inverno prevede un revival imbarazzante. Berlusconi rilancia la camicia da squadrista: potenza del vintage, pericolo delle parole.
Uscendo da quel gradevole stato di incoscienza semi-comatosa che caratterizza le vacanze, durante le quali per quanto mi riguarda, un asteroide sarebbe potuto anche cadere su Montecitorio - ma mi dicono che, ahimé, non è caduto - mi sono ritrovata a leggere i giornali della scorsa settimana e a rendermi conto che ciò che pensavo fosse solo un'allucinazione da sole è un fredda realtà.
Come tutti avranno letto nella cronaca e negli editoriali dei giorni scorsi, il Pdl si prepara a costituire le "squadre della libertà", un gruppo scelto di militanti che avranno il compito di rafforzare il radicamento del partito sul territorio e, nel caso di elezioni, di garantire la sorveglianza sulla regolarità elettorale.
Il colore scelto per la "divisa" di questi novelli squadristi sarà l'azzurro, retaggio forzaitaliano ma anche, come ricorda Giovanni Belardelli sul Corriere della Sera, eco dei "Sempre Pronti", la "camicie azzurre" alleate delle più famose omonime nere.
Squadra, squadristi. Solo nomi. Cos'è un nome? Una rosa, anche se non la chiamiamo così, conserva il suo soave profumo.
Peccato però che certe parole puzzano. Di vecchio, di marcio, di sangue.
Parole, parole, parole. Molto si è già detto sull'inopportunità perfino imbarazzante di rievocare un termine come "squadre" all'interno di un governo già tacciato da diversi fronti di lacune democratiche. Certo, non si tratta di una trovata geniale. Ma certo, si tratta solo di parole. Ma le parole hanno un peso, una potenza, una maledizione. Ci sono parole che, come certi simboli, non devono essere dimenticate, altrimenti rischiano di reincarnarsi in nuove forme, magari più subdole e sottili.
Le parole ritornano, con un gusto che ha il sapore di vintage e con una superficialità che sa di revisionismo. Questo delle Squadre è solo l'ultimo di molti esempi italiani. Poche settimane fa sul sito di Fare Futuro, Fabio Granata propugnava la costruzione di una nuova forza politica intorno alla figura di Gianfranco Fini, facendo appello al valore della Memoria. Memoria con la "M" maiuscola è una parola che non troppi anni fa faceva letteralmente a pugni con le idee del MSI e di quella che oggi si è trasformata nella depurata corrente finiana. La memoria è diversa dalla Memoria; la prima appartiene a tutti, la seconda è di chi ha sofferto per mano dell'intolleranza, del razzismo e del disprezzo che hanno acceso le prime braci della fiamma tricolore. Le parole hanno un senso, hanno un potere. A volte, anche le consonanti.
Anche sulla sponda opposta non mancano gli anacronismi imbarazzanti. A una manifestazione milanese contro la legge bavaglio mi è capitato di veder innalzare, alte e rosse e imbecilli contro il cielo, bandiere recanti l'effigie di Lenin, Stalin e Mao con l'incredibile scritta di omaggio a "I nostri padri". Ancora vecchi simboli, ancora vecchie parole, ancora vecchi fantasmi.
Le parole hanno un potere incredibile: alcune sono pericolose come mine inesplose. Ignorarle è pericoloso, giocarci è un disastro. In Italia il potere delle vecchie parole è ancora forte perché la gente se ne riempie la bocca ignorandone il senso o strumentalizzandone il significato. In Italia vince la gerontocrazia dei simboli perché i vecchi fantasmi vivono ancora, più insidiosi che mai, qui trionfa la politica vintage, si celebrano come mode certi errori che andrebbero solo ricordati come moniti. E' il dramma di un paese irrimediabilmente vecchio, con la memoria - con la "m" minuscola" - dannatamente corte. Un paese che non sa nemmeno inventarsi un nome nuovo per una rabbia vecchia.
Una volta, nel pieno della mia fase pre-adolescente alternativo-pseudoriot-kollettiva-politicoide di ragazzina milanese, foderai la mia kameretta di poster e striscioni doverosamente arrabbiati e deliziosamente inconsapevoli. Mia madre, che appartiene a una generazione di arrabbiati consapevoli, entrando nella stanza e vedendo le immagini di Che Guevara, Bob Marley e compagnia bella sorrise e disse "tesoro, ma tu dormi negli anni '70. Questi sono i miti del mio tempo, non del tuo". Avevo 14 anni, e non mi sono mai sentita così vecchia.
Francesca Tognetti

Capricornus domenica 5 settembre 2010 - 15.13
Capricornus domenica 5 settembre 2010 - 14.53
littledany sabato 4 settembre 2010 - 13.58
Non rimaniamo indifferenti al degrado che ci circonda, occorre opporsi. Mettere l'Essere Umano al centro dell'interesse comune è l'obiettivo da perseguire, e (a prescindere da destra o sinistra) la politica italiana fa tutt'altro.
ixix sabato 4 settembre 2010 - 0.34
All'epoca mi lamentavo di quanto fosse squallido quella difesa inutile di gente che, se potesse, ci ucciderebbe con torture..credevo fosse colpa dell'editoria (sappiamo tutti chi è il padrone di endemol), ma da quando c'è stata la lotta per la legge bavaglio mi sto stupendo..preferisco leggere ultimamente molto di più gay.tv che i siti concorrenti che sono bloccati da vecchie logiche politiche..complimenti! :)
ricordo che l'informazione x noi gay è molto importante, sono sconvolto ancora di quando un mio amico gay ha votato Casini solo perché è bello...
Translator1968 martedì 31 agosto 2010 - 20.16
La margherita aveva come sigla "democrazia è libertà", ma anche i Cinesi dicono di essere democratici, e pure CHavez, oppure la DDR era democratica. Di libertà non se n'è vista mai però in questi posti.
La casa delle libertà è stata contro a qualunque libertà, la libertà, la laicità, la libertà di coscienza nel testamento biologico, fecondazione assistita, coppie di fatto, qualunque legislazione vedeva e ha visto la casa delle libertà contraria alla ... libertà!
recentemente il MInistro Sacconi, un pazzo omofobo clericale ha fondato una specie di banda di pazzoidi che vogliono curare gli omosessuali nelle cliniche psichiatriche e altre cosette del genere sulla base di quello che loro chiamano "antropologia positiva" (cioè gulag o lager per chi non rispetta i loro valori) e l'ha chiamata come? Laicità adulta!!!
Certo il nume tutelare, il Cardinale Scola e altri pazzoidi, dicono che ci vogliono LORO insegnare cos'è la VERA laicità. E scrivono pure libri. COme se un macellaio scrivesse un libro per gli animalisti, e un produttore di fucili da caccia, oppure cose del genere.
Ognuno si inventa l'uso della parola come crede: Quindi oggi arriveranno le squadracce degli schiavetti di Berlusconi e di CL che passano il tempo a trombare con gli uomini (e lo sappiamo che ce ne sono tanti) e fuori dal matrimonio, ma per carità, loro sono per i valori cristiani!!! Domani avremo altro. Niente meraviglia.
Cara Tognetti non parlo di gay.tv ma siamo sicuri che la cattiva qualità dell'informazione dipenda solo dal bavaglio e non dalla cattivissima qualità dei giornalisti?
nancyboy89 martedì 31 agosto 2010 - 18.07
elratonrubio martedì 31 agosto 2010 - 15.28
Pepy00 martedì 31 agosto 2010 - 14.46
gredase martedì 31 agosto 2010 - 12.41
Basco1982 martedì 31 agosto 2010 - 11.44
/nomina nuda tenemus
peyote87MI lunedì 30 agosto 2010 - 19.28