Uniti in nome di Maicol?

Scrive un lettore: “Diamine, c'era un gay/trans in quella casa, che non è certo casa mia o Sua direttore, ma una casa pubblica che registra in media 5 milioni di telespettatori, famiglie, potenziali elettori di un potenziale referendum, di potenziali elezioni, e per quanto Maicol Berti non rappresenti tutti i gay è pur sempre un esponente.”

di | Attualità

Salve,
spero apra questa mail e possa leggerla senza cestinarla a priori.
(...) Ciò che ho notato e letto, sperando che nulla mi sia sfuggito, è la quasi totale assenza sull'ormai ex-concorrente del Grande fratello Maicol Berti. Giustamente e concordando in parte con le scelte sue e dell'intera redazione non mi è piaciuta, però, la scarsa importanza che si è data a questo personaggio. (...) Quali diritti vogliamo ottenere? Diamine, c'era un gay/trans in quella casa, che non è certo casa mia o Sua direttore, ma una casa pubblica che registra in media 5 milioni di telespettatori, famiglie, potenziali elettori di un potenziale referendum, di potenziali elezioni, e per quanto Maicol Berti non rappresenti tutti i gay è pur sempre un esponente. Non ha affrontato magari nel migliore dei modi la tematica, la dura lotta che ci vede ormai da chissà quanti secoli impegnati, ma fa parte della nostra comunità. (…) Se ci pensa, nessuno di noi rappresenta l'intero popolo omosessuale. Io domani non rappresenterò lei, e lei non rappresenterà me. Nessuno di noi è l'incarnazione di nulla, eppure Io, eppure Lei, in quella scatola detta TV che tiene incollati milioni di persone abbiamo il potere di influenzare le masse. Ora se domani ci fosse un Referendum sui nostri diritti, stia certo che il signor Berti per quanto abbia o non abbia detto o fatto, ha in qualche modo influenzato il pubblico elettore. Se n’è parlato, con il sorriso, c'è chi ha ironizzato su quel “mezz’uomo”, chi ha riso, chi ha pianto, ma tutti in qualche modo ne hanno sentito parlare. (...) Ciò che mi aspettavo e mi aspetto da GAY.tv che delle volte sembra distaccarsi dalle direttive delle associazioni, è una maggiore unione! Se gli altri dividono, vi chiedo di unire. Non d'essere d'accordo, ma di tenere in considerazione. Vedendo l'eliminazione di Maicol, mi chiedevo, se avesse vinto? Sarebbe diventato il paladino dei gay? Una nuova Luxuria dei Famosi? uhm? Io non so dove si andrà a finire. Se l'Italia è pronta o non pronta per delle cose, io so di non essere eterno, per quanto giovane e fiducioso sia, ho voglia di innamorarmi di un uomo, di avere una bellissima bambina e preparare la cena per la mia famiglia. Non ho tempo da perdere e nemmeno lei, e allora diamine, diamo spazio alla voce gaya in tv, qualunque essa sia.

(Benito Dell'Aquila)

Mi dispiace dica ciò. Ci siamo occupati di Maicol da subito. Ospitando opinioni differenti sull’argomento. La invito a leggere in particolare due pezzi:
“Maicol non ci rappresenta”, articolo che segnalava l’opinione antagonista al concorrente del Grande Fratello da parte del direttore di Gay.it Alessio De Giorgi, con il quale sono abbastanza d’accordo. Al contempo però il nostro redattore Davide Bombini, in disaccordo con la mia opinione, chiese di poter difendere Maicol e scrisse un altrettanto stimolante pezzo: Essere omosessuali nel paese di Maicol

Un personaggio gay nel Grande Fratello aiuta la causa LGBT, anche se fosse, come è stato, Maicol? Io non credo. Bisogna fare i conti con la realtà. Il cinema italiano, e non solo, raffigura da almeno 50 anni gli omosessuali esattamente come Maicol, che è una macchietta. Una macchietta assolutamente non minacciosa, addirittura innocua: non credo infatti che “l’esempio” di Maicol possa produrre danni in termini massmediologici. Ma certamente non aiuta la causa LGBT nelle sue battaglie di legittimazione sociale. Vede, bisogna distinguere ciò che è giusto da ciò che è conveniente. Va da sé che ciò che è giusto, in coscienza nostra, deve avere la meglio su ciò che è conveniente, ma converrà con me che è doveroso distinguere i due piani. Provo a fare ordine.

Primo Piano
La difesa di Maicol di essere quel che è, la difesa della sua specificità di individuo unico e irripetibile è la cosa giusta, per sempre. Davanti a tutto e a tutti noi abbiamo il dovere di non perdere mai di vista che le nostre battaglie di pari dignità e diritti non possono contemplare eccezione alcuna: belli, brutti, femmine, maschi, checche, maschi, trans, froci, ricchioni eccetera. La battaglia è la difesa del singolo per quel che è. E solo nella difesa di quel singolo, salveremo tutti. E credo che questo sia finanche scontato.
 
Secondo Piano
Non crede che sarebbe stato più utile alla causa LGBT avere nel Grande Fratello un gay totalmente misurato e composto, possibilmente non effeminato, al posto di quella macchietta di Maicol? Di cosa stiamo parlando? L’onestà intellettuale che reciprocamente dovremmo portarci non lascia dubbi: un gay come Maicol non ha aiutato la causa LGBT.

Infine
Sulla questione della “unità dei gay” che lei indica, nella sua lettera ricca di spunti e provocazioni (grazie!), mi trova d’accordo. Ma è una sfida difficile, per il motivo di cui sopra al Primo Piano: lottare per le specificità di tutti e insieme cercare di farle andare d’accordo intorno ad obiettivi comuni è impresa quanto mai ardua. Persino lei, nella sua lettera, non si può dire abbia offerto spunti di unità. Crede davvero che potremmo tutti unirci in nome di Maicol? Io per esempio sono convinto sia giusto battersi per la piena equiparazione del diritto al matrimonio e all’adozione, ma non mi sposerò mai e provo un sincero dispiacere (senza ironia) per i gay che come lei vogliono riprodurre un modello di famiglia eterosessuale.
La strada è lunga, difficile, impervia e non v’è scorciatoia che possa facilitare questo viaggio. Si faccia coraggio e non rinunci mai a dire la propria. Saluti.

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  • Commenti

will74 giovedì 11 marzo 2010 - 12.16

Maicol è come è ed ha fatto ciò che ha fatto di propria iniziativa e senza avere certo il "mandato" di tutti i gay, neppure l'avessimo eletto noi, quindi se il suo essere discutibilmente "macchietta" ha giovato alla comunità tanto meglio (ne dubito molto, anzi..) ma così come è giusto difendere la sua individualità mi sembra anche corretto NON PORLO COME ESEMPIO dei gay in quanto non lo è e non può esserlo nessuno, sopratutto se si ha un atteggiamento che, ragionevolmente ed obiettivamente, può anche essere considerato eccessivo e un po' ridicolo. Già, bisognerebbe avere L'UMILTA' e la capacità di capire che se si vuole comunicare con gli altri, non bisogna parlare la propria lingua ma quella di chi ci ascolta. Invece siamo troppo ORGOGLIOSI di essere gay (non ne capirò mai il senso, è come essere orgoglioso di avere 5 dita per mano o i capelli neri) tanto da sbandierare atteggiamenti enfatizzati a volte anche di cattivo gusto. Per quanto la nostra società sia ancora acerba, vogliamo il rispetto degli altri ma non siamo disposti a rispettarli evitando ciò che può loro creare disagio. E se personaggi come Maicol creano disagio e vergogna a me figuriamoci agli etero...

smarc mercoledì 10 marzo 2010 - 18.21

I "froci" universalmente noti come "gay" ai tempi attuali sono fatti di una maggioranza alla quale Maicol si abbina perfettamente.
Non penso che un maschio omosessuale discreto e "non effemminato" lo rappresenti di più. Persone del genere, tante, sono praticamente invisibili alla società che proprio in virtù di questo mimetismo, fa finta di non vedere, non fa domande, non attende risposte.
La tolleranza sarà quando un Maicol sarà trattato nella sua forza e nelle sue fragilità come "persona".
Sono padre, ho avuto una moglie ho un compagno, sono maschile, insospettabile, non vedo la necessità di dichiararmi alle persone con le quali non l'abbia già fatto, ma secondo me Maicol mi rappresenta molto più di tanti attivisti della causa GLBT troppo discreti, troppo mimetizzati, troppo "fax-simil-etero" e, forse, più falsi di undi Maicol, che recitava il copione del GF.

Giuliano_Federico mercoledì 10 marzo 2010 - 16.48

elendil l'idea che su un media possano scrivere solo quelli che la pensano in un modo su un dato argomento e' un'impostazione berlusconiana. capisco che per te i media siano solo o neri o rossi, ma in realta' a noi piace essere di mille colori diversi, soprattutto quando si parla di opinioni. saluti.

impavido martedì 9 marzo 2010 - 13.01

Il paradosso e' che sono proprio i gay ad essere i peggiori nemici di se stessi.
Chi ha il diritto di classificare il gay? Un gay effemminato e' forse meno o piu' gay rispetto ad uno che rappresenta un modello piu' "etero"? Non sacrifichiamo nessuna identita' al fine di ricercare un qualsiasi tipo di accettazione dal mondo etero.
La realta' e' che il mondo gay raggruppa diverse tipologie di personalita' e comportamenti. Non avviene forse lo stesso nel mondo etero? Da una testata gay mi sarei aspettato piu' supporto senza cadere nella trappola del dover catagolare quale gay e' da supportare e quale no. Caro direttore....2 servizi su Maicol? Quanti ne avete fatti su Lady Gaga? Comunque mi sembra che solo il mondo politico venga a letto con noi ma ci rinneghi alla luce del sole. Nel mio vivere quotidiano non sento di vivere il mio essere gay come un'ostacolo.

elendil lunedì 8 marzo 2010 - 13.47

dico solo un nome per far capire quello che penso sull'argomento "gaytv-ipocrisia": Alessia Gargiullo.
(ora scatenerò nuovamente l'ira di Davide)
Per la cronaca: Giùgiù macchietta un cavolo. Il 40% dei gay è stato rappresentato in toto da Maicol. Inutile nascondersi dietro ad un dito.

Stralis lunedì 8 marzo 2010 - 13.24

quoto appieno il tuo ultimo post!

Only lunedì 8 marzo 2010 - 7.58

Ho conosciuto tanti di quei padri di famiglia, ragazzi machi con fidanzate e donna varie preoccupatissimi che non si sospettasse della loro virilità, preti, ecc,che alla luce del giorno erano eterosessuali “insospettabili" (termine che trovo pietosamente ridicolo) e poi a riparo da occhi indiscreti erano a cercare altri maschi che li soddisfacessero, da non potersi contare. La verità, a mio modesto parere, è che gira e rigira la storia è sempre quella: l'ipocrisia la fa da padrona assoluta! Queste persone sono le stesse che sovente ridono di coloro che hanno la disforia di genere; mi sa che le loro fila sono destinate a ingrossarsi.

Only lunedì 8 marzo 2010 - 7.48

P.S.
provate a chiede a tanti di quei bei maschioni virili di esporsi, semmai vi fosse qualche esponente lgbt tra loro, e vedete se vi riesce (nemmeno a Hollywood ci riuscirono coi divi più machi)! Maicol sta là perchè non so se altri gay avrebbero avuto il coraggio di andarci da dichiarati, a parer mio. Alla fine, come ringraziamento, lo si affoga pure nella merda (non escludo che ci sia anche un pizzico di invidia per il coraggio che ha avuto e che altri non avrebbero). In ogni caso, Maicol ha fatto bene a fare quello che ha fatto, perchè non l'ha fatto per voi, che non contate niente per lui, spero! L'ha fatto solo ed unicamente per sè stesso ! Ti amo Maicol!

Only lunedì 8 marzo 2010 - 7.36

Se è solo questo il tuo timore e quello di tanti gay che si considerano "normali", non temete pegaso. Infatti non mi stupirei affatto se tanti di quei maschi virili che lavorano in tv fossero gay o bisessuali ; l'unicoparticolare è che dubito che lo vengano a dire a te, a me o ad altri gay che tu ed altri definite "normali", ahahahahahahah!

pegasobianco lunedì 8 marzo 2010 - 0.15

Io non sono assolutamente d'accordo sulla partecipazione a tipi come Maicol ai reality quando solo tipi come Maicol vengono presentati in TV quasi a voler sempre dare conferma alla gente che i gay sono solo cosi.
diverso sarebbe se la TV , che grande ruolo gioca in un progresso anche sociale , alternasse oltre a macchiette come il soggetto in questione anche gay pressoche' normali e non visibili che si confondo con i comuni comportamenti umani senza eccessi o atteggiamenti distorti , allora , e solo allora tipi come Maicol potrebbero rappresentare un modo per far capire che i gay NON sono solo come Lui.

Only domenica 7 marzo 2010 - 21.06

errata corrige:
rinunciare alla propria=esercitare la propria;
alla partecipazione=di partecipare.

Only domenica 7 marzo 2010 - 21.02

Ciascuno vede quel che vuol vedere e se la visione è limitata, miope e il giudizio è pregiudizio, non credo che sia giusto per questi motivi impedire a persone come Maicol di rinunciare alla propria identità o alla partecipazione ad un reality! Facciamocene una ragione: chi campa di pregiudizi e pensa A TORTO che i gay siano tutti uguali, ma non mi pare giusto far pagare a una "vittima" dei pregiudizi le colpe dei "carnefici " razzisti!

Stralis domenica 7 marzo 2010 - 20.57

è assolutamente impossibile rappresentare milioni di persone con una! quindi Maicol non può rappresentare i gay, come non potrei io e non potresti tu. Esattamente come nessuno può rappresentare gli etero! Se uno vedendo Maicol e sapendo che io sono gay mi associa a lui è un povero coglione. dico solo: BASTA DEFICIENTI IN TV!

northern_gabber domenica 7 marzo 2010 - 20.48

Maicol rappresenta la superficialita fatta a persona, vogliamo essere rappresentati da un personaggio del genere? Ma perche mai? Se gia la gente pensa male dell omosessualita, vedendo un personaggio del genere non fa altro che avere delle conferme. Cerchiamo di evolverci per favore, le persone come Maicol non sono l omosessualita, son quello che gli etero voglion vedere per autoconfermare che loro gay non sono.

Only domenica 7 marzo 2010 - 20.43

Bene Stralis, cominciamo ad intenderci: "detesto tutti gli altri dentro la casa esattamente quanto lui!" è un'affermazione non discriminatoria nei confronti di una categoria specifica!

Stralis domenica 7 marzo 2010 - 20.31

Il problema di Maicol non è l'essere effemminato, è l'essere una persona banale! tutti in coro a gridare "voi volete fare gli etero lui invece è coraggioso perchè si comporta come si sente... gne gne gne" a mio parere ci spinge su quella figura! ma poi ognuno fa quel cazzo che vuole come è giusto che sia. A me da fastidio che (per quel poco che ho visto) è sempre dietro a piagnucolare e dire fesserie come una ragazzina di 12 anni, come detesto tutti gli altri dentro la casa esattamente quanto lui!

Only domenica 7 marzo 2010 - 20.29

P.S.
o forse proponi una sorta di "occultamento" dei visibili: copriamoli, nascondiamoli così non fanno far brutta figura ai gay "normali"?

Only domenica 7 marzo 2010 - 20.25

Va bene, i gay "normali" sono la maggioranza! Di quelli che consideri "anormali" che ne dobbiamo fare? Proponi una "rottamazione" o uno sterminio?

paolo-veneto domenica 7 marzo 2010 - 19.11

MAICOL NON HA AIUTATO I GLBT.....E' ORA DI FINIRLA CHE LA RAI O MEDIASET PROPONGANO PERSONAGGI COME MAICOL, JONATAN, CARLO CAPPONI ETC. CON TUTTO IL RISPETTO PER LORO, MA LA MAGGIOR PARTE DI GAY NON E' COSI'....!!!!!!!!!!!! I GAY "NORMALI " SONO LA MAGGIORANZA !

olleg domenica 7 marzo 2010 - 18.23

come quasi sempre la penso come giuliano.

Only domenica 7 marzo 2010 - 14.04

Se una persona è definita “macchietta” per la sua disforia di genere, a mio parere, la definizione è razzista! Se si fa riferimento all’ambito valoriale di questa persona a prescindere dal suo orientamento sessuale o dalla sua eventuale disforia di genere, allora il discorso cambia e la connotazione razzista non è detto che ci sia, dato che ogni individuo può essere portatore di valori condivisibili o meno da parte di terzi a prescindere dal suo orientamento sessuale, dalla sua disforia di genere e dal suo sesso biologico! Le osservazioni dei miei due precedenti commenti riguardano la critica di terzi, in particolare di gay non visibili, nei confronti di persone che hanno la disforia di genere. Che Maicol sia isterico o meno, buono o cattivo, eccetera eccetera è un discorso a parte, come ha efficacemente osservato valit; infatti, a questo punto, perché criticare Maicol più della persona x, y o z? Lo si fa perché si ritiene che non rappresenti efficacemente la categoria lgbt? Maicol non ha mai chiesto di rappresentarla, egli ne è parte di diritto, a mio modesto avviso, ma per questo non credo che debba essere “messo in croce” per suoi difetti privati più di altri che ne hanno in egual quantità solo perché esponente della categoria lgbt.

Translator1968 domenica 7 marzo 2010 - 13.57

Sono d'accordo con Giuliano però Maicol potrebbe essere utile in un senso: se tutti e dico tutti avessero il coraggio di dichiararsi in famiglia, in università, al lavoro e con gli amici, proprio per SMENTIRE LO STEREOTIPO di Maicol, sarebbe servita a qualcosa anche la presenza di un elemento del genere. Io l'ho fatto, lo faccio e lo farò: viene il prete a benedire? Glielo sbatto in faccio in modo violento. Sono in vacanza: e lo dico presento il mio compagno come mio marito e li fisso negli occhi. Sono al lavoro? Perdo un cliente piuttosto, ma non faccio compromessi. Solo così si raggiungono risultati, non certo rappresentando l'omosessualità con una macchietta televisiva.

FormicaBianca domenica 7 marzo 2010 - 12.42

Condivido pienamente tutto quello scritto nella lettera...
Chi la pensa al contrario è solo perchè è il primo a discriminarsi e a voler fare (di solito solo nella sua mente) tutto quello che di più "etero" c'è per far vedere agli altri che non è come gli altri gay...

Stralis domenica 7 marzo 2010 - 11.56

io quoto in pieno Surfista38 ( però ammetto anche di non aver mai visto una puntata del GF se non qualche schifo video su youtube)

FlimFlam domenica 7 marzo 2010 - 11.55

la missiva assume come ipotesi l'esistenza di una linea editoriale per questa testata (nel senso di quelle che i lettori battono nel muro leggendo) "giornalistica". Ipotesi evidentemente falsa.

valit domenica 7 marzo 2010 - 11.49

Secondo me è necessario distinguere fra ruoli pubblici e vita privata. È forse naturale interrogarci in profondità su chi ci rappresenta in ruoli pubblici o nella vita politica e, in tali frangenti, è forse accettabile sottoporre queste persone allo scrutinio pubblico e ad una critica più severa di quella che riserviamo ai nostri vicini di casa. Ma l'Italia, grazie al contributo di chi la gestisce, è tristemente colpevole di non avere imparato a distinguere fra politica e televisione. Maicol non si è presentato ad un'elezione politica o candidato per ricoprire una carica pubblica. Ha semplicemente partecipato ad un gioco televisivo -- neanche uno che si distingua per i suoi alti contenuti culturali.

Che diritto ritenete che abbiamo noi, come pubblici cittadini, di esigere da lui una tenuta irreprensibile? Che obbligo ha lui di rappresentare convenientemente una delle categorie di persone di cui, per quella che è la sua personalità, si trova a far parte?

Non perdiamo di vista la libertà di Maicol di essere tutto quello che è e che vuole essere senza doversi sentire responsabile di portare sulle sue spalle il fardello del fallimento della politica italiana nel tutelare un'intera fascia della popolazione.

Non vi sentite rappresentati da Maicol? Pazienza. Quel ragazzo non è in obbligo di rappresentarvi.

kelek domenica 7 marzo 2010 - 11.16

Porca ladra ho letto la risposta adesso che ti hanno dato Giulio. E' penosa. Propone modelli come i piu retrogradi moralisti cattolici. Secondo lui le persone come Maicol sono di serie B e come tali...chissà...in passato abbiamo già visto cosa ne facevano delle persone di serie B..BLAHHHH! e scrive in un sito GAY!

kelek domenica 7 marzo 2010 - 11.08

Giuliano, mi hai convinto! Complimenti per la lettera, si vede che sei una persona intelligente. Purtroppo bisogna avere forza per ragionare come te e la gente spesso si muove a gruppi come le pecore, difficilmente ragiona con la propria testa.

Surfista38 domenica 7 marzo 2010 - 9.20

Questa è la forma di eterofobia al contrario più subdola che ci possa essere e non credo che l'autore della lettera se ne renda conto. Gioire della presenza di una pazza instabile in un reality, solo perchè gay, è davvero inquietante. Se veramente la discriminazione si basasse sull'orientamento sessuale e non sulla persona, non sono per niente orgoglioso di vedermi rappresentato da quella squinternata. Se dovessimo giudicare (come sarebbe giusto) Maicol non sulla base della sua omosessualità, ma semplicemente dalla persona, non posso fare a meno di vedere una scema,aculturata, isterica e paranoica. Nessuno me ne voglia, ma io le persone le giudico per quel che sono e non dalle preferenze sessuali. E questo, mi si consenta, non vale solo per gli etero.

Only domenica 7 marzo 2010 - 4.51

P.S.
La gente (una parte) ha visto Maicol. Magari, ne avranno anche riso, ma poi credo che, passo dopo passo, alcuni, i più sensibili almeno, hanno visto la sua umanità e hanno capito che, magari, non era così giusto ridere di una persona che come tutte ha sentimenti e bisogno d’affetto …! Poi ci sono anche gli spettatori “irriducibili”, coloro i quali non credo che capiranno mai e dai quali provengono e proverranno solo parole razziste …, ma quella è un’altra storia! E’ bastato un po’ di coraggio per iniziare a far breccia nella tipologia di pregiudizio in questione …! Non so se il GF avesse intenzione di contribuire a rompere questo tabù, ma in ogni caso l’ha fatto e ringrazio davvero tantissimo questa trasmissione per il contributo volontario (spero, anzi sono portato a credere che sia così) o involontario che ha fornito alla lotta per i diritti delle persone lgbt! ^_^

Only domenica 7 marzo 2010 - 3.56

Io sono molto grato al reality GF per aver dato spazio a una persona visibile, che tanti definiscono una “macchietta” – termine che, a meno che non sia usato per definire un clown o una persona che fa la “macchietta” per lavoro o divertimento, trovo assolutamente discriminatorio al pari di “checca”, “frocio”, “ricchione”, “finocchio”, “culattone” e chi più ne ha più ne metta – ! Infatti, credo che i tabù da superare siano due: omosessualità (tema affrontato dalla società); disforia di genere (sentirsi appartenenti a un sesso diverso da quello biologico). Il tema della disforia di genere non mi pare che sia mai sostanzialmente entrato nel dibattito sociale, se non a sprazzi! Credo che il percorso che mi interessa davvero sia ancora tutto da compiersi, dato che quella che io definisco “evoluzione civile” , si avrà solo quando anche questo secondo tema sarà affrontato! Paradossalmente , mi pare di assistere da parte di alcuni gay alla discriminazione di coloro che hanno la “disforia di genere” ; considerando il fatto che ai gay da parte della società è stato riservato un analogo trattamento razzista, non mi rimane che constatare che l’aver subito sulla propria pelle questo tipo di discriminazione, non sia servito a far capire a questi tanti, troppi gay non visibili, quanto esso sia ingiusto e quanto sia sbagliato reiterare un analogo comportamento con le persone che hanno “la disforia di genere”. Personalmente, io lotto anche per i diritti di queste ultime persone e non potrò mai (e ribadisco MAI) condividere la lotta per l’integrazione sociale con gay che invece discriminano o non appoggiano i diritti di queste persone !

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