Vogliamo un presidente come Barack Obama!

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama manda un messaggio di forza e speranza alla comunità lgbt internazionale affiancato da Stuart Milk. Speriamo che i nostri parlamentari prendano nota.

di | Attualità

Il mese di giugno è il mese del Gay Pride, in Italia, come in altri Stati. Quest'anno per il nostro paese è un anno importante dopo 11 anni torna nella nostra capitale l'Europride, redendoci portavoce e protagonisti della comunità lgbt europea. Purtroppo viviamo in un territorio ostile e in cui l'omofobia invece di esser condannata pubblicamente, viene tacitamente lasciata correre per le nostre strade. A una settimana dalla manifestazione arrivano però in appoggio e supporto della nostra comunità due messaggi molto importanti, che devono dare al popolo lgbt italiano la forza di essere finalmente unito e orgoglioso, e ai nostri rappresentanti politici spunti di riflessione.

 

Il primo a schierarsi a favore della comunità lgbt internazionale è stato Barack Obama: "La storia della comunità LGBT americana è la storia dei nostri padri e figli, madri e figlie, amici e vicini che persegue il compito di rendere il nostro paese una Unione perfetta. E' la storia dello sforzo di realizzare la grande promessa americana per cui tutti possano vivere con dignità e secondo giustizia sotto la legge." Con questo messaggio Obama ha voluto commemorare "gli individui coraggiosi che hanno combattuto per ottenere questa promessa". In questa occasione il Presidente americano ha ribadito la propria dedizione per la "Ricerca degli uguali diritti per tutti, a prescindere dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere."

 

Leggi - Obama a favore del matrimonio gay

 

L'Amministrazione Obama, il Presidente ricorda, è quella che ha ottenuto: "l'eliminazione del Don't ask don't tell, la lotta alla discriminazione nei programmi di federal housing ed in favore del diritto, per gli americani LGBT, di far visita ai propri cari in ospedale". E aggiunge: "Ho continuato a nominare individui apertamente LGBT a cariche importanti nella politica e nei tribunali e ho imposto la non discrimination policy". Obama proseguo ribadendo: "Siamo convinti che i diritti LGBT siano diritti umani"  e l'amministrazione del Presidente USA è "a fianco di coloro che in tutto il mondo si fanno difensori dell'uguaglianza contro leggi perniciose che hanno ad oggetto le persone LGBT e contro i tentativi faziosi di escludere le organizzazioni LGBT da una piena partecipazione al sistema internazionale.".

 

Leggi - Stop al Don't Ask Don't Tell

 

"Nessuno dovrebbe essere oggetto di violenza a causa della propria natura o di chi ama" prosegue Obama, forte anche del Matthew Shepard Act, altro suo encomiabile risultato per eliminare la violenza contro gli individui LGBT. Il discorso di Obama si conclude ricordando che questo mese appena iniziato segna il trentesimo anniversario dell'emergenza HIV / AIDS. Questa devastante piaga con "un profondo impatto sulla comunità LGBT" richiede, secondo l'inquilino della Casa Bianca "una strategia che si concentri su approcci scientifici per far diminuire le nuove infezioni HIV nelle comunità ad alto rischio, implementando le cure per le persone sieropositive, riducendo le disparità".
E il discorso del Presidente chiosa con un vero e proprio messaggio di speranza: "Gli obiettivi raggiunti nell'avanzamento dei diritti degli Americani LGBT ci ricordano che la storia è dalla nostra parte, che ogni generazione ha portato la nostra Nazione più vicina al compimento della promessa dell'uguaglianza. In virtù della costituzione e delle leggi degli Stati Uniti, mi rivolgo ai cittadini affinchè sradichino il pregiudizio ovunque esso esista e affinchè celebrino la grande diversità del popolo".

 

Leggi - Stuart Milk: abbiamo bisogno di eroi gay

 

Parole forti a cui si aggiungono quelle di un altro paladino lgbt, Stuart Milk, che abbiamo avuto l'onore di conoscere il mese scorso durante il suo tour in Italia. Stuart e la sua fondazione hanno parlato alla comunità italiana: "E' importante che tutte le persone LGBT che parteciperanno a Roma all'Europride sappiano di non essere sole nelle loro battaglie per l'uguaglianza legale e sociale. La sfida per l'uguaglianza è globale, così come l'odio e l'omofobia non rispettano i confini o la divisione dei continenti. Questo lavoro, importante e vitale, può ottenere successi solamente se lavoriamo collaborando insieme facendoci forza gli uni gli altri per il pieno rispetto e la dignità delle persone LGBT ovunque. Come il Leader americano dei Democratici Nancy Pelosi ha sostenuto la settimana scorsa: "Harvey Milk ha cambiato il corso della storia; ora creiamo un futuro nel quale la Comunità LGBT ed ogni individuo possano raggiungere una piena uguaglianza".

 

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Un vero esempio di democrazia, di sguardo verso il futuro, di speranza. Tre punti di cui l'Italia ha bisogno per risollevarsi e ritrovare la forza per combattere davvero le sue battaglie sociali. Se i nostri governi, di destra o di sinistra, non troveranno il coraggio di fare proprie queste istanze, allora dovrà essere il popolo lgbt dal basso a lavorare affinché tutto cambi e gli unici a restare arretrati siano proprio gli inquilini del nostro Parlamento. A quel punto le istituzioni dovranno arrendersi.

 

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  • Commenti

cooler venerdì 10 giugno 2011 - 16.28

@ Translator... sono d'accordo sul fatto che il cittadino è meglio rispettato e tutelato quando le norme discriminatorie vengono non solo disapplicate ma anche cancellate. La presenza, anche meramente simbolica, di leggi discriminatorie offende comunque la dignità... e in certi casi può rappresentare anche un pericolo per le libertà acquisite. Nel caso specifico delle leggi anti-sodomia presenti in alcuni Stati USA, però, non si può non tener conto del fatto che esse vengono disapplicate per ordine (non per consiglio suggerimento o invito ma per ordine) della Corte Suprema americana nella sua funzione di Corte Costituzionale quindi nella sua funzione di Corte "giudice delle leggi". Anche se qualcuno, accecato da furore omofobico, provasse ad applicarle qualsiasi giudice incaricato di valutare la questione sarebbe vincolato dall'ordine della Corte Suprema in quanto i giudizi di costituzionalità della massima Corte degli Stati Uniti sono per loro stessa definizione "binding" -cioè vincolanti- sulle corti inferiori.

Translator1968 giovedì 9 giugno 2011 - 21.39

Cooler sei una persona sensata e competente. Purtroppo però il problema è che con i principi costituzionali non si campa tutti i giorni. Esempio? Pronto e servito: la Costituzione italiana parla di uguaglianza dei cittadini esplicitamente della donna visto che parla di differenza di sesso. Eppure è solo nel 1970 che la donna nel codice di famiglia è stata parificata. Prima era la serva sottomessa del marito cui doveva obbedienza non avendo neanche il diritto di uscire teoricamente di casa per una notte senza il consenso del marito. Il diritto d'onore? Condonato al maschio! Per legge! Il principio era costituzionale. Ma in realtà era come sempre di facciata. Contraddetto da moltissime leggi. Inapplicato, in una parola. Certo che se uno mi nega il mutuo perché coppia gay (mi è successo 13 anni fa) io posso fare causa e vincerla. Perdo la casa sto in tribunale 8 anni ( a MIlano ormai 10) Ma DEVO fare causa sperando in una interpretazione estensiva di principi fumosi scritti da cattolici e comunisti in una costituzione ideologica. Pagando un avvocato migliaia di euro. Ultimamente c'è stata una una sentenza molto importante che ha condannato una studentessa 18 enne all'epoca dei fatti 17enne che ha aggredito una ragazza di famiglia di origine tunisina fisicamente e moralmente dicendole che era un'araba di merda. L'avvocato della 17enne sosteneva che questa era l'opinione politica della destra cui la ragazza apparteneva. Ha vinta la ragazza molestata: per fortuna QUEL giudice ha dato ragione a chi pensa che la xenofobia NON è libertà di opinione. Ma uno non può passare gli anni in tribunale per avere diritti. Solo il MATRIMONIO ti garantisce la non discriminazione, solo una legge precisa ti dà diritti, il resto è solo qualcosa di teorico un esercizio retorico di buon utopismo. Le leggi contro la sodomia sono applicate in questi stati. E ancora oggi.

cooler lunedì 6 giugno 2011 - 23.31

Translator... le leggi contro la sodomia ci sono sì in quegli Stati, tuttavia essendo state dichiarate incostituzionali dalla Corte Suprema nazionale, non hanno più validità. Ai retrogradi importa mantenerle nei Codici per un fatto simbolico... ma esse non possono in alcun modo essere applicate. Per preciso ordine della massima Corte statunitense. Tieni anche presente che diversi Stati che hanno inserito nella propria Costituzione il divieto ai matrimoni gay consentono unioni civili con pari diritti... in Nevada per esempio la Costituzione limita il matrimonio alle coppie uomo-donna ma le coppie gay, in quanto coppie di fatto, possono accedere a una unione registrata (chiamata domestic partnership) che garantisce stessi vantaggi legali a carattere statale rispetto al matrimonio, adozione di bambini inclusa. All'unione registrata con pari vantaggi legali possono accedere anche le coppie di fatto uomo-donna. Ho citato il Nevada ma la stessa cosa vale per la California, l'Oregon, ecc. La situazione americana è molto meno triste e arretrata di quanto a volte si pensa. Concordo sul fatto che uguaglianza vera = inclusione nel matrimonio, nelle leggi sull'adozione e sulla fecondazione.

Translator1968 lunedì 6 giugno 2011 - 22.43

A me risultano ancora presenti leggi contro la Sodomia in vari Stati e molte leggi direttamente contro le coppie gay o che danno la possibilità di licenziare i gay in istituzioni non solo religiose ma anche delle singole amministrazioni..
In altri è vietato per costituzione il matrimonio gay e anche le unioni gay o qualunque diritto gay che cozzi con quello degli eredi.
Per il resto che Obama sia meglio di Bersani o Vendola non ci vuole un genio ad ammetterlo. Per quanto mi riguarda le leggi antidiscriminazioni lasciano il tempo che trovano perché secondo me l'unica parità possibile è il matrimonio gay, tutto il resto è come dire "non molestate gli animali".

cooler lunedì 6 giugno 2011 - 21.06

Translator... Non proprio. A Obama e alla sua maggioranza dobbiamo non solo dei provvedimenti a favore dei gay che sono dipendenti federali o soldati ma anche la legge nazionale contro omofobia e transfobia; a Obama e alla sua maggioranza dobbiamo anche i matrimoni omosex di Washington (le leggi della capitale possono essere bloccate da Congresso e Presidente, se alla Casa Bianca fosse stato eletto McCain non avremmo visto nessunissimo matrimonio gay a Wasington). Riguardo all'emendamento... Guarda... Affinché venga inserito un emendamento alla Costituzione americana non basta un Presidente favorevole al progetto e nemmeno una eventuale maggioranza al Congresso favorevole al progetto: entrambi i rami del Congresso devono dare il loro ok con una maggioranza qualificata di due terzi, e -successivamente- devono dare il loro ok almeno tre quarti degli Stati che compongono la federazione USA (quindi 37 Stati su 50). L'approvazione di un emendamento anti-matrimoni gay alla Costituzione USA.. emendamento che, ricordiamolo, sarebbe aggiuntivo a quelli presenti in numerose Costituzioni statali... non mi sembra uno scenario molto probabile... in nessun caso. Mi riesce assai difficile pensare che i politici dell'Oregon, del Nevada o della Florida e di un'altra trentina di altri Stati muoiano tutti dalla voglia di impedire al Connecticut di sposare coppie dello stesso sesso. PS: le leggi contro la sodomia sono tutte decadute grazie alla famosa sentenza del 2003 sulla sodomia emessa dalla Corte Suprema USA. Alcuni politici retrogradi vogliono che esse restino scritte nei vari Codici Penali, ma essendo state dichiarate incostituzionali non hanno validità.

Translator1968 lunedì 6 giugno 2011 - 19.13

Cooler per il lavoro che faccio sono spesso negli USA e conosco la situazione. Una legge contro le discriminazioni dei pubblici dipendenti è il minimo che ci si potesse attendere e anche quella sull'esercito ha fatto molta fatica a passare e non è che il cittadino medio sia un dipendente pubblico o un soldato. Parliamo della massa delle coppie gay. Essi possono sperare di sposarsi solo in alcuni Stati dell'Unione. In altri non solo il matrimonio gay è vietato, ma sussistono leggi sulla sodomia che sono contro i principi costituzionali di uguaglianza e discriminano direttamente le coppie gay quando non ne provocano l'arresto o la migrazione coatta.
Ma c'è di più. Il progetto della destra religiosa mira da tempo a mettere nella Costituzione Americana il principio di non riconoscere il matrimonio gay come parità dei diritti, lasciando agli Stati la libertà di farlo, se non a fissare il matrimonio come solo eterosessuale. In questo modo molti Stati stanno mettendo in Costituzione loro il divieto del matrimonio gay. E questo è molto pesante. Se passerà il principio, a livello federale, addio matrimoni gay.
Ricordati: è vero che i matrimoni sono regolati dai singoli Stati dell'Unione ma ovviamente c'è un quadro comune altrimenti uno si sposerebbe in ogni Stato una donna diversa!!
Ci si aspettava che Obama fissasse il principio che i matrimoni - etero o gay - DEVONO essere riconosciuti da tutti gli Stati dell'Unione e invece non arriverà mai questa cosa, anzi arriverà il contrario esatto.
Un disastro vista la supermaggioranza di Obama. Una delusione perché è una occasione che non tornerà probabilmente mai più.
Per quanto riguarda Vendola al momento il suo partito non prevede un solo diritto per le coppie gay, sono solo le solite parole vuote retoriche di retaggio cattocomunista che fanno il pari con quelle di Berlusconi quando parla di "riforme".

cooler domenica 5 giugno 2011 - 12.44

@ Translator... su Obama sbagli. Hai completamente ragione su Vendola e il resto del centrosinistra italiano... a cui fanno eccezione gli esponenti pro-uguaglianza eletti in quanto sindaci a Milano Napoli e Bologna. Ma su Obama no. Obama ha sostenuto e firmato la legge nazionale americana contro i crimini d'odio omofobico e transfobico, ha sostenuto e firmato la legge di abolizione del Dadt e si è rifiutato di difendere in sede legale il Doma cioè la legge nazionale americana che vincola il governo USA a riconoscere e tutelare in quanto matrimoni solo le nozze uomo-donna in quanto la ritiene discriminatoria, incostituzionale. Rendere legali i matrimoni tra gay non rientra fra le competenze di Obama (e nemmeno del Congresso, che fino a qualche mese fa era tutto in mano ai democratici di Obama)... è un qualcosa che spetta ai singoli Stati che compongono gli USA e eventualmente alla Corte Suprema USA. Conta anche che Obama ha una posizione nettissima a favore di convivenze registrate con pari diritti e a favore della genitorialità, adottiva e non, delle coppie omosex (non solo dei singles come Vendola) e conta anche che in questi mesi ha segnalato che la sua posizione personale sui matrimoni tra gay sta "evolvendo".

Translator1968 domenica 5 giugno 2011 - 11.00

Ancora con questa cosa? Nominare qalche gay nelle commissioni non è garantire la parità dei diritti gay. Obama come Vendola sono contrari alla parità dei diritti dei gay in quanto la loro religione glielo vieta. Obama aveva la maggioranza super per concedere i matrimoni gay e pari diritti. In tre anni non ha fatto niente e fra un anno emezzo ci saranno le elezioni e se perderà la Palin vieterà i matrimoni gay per costituzione e sapremo chi ringraziare. Obama con il naso lungo. Impariamo tutti quanti a non far sconti a nessuno: i politici vengono ci fanno bei discorsi sull'uguaglianza come Vendola, sulle non discriminazioni come Vendola e poi sono contrari di fatto ai matrimoni gay e ai diritti gay come VEndola. E i vari siti gay ci spacciano questi politici per gay friendly da venti anni perché vengono con le bandierine ai gay pride a parlare di uguaglianza. Lo dirò fino alla morte VENDOLA e OBAMA sono CONTRO la parità dei diritti gay, SONO CONTRO.

Lux_ domenica 5 giugno 2011 - 3.36

purtroppo in italia persone ke la pensano cm obama vengono ignorate e screditate..c'è ancora trp bigottismo..stiamo davvero indietro rispetto a paesi cm l'america..ke tristezza! -.-

FromSunToFool sabato 4 giugno 2011 - 20.37

Sarebbe un sogno se anche in Italia fosse così , ma credo che avverrà mai c'è ancora troppa ignoranza...

peyote87MI sabato 4 giugno 2011 - 13.19

scordiamocelo.

Only sabato 4 giugno 2011 - 12.20

"La storia della comunità LGBT americana è la storia dei nostri padri e figli, madri e figlie, amici e vicini che persegue il compito di rendere il nostro paese una Unione perfetta. E' la storia dello sforzo di realizzare la grande promessa americana per cui tutti possano vivere con dignità e secondo giustizia sotto la legge." ----> Che grande uomo! Avessimo noi qualche personalità politica del genere al posto di certe figure immancabilmente onnipresenti, il cui attaccamento alla poltrona è, a mio avviso, direttamente proporzionale alla loro incapacità! Grazie di esistere Presidente (con la p maiuscola) Obama!

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