Wichy Hassan, gay di destra su Libero: "Non siamo checche stupide. Pretendiamo diritti, subito"
Wichy Hassan, omosessuale di destra, attraverso le pagine di Libero si scaglia contro tutte le parti politiche per reclamare pari diritti per i gay: "E pretendo tutto ciò: lo voglio ora, subito".
Poche ore fa sul sito del quotidiano Libero (aiuto) è apparsa una lettera particolare: Wichy Hassan, designer 55enne che si definisce gay liberale spiega in 10 punti quello che prova da omosessuale di destra, professionista, con una relazione stabile e monogama che dura da 32 anni, riguardo all'atteggiamento dei politici nei confronti del mondo LGTB.
Premettendo di non essere un fan delle posizioni del quotidiano sulla questione omosessualità (lo definisce infatti un giornale "così decisamente beffardo e denigratorio rispetto alla questione") approfitta comunque dello spazio concessogli da Belpietro per esporre la propria posizione da gay liberale e quindi in parte affezionato al quotidiano in questione.
Riguardo alle notizie di ragazzini gay che si tolgono la vita perché vittime di bullismo, Hassan afferma: " Quando ero un ragazzino ho sofferto come una bestia ferita nello scoprirmi gay (...), Quello che sentivo attorno a me sui “froci” era terribile, un incubo ed io ero “quel mostro". (...) E troppi sono gli articoli che leggo del tipo: «Giovanissimo si uccide. Era diligente sensibile e introverso... non si capiscono le ragioni dell’insano gesto». Esistono ancora genitori che distratti fanno finta di non vedere".
Si scaglia contro la destra bigotta e ipocrita ostaggio della Chiesa e contro la sinistra vigliacca che anni fa ha fatto delle promesse e precise poi se l'è fatta sotto :" ". I gay quindi come un'enorme opportunità elettorale. Se i politici, dice, non ci tutelano perché ci credono almeno lo facciano per opportunismo: "Nuovi studi inglesi stimano oggi la popolazione gay attorno al 15%. Qualche politico sveglio lo chiamerebbe una miniera di voti, ma che nessuno in Italia sa prendere in considerazione".

Wichy Hassan con Franca Sozzani
Hassan solleva una serie di questioni fondamentali, argomentate in modo semplice, ma che non si sa per quale motivo suonano come lingua straniera alle orecchie di chi ci governa (e non solo). Estendere un diritto a tutti non significa limitare le libertà di nessuno: "Io mi chiedo perché voler negare a una minoranza quello che quasi tutti hanno? Che cosa leva loro?(...) La parola matrimonio si arricchirà ancor di più di valore". Perché i gay restano simpatici (quando va bene), fanno colore e è "cool" circondarsene ma "se parli di coppia, di famiglia è il panico, «ma che vogliono?» che pretendono? Insomma sono gay! «Non penseranno mica di fare famiglia?». Ma che cosa innaturale! Che schifo!»?
Sono tutte questioni che conosciamo benissimo. La comunità LGBT italiana è una polveriera: c'è chi minaccia outing di massa per fare pressione sulla classe politica, c'è chi si nasconde, chi si ghettizza e chi è fortunato e vive in pace la propria omosessualità. Ma vivere in pace non è sufficiente: vogliamo vedere tutelati i diritti delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone transessuali tanto quanto lo sono quelli degli etero, niente di più, niente di meno. "È tardi! E pretendo tutto ciò, lo voglio ora, subito, lo voglio per me e il mio compagno", conclude Hassan su Libero. Noi invece lo pretendiamo per tutte e tutti.
La lettera nella sua versione integrale la trovate qui.
Se oggi vi sentite particolarmente battaglieri, suggeriamo di dare un'occhiata ai commenti degli utenti di Libero e di partecipare alla discussione. Buon "divertimento".


max36 domenica 25 settembre 2011 - 20.49
max36 domenica 25 settembre 2011 - 20.43
Atrus venerdì 23 settembre 2011 - 12.30
nanah venerdì 23 settembre 2011 - 10.52
max36 giovedì 22 settembre 2011 - 22.59
dert86 giovedì 22 settembre 2011 - 19.33
peyote87MI giovedì 22 settembre 2011 - 19.27
pigandel giovedì 22 settembre 2011 - 19.07
chiediamoci seriamente se è quello che vogliamo, ora mi chiedo; andare sull'altare 2 uomini o 2 donne
non vi pare una gran pagliacciata e anche un offesa per la cultura cattolica??
possibile che non ci basti un matrimonio civile!!
è cosi importante salire sull'altare??
pensiamoci bene una coppia secondo mè va riconosciuta civilmente, non in chiesa.
Diritti abbiamo bisogno di quello essere riconosciuti a livello civile con tutti gli annessi e connessi.
Ma chi se ne frega della chiesa dell'abito bianco e pure li poi un torrone mai più finito, il bianco non è simbolo di purezza? ora cari frocetti e lesbicucce quanti di voi lo sono?
non vorremmo far casino pure su quello!!
matrimonio NO unione civile SI.
cominciamo a mettere i puntini sulle i facciamoci sentire su questo chissà che magari ci prendano in considerazione:-) ( anche se dubito fortemente )
non saremo mai una famiglia intesa come la conosciamo, non prendiamoci per i fondelli, possiamo però essere una coppia .
Poi figuriamoci viviamo in Italia, che da sempre è una monarchia assoluta, anche se un rè lo abbiamo esiliato, ne abbiamo da sempre un altro che vive oltretevere:-(
e finchè l'italia non diventerà una democrazia, tagliando il cordone ombelicale che ci lega al vaticano,
non avremo mai ne diritti ne libertà
Translator1968 giovedì 22 settembre 2011 - 16.37
E' un tessuto culturale clericofascista che si adegua benissimo alla dottrina morale della Chiesa cattolica tutta, anche quella bassa, ma che non ha per forza bisogno del sostegno della morale della chiesa per affermarsi, poiché anche chi non è credente nella destra italiana e nel centro (che Fini ci spaccia per la nuova destra europea) è altamente intollerante ai diritti gay.
Il PD discute da anni di vaghe unioni civili (i DIco non furono mai calendarizzati perché il Parlamento non li recepì in quanto Rosy Bindi li aveeva scritti sotto dettatura del Vaticano compiendo errori che li rendevano contrari al quadro normativo italiano e inapplicabili, oltre che peggiorativi), e probabilmente non riuscirà mai a raggiungere un compromesso serio, perché molti consigli comunali di centrosinistra (casi recenti in Toscana e Umbria) spesso votano contro le unioni civili.
Lo stesso Vendola è contrario ai matrimoni gay in quanto credente cattolico.
Ma sicuramente la cultura diffusa a sinistra comprende una forte componente che senza se e senza ma è favorevola al matrimonio gay. A destra non se ne vedono molti, è ridicolo questo intervento, patetico e ridicolo.