Consulta della Famiglia. Si ma quale?

di | Community

Paradossale che una delle associazioni che, facendo capo alle ACLI, non vuole all'interno della Consulta della Famiglia le Famiglie Arcobaleno e l'AGEDO, si chiami proprio Famiglie per l'accoglienza.

Accoglienza, già, una bellissima parola che, però, purtroppo, rimane tale solo sulla carta. E dire che “l'accoglienza” dovrebbe essere al centro del pensiero cristiano, alla base dello spirito che, chi si dice credente, dovrebbe indurre ogni uomo e ogni donna ad accettare il “diverso”, ad accogliere colei o colui che sta dall'altra parte, chi ha più bisogno di aiuto, chi è alla ricerca di diritti e serenità.

Forse è il caso di portare all'attenzione di chi è “fuori” dei movimenti GLBT qualche dato.

Prendiamo per esempio quelli messi a disposizione da Famiglie Arcobaleno, l'associazione di genitori e genitrici GLBT.

Le famiglie che aderiscono a Famiglie arcobaleno sono circa 300, uno studio portato avanti nel nostro paese, che risale al 2005 (quindi oggi sono molti di più), indica che sono 100 mila i bambini nati da genitori omosessuali. Ulteriori dati arriveranno, spero, dall'ultimo censimento.

AGEDO raccoglie invece genitori e genitrici di ragazze e ragazzi omosessuali. Sono, in gran parte, uomini e donne eterosessuali che lottano perché i propri figli e le proprie figlie non debbano subire le odiose discriminazioni che spingono, soprattutto in età adolescenziale, molti omosessuali a chiudersi, a sentirsi soli/e e, in casi più gravi, a tentare il suicidio.

Sono quindi due associazioni che rientrano, a tutti gli effetti, in un contesto legato alle famiglie.

In questo paese mancano le leggi in grado di tutelare tutti/e i/le cittadini/e. A subire le maggior discriminazioni di stato sono proprio i bambini e le bambine con famiglie omogenitoriali, bambini/e che esistono, nascono, crescono, vivono. Le famiglie omosessuali sono una realtà presente in tutto il territorio italiano, ma sono ben poche le associazioni cattoliche e i partiti politici disposti a guardare in faccia alla realtà. Si continua a discriminare, quindi, appellandosi alla “sacralità” della famiglia, senza pensare che ogni famiglia è sacra in quanto frutto dell'amore delle persone che ne fanno parte.

È davvero avvilente dover assistere a questo tentativo di allontanamento di esseri umani da parte di altri esseri umani, ancora più odioso in questo periodo che, per chi ci crede, dovrebbe essere momento di riunione e speranza. Invece assistiamo a un'assurda barricata voluta da associazioni che si dicono in grado di comprendere le realtà famigliari o di quelle che lottano “per la vita” dimenticando che “la vita” appartiene anche ai bambini e alle bambine di papà e mamme omosessuali. Incredibile, infine, la cecità ideologica con cui stanno agendo queste associazioni, dovrebbero essere le prime a dare il buon esempio, a parlare chiaramente di accoglienza per tutte e tutti i/le cittadine/i.

Come possono queste associazioni rappresentare le famiglie? Forse sarebbe il caso di mettere dei paletti, allora. Magari di fare associazioni che tutelino solo i diritti di quelle coppie sposate (in chiesa) con prole. Se non si vogliono tutelare le famiglie omogenitoriali come si possono tutelare i bambini di genitori divorziati? O single? O quelli che sono nati al di fuori del matrimonio? O quelli appartenenti ad altre religioni?

Insomma sembra che l'accoglienza vada bene per tutti coloro che non sono omosessuali.

Peccato perché, da sempre, Bologna si è ritagliata un'immagine di città tollerante e attenta ai problemi del sociale.

Invece, ancora una volta, la politica come il mondo legato a una certa idea di potere, sembra non essere al passo con la società e con il mutare dei costumi.

Credo che le dieci associazioni che stanno lottando per escludere le mamme e i papà di famiglia arcobaleno (e i loro bambini) e di AGEDO stiano facendo qualcosa di estremamente avverso all'idea cristiana di amore e accoglienza.

Credo anche che quella parte di società che crede nei diritti civili, nell'uguaglianza di tutti gli individui, nell'importanza del riconoscimento dell'amore non rimarrà in silenzio davanti a un evidente atteggiamento pieno di pregiudizio e odioso livore nei confronti di esseri umani che stanno semplicemente cercando il modo di tutelare i propri amori e i propri figli.

Marino Buzzi

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  • Commenti

david brutto carattere mercoledì 30 novembre 2011 - 11.11

avvilente è la parola giusta!...

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