Dialoghi sotto l'ombrellone
Perchè l'ignoranza non è mai in vacanza
Stamattina passeggiavo sulla spiaggia di Porto San Giorgio (FM), una ridente cittadina balneare delle Marche del sud meta molto apprezzata di famiglie con bambini. Camminavo sul bagnasciuga, intento a pensare all'imminente ritorno in ufficio, quando intercetto una conversazione fra una madre trentenne, probabilmente romana, dato l'accento, e suo figlio di circa 5 anni. La mamma si rivolgeva al pargolo con un tono misto di preoccupazione e rimprovero per un episodio avvenuto pochi istanti prima. Il bambino aveva commesso un reato tremendo, punibile con l'ergastolo: aveva spinto via una coetanea che lo stava abbracciando. "Hai paura delle bambine?" Chiede la madre al piccolo che non ha la minima idea dell'orrendo delitto commesso. "Quando una bambina ti abbraccia, anche tu la devi abbracciare e non cacciarla via." Insiste la madre. Il bambino risponde che voleva andare a fare il bagno da solo. E la madre, visibilmente in apprensione: "Tu mi fai preoccupare! Ma ti piaceva quella bambina? Non era carina?" Il bambino, sempre più interdetto, risponde esitante che sì, la bambina era carina ma che voleva andare a fare il bagno da solo. E la mamma ancora: "Tu mi fai preoccupare! La prossima volta abbracciala anche tu." E' solo una piccola perla di (mala)educazione di queste madri moderne che hanno così tanta paura di avere un figlio frocio da inculcare nelle testoline dei loro figli l'idea che abbracciare una bambina è un bene a prescindere ma che sopratutto non abbracciarla è un male assoluto anche se hai cinque anni e vuoi solo fare il bagno. Tornerò in ufficio un po' più triste ma anche un filino meno critico nei confronti dei miei genitori vecchio stampo che non mi hanno mai detto chi abbracciare e chi no.

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