Facebook e la censura preventiva: è libertà questa?
Facebook chiude migliaia di profili che possono dare fastidio al governo: anche quello di GAY.tv. senza spiegazione, senza comunicazione. Senza appello. Esiste un problema libertà in Italia?
Cerchiamo di rimanere coi piedi per terra. I fatti, innanzitutto. Ieri, la FanPage di GAY.t su Facebook è stata eliminata senza alcuna comunicazione o motivazione da parte di Facebook stesso. Assieme ad essa, i profili di 4 dei 5 amministratori della pagina di GAY.tv sono stati cancellati. Senza alcuna comunicazione o motivazione.
Proprio oggi, solo il tg3 parlava di come Facebook, per venire incontro al governo e alla proposta Maroni di limitare la libertà di espressione su internet, abbia chiuso migliaia di profili che "inneggiavano alla violenza" contro Berlusconi. E poichè è impossibile che siano delle persone a leggere migliaia di profili, si utilizza qualche software che rileva la presenza di parole incriminatrici. Potrebbero essere "Berlusconi" "sangue" o la sua foto e automaticamente il profilo viene cancellato. Senza motivazione verso l'utente.
Qui siamo ovviamente nel campo delle presupposizioni, visto che non una parola, non una motivazione viene data all'utente. e se tra migliaia di profili se ne decapitano qualche centinaio perfettamente innocenti, pazienza.
Questa è una riflessione amara su cosa è Facebook e quanto importante sia la libertà di espressione in questo paese. Una libertà da sempre mai completa, mai realizzata. E' libero chi canta nel coro, ma le voci fuori dal coro vengono spesso decapitate. Legalmente o meno. Vogliamo parlare di un sito eversivo? Che parla della libertà della persona, dei suoi affetti, di come immagina una società italiana profondamente diversa da quella fascista e bastarda in cui viviamo? Beh quel sito esiste e viene regolarmente attaccato da hackers mai scoperti dalla efficientissima polizia di stato che cercano di buttarlo giu quasi ogni mese. Questo sito è www.GAY.tv e non mi stupisce che per le sue idee venga regolarmente attaccato, diffamato e quando possibile, censurato da un ente profondamente antidemocratico come Facebook. E come capita a esso, puo' capitare a ognuno di noi, per le nostre idee, o foto, o quant'altro. E di fronte a questo siamo soli e impotenti.

ten188 giovedì 17 dicembre 2009 - 21.30
Alblack giovedì 17 dicembre 2009 - 18.11
FleurDeLys giovedì 17 dicembre 2009 - 14.58