I gay, moderni untori di HIV

Chiara Atzori, infettivologa presso l'ospedale Luigi Sacco di Milano, definisce i gay portatori di una cultura di morte: l'omosessualità accelera la diffusione di malattie come l'Hiv.

di | Community

Era il 2008 quando, dalle santissime frequenze di Radio Maria, la dottoressa Chiara Atzori, infettivologa presso l’ospedale Luigi Sacco di Milano e fra le organizzatrici del convegno, a Maggio 2010, di Nicolosi in Italia (ha curato e scritto la prefazione anche di diversi libri dello “psicologo” riparatore), lanciava il suo anatema contro i gay visti come moderni untori e portatori di una cultura di morte. La Atzori, con il candore che contraddistingue coloro che vivono nella chiesa per la chiesa dimenticando, a volte, il perché lo fanno, affermava che “La legislazione sulle coppie di fatto e sui diritti delle persone LGBT  ha effetti sanitari devastanti in termini di diffusione di malattie come l'Hiv. Lo dimostrerebbero i dati sanitari statunitensi e anglosassoni". Così come aveva già fatto un alto prelato affermando che molti medici e psicologi avevano sostenuto una relazione fra omosessualità e pedofilia, senza però mai fare i nomi degli esperti e senza portare dati a dimostrazione di quello che stava dicendo, anche la Atzori rimase molto vaga sul materiale che aveva a disposizione per confutare la sua strampalata ipotesi e venne immediatamente smentita da parecchi esperti oltre che pubblicamente sbugiardata dalla stampa.

 

Come ho già detto la Atzori è stata fra le principali sponsor di Nicolosi per permettergli di svolgere il suo convegno per creare psicologi riparatori sul nostro territorio, evento contestato con diverse iniziative e che ha visto anche una presa di distanza degli ordini degli psicologi italiani (www.noriparative.it). In questi giorni, rispondendo a una richiesta di Arcigay che aveva chiesto una presa di posizione dei medici lombardi sulle posizioni della Atzori, l'ordine dei Medici della Lombardia, ha dichiarato che la dottoressa non avrebbe, partecipando a quel convegno e sostenendo le tesi di Nicolosi, violato in alcun modo il codice deontologico, ma si sarebbe espressa "nell'ambito della libertà d'espressione costituzionalmente sancita, ha diritto di dissentire dalla teoria del gender e le sue opinioni non sono da considerare una indebita 'ingerenza' ed uno sconfinamento rispetto alle competenze di medico specialista in malattie infettive".

 

 

Ora dimenticate tutto ciò che avete letto sino ad ora. Mettetevi nei panni di una donna che deve affrontare l’esperienza traumatica di un aborto e sente, per radio, dire dal medico che dovrà occuparsi di lei che le donne che abortiscono sono delle assassine  e che andrebbero curate o rinchiuse (scusate l’esempio un po’ forte, era solo per far comprendere meglio ciò che voglio dire). Ora mettetevi nei panni di un omosessuale che ha scoperto di essere sieropositivo e che, suo malgrado, dovrà farsi seguire da una persona che ha affermato le stesse cose che ha detto la Atzori, che magari organizza convegni di uno psicologo omofobo contestato dalla maggior parte del mondo scientifico, che è una sostenitrice delle terapie riparative e che vede l’omosessualità come un male per la società. Voi sareste felici di farvi curare da una persona del genere?

 

Qui non è in dubbio la professionalità della dottoressa Atzori, sono sicuro che è un’ottima infettivologa ma non si può far finta di non sapere cosa pensa e professa sulle persone omosessuali. Un medico è, prima di tutto, un professionista che ha fatto un giuramento e che dovrebbe considerare tutti i suoi pazienti allo stesso modo. Io, personalmente, non mi farei mai curare da un medico che ha pregiudizi contro le persone omosessuali, contro le donne o contro le persone extracomunitarie. Allo stesso modo in cui non andrei mai da un medico che denuncia un clandestino. Perché, in quanto omosessuale, dovrei farmi seguire da un medico che considera la mia condizione come qualcosa di sbagliato o contro natura? Chi mi dice che una persona che ha profondi pregiudizi contro le persone omosessuali e che ha agganci con gente come Nicolosi o con i gruppi di fondamentalisti religiosi che lo sostengono non approfitti della debolezza di chi scopre di essere malato per spingerlo a sottoporsi a terapie riparative?

 

L’ordine dei medici della Lombardia dovrebbe prendere in considerazione questi elementi, la Atzori può pensare quello che vuole ma credo che il suo professarsi contro l’omosessualità, oltre a creare notizie allarmanti e false contro le persone omosessuali, possa creare anche uno stato di stress non indifferente in persone che già devono affrontare il problema dell’HIV. Ognuno è libero di pensare quello che vuole ma quando c’è di mezzo il benessere psicologico delle persone tutto il resto dovrebbe passare in secondo piano. Io continuo a farmi la stessa domanda: può, un medico che ha enormi pregiudizi contro le persone omosessuali e che lascia che la propria religione abbia le meglio sull'aspetto pratico, continuare a lavorare a stretto contatto con le stesse categorie sociali contro cui, da attivista religiosa, porta avanti una battaglia personale?

 

Marino Buzzi

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  • Commenti

Pepy00 lunedì 6 settembre 2010 - 18.19

No nn può!!!

e sono totalmente d'accordo con il commento di translator!

Jonnydepp1967 venerdì 3 settembre 2010 - 17.41

Mi associo a Italo65 (ho pochi anni in meno) nel raccomandare SEMPRE e COMUNQUE l'uso del preservativo. Ricordatevi che c'è il periodo finestra (anche se uno ha fatto il test per qualche settimana può essere negativo anche se l'ha contratto prima del test e se vi dice ONESTAMENTE che ieri ha fatto il test negativo), che non ci si può fidare di nessuno quando l'alternativa è il burrone e non una sberla, e soprattutto che appena qualcuno vi fa discorsi strani sulla prova d'amore, la fiducia o altre cazzate (è più naturale, è più vero) dovete PRENDERE UN RAZZO IN DIREZIONE CONTRARIA perché l'amore non sono queste cazzate, ma il contrario.
Detto questo Italio non mi è piaciuto COMUNQUE il tuo intervento perché a me risulta che tra i ragazzi eterosessuali (e me lo dicono i miei nipoti) tra i 15 e i 25 anni neanche il 30% sa cosa sia un preservativo, mentre tra i gay sono molti di più. Tornando a quanto denuncia il pezzo non sono perciò i gay ma gli ETERO gli untori, perchè mentendo alle fidanzate sulla loro bisessualità (vedi il caso dei preti gay di panorama in cui compaiono vari Escort gay con fidanzata in sicilia, la povera ignara!) non usano il preservativo in coppia e infettano il patner. E non lo usano spesso su indicazione di questi DELINQUENTI di medici cattolici contrari alla contraccezione. Quindi GLI UNTORI SONO ETERO su MANDATO DELLA CHIESA CATTOLICA. Questa è la verità STORICA, SCIENTIFICA e REALE. Il resto è solo OMOFOBIA, perché gli idioti sono ovunque.

italo65 venerdì 3 settembre 2010 - 10.29

devo dire che ultimamente sono stato spesso in locali dove si fa solo sesso sesso e devo dire che ho visto farlo in maniera molto disinvolta senza alcuna precauzione. io ho 50 anni e se sono arrivato a questa eta e' xche uso il preservativo sia x i pompini che per il sesso anale.purtroppo vedo che c'e' ormai una buona fetta che se ne fotte.non riesco a capire forse xche ormai c'e' scarsa informazione. degli interventi di questo tipo assolutamente censurabili, devono pero essere usati per svolgere, al di la di vittimiamimi, considerazioni sul modo di essere gay che non concentri sull'essere i difetti dei cosi detti etero mashi

galamay venerdì 3 settembre 2010 - 1.14

Questa tipa, Chiara Atzori, è rimasta ferma agli anni '80, quando, effettivamente, l'Aids era circoscritta a omosessuali e tossicodipendenti (più precisamente, a chi si esponeva al contatto con sangue infetto, come del resto è anche oggi), ma sono passati 30 anni e le cose sono peggiorate: il maggior numero di persone con l'AIDS è eterosessuale, perchè l'AIDS non ha nulla a che vedere con l'orientamento sessuale, ma solo con le modalità in cui viene svolto il sesso; chi si protegge e chi non ha rapporti occasionali senza profilattico non rischia di contrarre l'aids o altre malattie a trasmissione sessuale.

Translator1968 giovedì 2 settembre 2010 - 22.00

i cattolici sono così, quelli di destra o di sinistra, semmai sono stati anni e anni quelli in cui ci hanno detto che un cattolico che ritiene peccato mortale l'omosessualità potesse essere per una legislazione laica. A me non meraviglia la cosa, forse perché so in che cosa crede o dovrebbe credere un cattolico secondo quello che dice la Chiesa che è poi quello che conta. Il problema semmai è l'ipocrisia di chi si dice progressista o per la laicità e al contempo si dichiara cattolico, cioè qualcosa di inconciliabile. L'ipocrisia è quella, purtroppo da agnostico anticlericale non mi meravoglio: i cattolici sono il tumore della società democratica, sono il cancro della laicità della modernità, della libertà, dell'uguaglianza, della modernità. DElla civiltà.

elratonrubio giovedì 2 settembre 2010 - 12.59

No, non potrebbe, o meglio, non dovrebbe. Ma viviamo nella Santa Repubblica Vaticana, e quindi cazzi di chi è diverso. E non c'è bisogno di andare a pescare quest'invasata - alla quale, peraltro, toglierei la laurea in medicina seduta stante, visto che dimostra di padroneggiare il pensiero scientifico come un bambino maneggerebbe una bomba a mano. Basta fare qualsiasi visita specialistica e lasciar cadere nel discorso, qua e là, un riferimento alla propria omosessualità. Guardate che faccia fa il medico, e capirete...

peyote87MI giovedì 2 settembre 2010 - 12.24

figurati se la Regione Lombardia, che è notevolmente ciellina, fa una roba del genere...

nanako giovedì 2 settembre 2010 - 12.21

Ippocrate, porello, si sta rivoltando nella tomba

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