Il senso di uno Sherlock un po' gay
di gaelgarcia | Community
Sono sempre stato affascinato dai modi in cui gli uomini eterosessuali incanalino e razionalizzino nei loro rituali (a cominciare dallo sport per esempio) le pulsioni omosessuali che sono presente in ogni uomo, restando più o meno latenti. Credo che ciò avvenga anche nel nuovo Sherlock Holmes, una commedia prettamente virile dove Holmes sembra incanalare l'alterego di Watson nel momento in cui questo deve sposarsi e diventare un onesto marito, abbandonando la goliardia della gioventù. Chi ha visto specialmente il due, avrà notato che Holmes è un personaggio eccentrico e frivolo, si maschera persino da donna. La pellicola presenta continui allusioni e doppi sensi (spesso fastidiosi) in relazione al suo rapporto con Watson, alla gelosia di Holmes nei confronti della moglie di lui, alla intrusione della sposa in un universo di gioco e sfide esclusivamente maschile molto pomiscuo, dove la donna con la sua femminilità e la sua moralità rappresenta un'intruso (in questo senso leggo anche la scena con il fratello di sherlock completamente nudo e le sue battutine misogine). Questo per me è l'unico senso di un personaggio così macchietta e solitario, fastidiosamente eccentrico e a tratti effemminato, simile a un Jack Sparrow estremizzato: si tratta di una razionalizzazione delle puslioni omosessuali e di accettazione del passaggio all'eterosessualità nella vita di un maschio che diventa uomo. che ne pensate?

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