«Monti vuole anche ministri politici» E il Pdl frena: niente consensi al buio Napolitano: crisi delicatissima e cruciale. Bossi non cede: no alla fiducia. Barroso: l'Italia tornerà protagonista

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MILANO - Il Pdl non darà a Mario Monti un «consenso al buio». È Fabrizio Cicchitto a farsi portavoce della brusca frenata del suo partito nei confronti dell'economista incaricato di formare il nuovo governo. Il partito di Silvio Berlusconi avrà sì un «atteggiamento costruttivo», ma a condizione che ci si confronti sul programma e sulla struttura del futuro esecutivo. Dal canto suo Umberto Bossi non cambia idea. Impossibilitato a recarsi a Palazzo Giustiniani per le consultazioni, il Senatùr, ha contattato telefonicamente il premier designato confermandogli l'indisponibilità della Lega a votare la fiducia al nuovo esecutivo. Quanto ai singoli provvedimenti, il Carroccio si impegna a valutarli «caso per caso». Le consultazioni di Monti sono iniziate in mattinata e dureranno fino a martedì pomeriggio con Pd e Pdl. L'importanza del momento la si coglie dalle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che parla di una «crisi delicatissima e cruciale». Quello che già in queste ore inizia a delinearsi, stando alle parole dei rappresentanti dei partiti «minori», è comunque un esecutivo tecnico, con personalità di alto valore, «attento all'equità e al rigore».

MINISTRI POLITICI E TECNICI - Il principale interrogativo in queste ore è legato alla presenza di politici oltre che di tecnici nel nuovo esecutivo. Mario Monti vuole una «rappresentanza politica ai massimi livelli» del governo, il che significa anche a livello di ministri, ha detto Roberto Antonione, del gruppo dei Liberali per l'Italia, al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato.

IL PROGRAMMA - Quanto al programma, Francesco Nucara, a colloquio a Palazzo Giustiniani in rappresentanza del Pri, ha riferito poi di un piano «importante, con molti sacrifici» . «Se abbiamo bene interpretato le sue parole - ha aggiunto - tenterà di equilibrare tra lacrime e sangue e i sacrifici saranno accompagnati da interventi per il lavoro dei giovani e per più crescita per tutti». Ancora più esplicito Silvano Moffa, di Popolo e Territorio: il professore Monti, ha riferito al termine della consultazione, «ha detto che forse ci sarà qualche problema per i provvedimenti impopolari» necessari per far uscire l'Italia dalla crisi. Il tutto, avendo come orizzonte temporale il 2013, come ha riferito il segretario dell'Adc Francesco Pionati.

GLI INCONTRI - «Pensiamo che Monti realizzerà un governo tecnico con persone di grande valore per giungere poi ad un bipolarismo normale nel segno del bipolarismo europeo», ha detto Adolfo Urso, di Fareitalia per la Costituente Popolare (che raggruppa alcuni ex Fli ed ex Pdl). Rolando Nicco, in rappresentanza delle Minoranze linguistiche, ha detto che il premier incaricato «ha fatto più volte riferimento all'equità sociale». «Il presidente è stato molto preciso nel programma e noi daremo il nostro pieno appoggio», ha aggiunto la senatrice Mirella Giai, gruppo misto. Pieno appoggio anche da parte di Daniela Melchiorre e dei Liberal democratici.«Mario Monti è assolutamente determinato a elaborare il programma economico in base al principio dell'equità», ha riferito il segretario dei socialisti, Riccardo Nencini.

SACRIFICI - In vista del nuovo esecutivo e in attesa di conoscere gli estremi del programma di Monti, il concetto di «sacrifici necessari» viene usato anche da Bruxelles: «La nostra diagnosi dell'economia italiana non cambia solo perché è cambiato governo in Italia», ha detto il portavoce del Commissario agli affari economici Olli Rehn. Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, si è detto certo che Monti rifarà dell'Italia un grande Pese Ue. Il premier designato ha avuto anche un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Ue Herman van Rompuy.

L'AGENDA - I due partiti principali, Pd e Pdl, saranno ricevuti per ultimi martedì mattina. Al termine delle consultazioni - la chiusura sarà martedì alle 15 con le parti sociali - Monti metterà a punto la lista dei ministri da portare a Giorgio Napolitano. «La mia previsione - ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini - è che il governo nascerà entro venerdì e riceverà la fiducia da entrambi i rami del Parlamento».

LA LEGGE ELETTORALE - Con le dimissioni di Berlusconi e l'incarico a Monti si apre una partita delicatissima, tutta da giocare. «Se si coglie l'occasione per mettere mano a riforme significative, il ruolo della politica ne sarà rilanciato», ha affermato Massimo D'Alema, sottolineando la necessità, accanto alle riforme economiche, di una nuova legge elettorale. Tema toccato anche da Fini: «Da gennaio il tema della legge elettorale torna ad essere centrale nel dibattito politico» visto che ci sarà la sentenza della Corte costituzionale sul quesito referendario.

 

 

IMPRESE E SINDACATI - «Ora i partiti pensino soprattutto al bene del Paese, quindi si abbassino i toni», è l'appello della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, convinta dell'importanza che «questo governo nasca presto e metta mano alle riforme fondamentali per tornare a crescere». La leader Cgil, Susanna Camusso, dal canto suo ribadisce il suo «no» alla reintroduzione dell'Ici ed elenca le proposte che il sindacato farà a Monti: «Una patrimoniale sulle grandi ricchezze, agire sulle rendite finanziarie e sui grandi immobili e le seconde case». Infine una puntualizzazione della leader della Cgil: «Ai governi tecnici, ai governi d'emergenza, ai governi su Marte diciamo con chiarezza: noi l'art.18 non lo cancelleremo mai, perché è un legge a scopo deterrente».

 

Redazione Online
14 novembre 2011 16:48

Coriere della sera

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