Padri gay con utero in affitto: è giusto?

Leggo che Elton Jhon è diventato padre
grazie all’utero in affitto
, un metodo molto usato da star
omosessuali e da facoltosi uomini gay.

Mi sono trovato a pensare
cosa farei se avessi l’opportunità di pagare per avere un figlio e
mi sono scoperto completamente contrario a questa pratica. Le persone
omosessuali dovrebbero avere il diritto di poter legalizzare le
proprie unioni d’amore
proprio come fanno le persone eterosessuali,
questo significa che tutti dovrebbero avere il diritto di sposarsi,
di ricorrere ad un contratto di unione di coppia diverso dal
matrimonio, di adottare e di veder riconosciuta, per entrambi i
genitori o le genitrici, la propria figura genitoriale.

Purtroppo
sappiamo tutti che in molte parti del mondo, compreso il nostro
paese, questo non è possibile e, vista l’involuzione culturale in
atto, credo sarà difficile ottenere questo genere di diritti.

In
ogni caso rimango contrario all’utero in affitto
. Mi si potrà dire
che grazie a questa tecnica anche molte coppie eterosessuali sterili
possono avere l’opportunità di scoprire la “gioia” di essere
genitori.
Dal mio punto di vista la maternità è un’esperienza
sconvolgente, il corpo della donna ospita un’altra creatura, non
importa se l’ovulo non è il suo e se lo sperma è di un uomo che
non conosce, comunque quella vita cresce dentro il suo corpo, ridurre
questa esperienza e il corpo della donna a una sorta di incubatrice
momentanea mi sembra terribile
. Si crea un legame, almeno questo è
quello che penso, fra elemento ospitante ed ospite, fra la donna e
quello che è, a tutti gli effetti, il suo bambino. Per non parlare
del trauma del parto e della predisposizione del corpo ad accogliere,
anche dopo la nascita, il bambino. Forse sono legato a un’idea
sentimentale ma credo che non sia giusto chiedere a una donna di
vivere un’esperienza del genere
e poi di rinunciare al proprio
figlio. So che ci sono persone che mettono a disposizione, per soldi,
il proprio corpo ad altri. Donne che quindi si prestano a questa
pratica. Lo trovo molto egoista, a prescindere che i genitori siano
eterosessuali o omosessuali
.

È vero, per due uomini è molto più
difficile avere un figlio e non voglio giudicare
, ma, come essere
umano, io non me la sentirei di chiedere a una donna una cosa del
genere. Potrei essere un buon padre e anche il mio compagno, non
credo nella patetica difesa dei “diritti della famiglia”
sponsorizzata continuamente dalla chiesa, non credo che mia figlia
avrebbe problemi diversi da quelli che hanno i bambini figli di
coppie eterosessuali.

Ma il concepimento non si può ridurre a una
compravendita.

Sono, come ho detto più volte, un sostenitore
delle teorie sulla decrescita. Su questo pianeta siamo in troppi
, lo
stiamo logorando a una velocità incredibile, siamo tante locuste che
divorano ogni cosa che trovano. Solo una piccola parte del pianeta
vive in condizioni agiate, la maggior parte degli esseri umani non ha
cibo e acqua, è sotto la soglia della povertà, non ha medicine, non
sa che cosa significhi avere una casa. Mettiamo in conto poi che ci
sono paesi come la Cina e l’India che stanno diventando, da un
punto di vista economico, molto forti e presto vorranno avere lo
stesso stile di vita del mondo occidentale. Significa che dovremo
produrre di più, che avremo bisogno di più carne, di più spazio
dove costruire ma anche, con buona pace della lega, che le nostre
società diventeranno sempre più società multiculturali e
multietniche.
Perché mettere al mondo ancora dei figli allora?
Perché non dare l’opportunità a tutte le persone, eterosessuali o
omosessuali, di adottare? Perché sentiamo il bisogno di dover per
forza avere un figlio con i nostri geni?
Perché, prima di mettere al
mondo una nuova vita, non cerchiamo di dare un futuro a una vita che
c’è già? Perché, nella maggior parte dei casi, si ricorre
all’adozione solo se non si è riusciti ad avere un figlio
proprio?

Marino Buzzi

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