Una declinazione di UOMO VERO (ricetta per un post retorico e smielato)
Tempo di preparazione: 33 anni
Costo: una vita.
Ingredienti:
1 città italiana qualsiasi
1 bambino
1 mamma indaffarata
1 tv color Mivar
Un pigiama di flanella
1 spazzola rotonda
1 paio di Calzettoni di lana fatti ai ferri
1 frigorifero Ariston
1 mangiadischi arancio
1 sala da ballo di provincia gremita di femminucce in body e calze rosa
tappi per le orecchie.
Preparazione:
in un sabato sera qualsiasi del 1986 prendi un bambino di 6 anni. Dagli un pigiamino rosso di flanella da indossare “da solo che sei grande ormai!”, le calze fatte ai ferri dalla nonna, quelle con la lana che rimaneva dei maglioni. Mettilo davanti ad un Tv color Mivar senza telecomando. Vai su su RAI 1 e attendi l’inizio di un Varietà!
La vita di un danzatore è una prova di resistenza al dolore. La vita di un danzatore italiano è l’atto iniziatico richiesto dalla bella società a chi vuole davvero dimostrare un atto di Forza inaudita. Forza maschile.
“Ti piace ballare?”
“SI!”
“sei sicuro?”
“SI”
“Vogliamo provare con il nuoto?”
“NO”
“il basket, che sei alto?”
“NO”
“non esiste solo il calcetto!”
“lo so mamma infatti voglio danzare!”
“sei sicuro?”
“Si”
“ci sono solo femmine al corso di danza!”
“e quindi?”
“quindi ti sentiresti a disagio!”
“sono mie amiche le conosco tutte!”
“si ma … “
Metti una nazione in cui la cultura è andare allo stadio. Incorporare bene l’italiano medio con il bianco delle mezze punte.
“con le calze di lana della nonna mi vengono 3 giri!”
“mmmm!”
“francesca mi ha detto che sono bravo!”
“mmmm!”
“in classe mi hanno detto che se ballo sono frocio!”
“mmmm…e…allora…tu…rispondi che … sono solo invidiosi …ecco…perché tu hai tante amichette femmine e loro no!”
Metti un equazione nazional-popolare che si esprime in questi termini: ballerino sta alla danza come lo stilista sta alla diversità. Mescolare dal basso verso l’alto.
“cosa fai nella vita?”
“il danzatore”
“Si ma, come lavoro intendo!che lavoro fai?”
“…”
Basta una spazzola rotonda per microfonarlo, un frigorifero ARISTON come backstage, un mangiadischi che suona Karma Chameleon, lanciare il pantalone del pigiama per aria e vederlo precipitare e diventare un paralume rosso che fa così Disco music! E vai col balletto! Tre giri stortissimi! Mantecare la felicità.
“Per fare una pirouette occorre: posizionare la schiena in modo corretto sia durante la preparazione, nel pliè, sia durante il giro in passè. Il peso da due gambe si sposta su di una, un piede respinge il pavimento al punto da porre l’energia sotto la mezza punta, lo stomaco è controllato, l’ombelico risucchiato verso la colonna vertebrale, giù le spalle, il piede in passè continua l’idea del salire verso il bacino, gomiti sostenuti, orecchie distanti dalle spalle, glutei non si alzano, mento allineato, sguardo in un punto preciso, respirazione rilassata …”
Impastare con le mani e creare un boccone amaro, ma così amaro che una volta lievitato nell’ignoranza diviene una palla gigante che non entra nel forno ventilato, anche se la temperatura di 180 gradi è perfetta! Quindi cuocerlo a pezzi, poco alla volta e vedere se a pezzi il sapore resta integro.
Consigli per l’impiattamento: Che fatica essere un danzatore! In Italia, nonostante la spinta propulsiava dei talent show (discutibile) i danzatori uomini passano le pene dell’inferno. Ci sono pochi allievi nelle scuole di danza, pochi ragazzini che vengono decimati dopo i primi anni, stremati dalle continue pressioni.Chi resiste a pressione famigliare, microsociale, macrosociale, culturale e infine alla selezione naturale interna all’ambito della danza, alla sua durezza, al sacrificio fisico che richiede…chi resiste a tutto questo non è un semplice Uomo, è un grande UOMO!...ma questo è solo il mio pensiero...e ora rimetto i miei tappi per le orecchie!
PS: dedicato a tutti i ragazzetti che ce l'hanno fatta a diventare UOMINI VERI!
l'immagine è di Manuel Vason http://www.manuelvason.com/

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