5 buoni motivi per andare a vedere "Thor"

Esce oggi nelle sale italiane "Thor", il kolossal Marvel con protagonista l'eroe vicking e il suo martello. 5 buoni motivi per andare al cinema a vedere questo polpettone shakesperiano sull'eroismo celtico.

di | Entertainment

5 buoni motivi per andare a vedere "Thor" al cinema. Ve ne diamo solo cinque perchè siamo parsimoniosi (e perchè dieci forse non ce ne venivano in mente), ma una cosa la diciamo: quello che ci sembrava un polpettone di mala fattura, un Marvel ridicolo destinato a farsi dimenticare in fretta (ricordate che brutta fine avevano fatto i due "Hulk" di Eric Bana ed Edward Norton?) è forse una delle migliori creazioni Marvel fino ad ora. Meglio di "Iron Man", meglio de "I fantastici quattro" (questo era vincere facile). "Thor": cinque buoni motivi per andare a vederlo.

 

 

1. LE BRACCIA DI CHRIS HEMSWORTH: togliamoci subito questo sassolino dalla scarpa. La scena shirtless è solo una ma di per sé vale l'intero prezzo del biglietto e fa disintegrare gli occhialini in 3D. Chris Hemsworth è perfetto (e si intravede un po' d'addominale anche in qualche collutazione fra il fango). L'occhio esperto sa dove andare a parare così come assolute protagoniste di questo Marvel movie sono le braccia di Thor. Quelle con cui cerca di estrarre il martello dalla pietra, quelle con cui batte per terra e si fregia d'essere "the God of thunder". E' il motivo più frivolo e futile di tutti, di belle braccia se ne vedono in effetti un po' dovunque. Vi consigliamo allora di fare attenzione ai primi piani: Chris Hemsworth è assoluto (e adattissimo) protagonista di questo "Thor" che richiede (ma forse, lo sforzo non è poi epocale data la scarsa capacità recitativa di Hemsworth) una certa rozzeria. Al che viene da dire (nella versione originale): "Fosse fosse che questo Chris è un po' un cane a recitare?". Risposta: "Mannò, è che deve fare la parte di un burbero dio del Tuono".

 

 

2. SHAKESPEARE: sembra un controsenso e viene da chiedersi "Che cosa c'entra Shakesperare con Thor?". Il regista di questo "Thor" è Kenneth Branagh, e già qui gli appassionati di letteratura inglese trasposta al cinema dovrebbero aver capito il nesso, perchè Branagh è conosciuto worldwide non solo per essere un attore di grande talento ma anche per aver presto parte e aver diretto il maggior numero di Shakespeare movies della storia (o almeno, i più belli): "Enrico V", "Otello", "Riccardo III", "Come vi piace", "Molto rumore per nulla", "Amleto". Quando Branagh ha dichiarato: "ho trattato Thor come Shakespeare" anche da me è partita una pernacchia. Quando si vede il Marvel blockbuster però si capisce che Branagh ha ragione e ci fa il gesto dell'ombrello: "Thor" è magniloquente, è epico, ha una mitologia fratricida che si presta benissimo ad essere un dramma di tutto rispetto con omicidi, tradimenti, intrighi, amori che vanno a finire male e gesti di coraggio estremo.

 

 

3. IL 3D: ottimo, bello, bellissimo, che non fa lacrimare gli occhi, che non fa dire "Oh mio Dio per quanto tempo ancora devo tenere questi occhialini", che non consuma le orecchie o l'attaccatura del naso, che non è posticcio come quello di "Scontro tra titani". Del resto, se non è in grado di fare un 3D la Marvel, chi allora?

 

4. LA MITOLOGIA: siete appassionati di mitologia? Le storie degli déi di "Xena" e tutto il parentado vi hanno lasciato orfani? In questo "Thor" la deriva è meno greca e più vichingo-nordica, domina la triscele (segno caro a chi ha seguito anni ed anni di "Streghe") e i racconti sono quelli del pantheon norreno, fra un Valhalla e Odino (che, non a caso, è il padre di Thor). Thor è il dio del Tuono, Loki, suo fratello è il dio ingannatore, maligno e attaccabrighe, Bifröst, il ponte dell'arcobaleno attraverso il quale si raggiunge la città degli déi: Asgard. Questa mitologia si trasforma per diventare scenograficamente perfetta e suggestiva, fatta di eroi e personaggi inventati, e si contamina con il mondo del presente (quello di Natalie Portman). E' una mitologia fumettistica ma che non per questo perde tutto il suo fascino vichingo.

 


5. LA STORIA D'AMORE [potrebbe contenere anticipazioni sul film]: c'è da dire una cosa, la storia d'amore fra Thor e la mortale Jane (che non è la stessa di Tarzan) la conoscono tutti, quindi non stiamo anticipando un bel niente. Fatto sta ed è che questa romance è quanto di più realistico, moderno, antiromantico e anti-illusorio esista in un mega film americano (ed è già tanto). In parole povere Thor capita sulla Terra e una scienziata si innamora di lui (senza sapere chi è, da dove viene, che cosa fa, se è un serial killer: tipico). Dopo aver aiutato Thor a salvare il suo mondo d'origine (che si trova da qualche parte nell'universo) lui le dice: "Non preoccuparti, vado a fare una commissione ad Asgard e torno subito". Lei ovviamente ci crede. Risultato? Thor non torna più e Jane rimane come una cretina a cercarlo, per anni, ed anni, ed anni. Se non è realismo questo.


Marcello Signore

Tag
  • Commenti

BlueHawaii mercoledì 4 maggio 2011 - 11.27

ma fermiamoci anche al primo motivo.

Oregonasile lunedì 2 maggio 2011 - 0.06

Davvero un buon film, forse il migliore fra tutti quelli finora tratti da fumetti Marvel. Cast azzeccato, scenografie ed effetti speciali bellissimi, un regista che sa il fatto suo.

peyote87MI giovedì 28 aprile 2011 - 19.37

no questo non mi ispira.

FuStAkKiOnS mercoledì 27 aprile 2011 - 23.33

Al minuto 1:40 mi sono bagnato xD

alessino mercoledì 27 aprile 2011 - 23.06

Ecco, qst si che è FIGO!

HypnoticPoison mercoledì 27 aprile 2011 - 21.22

BEH IO CHE ADORO LA MITOLOGIA NORDICA .PER FORZA!!!!!

Vuoi commentare?

registrati per avere un account gratuito o Log in se sei già membro.

Login utente
Hai dimenticato la password?
Log-InRegistrati
Connect
Ti potrebbe interessare anche
Foto correlate
Video correlati