Cleopatra; Scipione; Machi di carta
Un ritratto a tutto tondo di Cleopatra, il viaggio assurdo e controverso di un testo letterario e la storia di un giovane cubano che fa girare la testa a un po’ di uomini.
di GAY.tv 1.0 | Entertainment
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Cleopatra, la regina più famosa della storia ancora adesso continua ad ispirare l'arte, lo spettacolo, la moda e, chiaramente, la letteratura. Antonio Spinosa, nel suo Cleopatra, la regina che ingannò se stessa (Mondadori), cerca di ritrarre sia l'aspetto pubblico, sia quello privato della sua vita. La seduttrice politica, la ragazza potente, l'ambiziosa passionale e altre sfaccettature della regina emergono da questa lettura, che riconsegna a noi nitidamente quella che per certi versi può essere stata solo un'immagine sbiadita in determinati suoi caratteri. Quello che Spinosa vuole rendere è un ritratto a tutto tondo del personaggio, svelando al lettore le armi di una donna che si è fatta leggenda, fondendo le arti di fascino e di governo.
Ian Pears, già storico dell'arte, giornalista e autore di romanzi polizieschi ambientati in campo artistico, racconta nella sua ultima pubblicazione, Il sogno di Scipione (Longanesi&C.), l'Odissea di un testo letterario nel corso dei secoli; il testo passa in rassegna tre diversi periodi storici della storia francese, nelle mani di tre personaggi, seguendo distorte interpretazioni, rielaborazioni e studi da parte di ognuno di loro. La narrazione non si sposta dalla Provenza e presenta anche le parentesi emotive di ogni protagonista, che si trova sempre coinvolto dal testo in suo possesso e da una donna. Il romanzo di Pears percorre quindi l'eternità della letteratura e dell'amore, che per l'autore possono anche seguire sentieri paralleli, nonostante il tempo che li separa.
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Le convinzioni, soprattutto quelle imposte e non individualmente prese secondo coscienza, sono quanto di meno irremovibile esiste in natura. Nella Cuba odierna, ancora assistiamo alla repressione e persecuzione dell'omosessualità. Nel libro Machi di carta (Stampa Alternativa), Alejandro Torreguitart Ruiz rivela come un giovane gay possa mandare in frantumi quelle che sono le dottrine omofobiche a l'Avana, facendosi desiderare da più di un uomo e creando vera e propria gelosia fra i suoi corteggiatori. Secondo Torreguitart Ruiz, a Cuba, non diversamente dal resto del mondo, un uomo ha ancora pulsioni proprie, rovinando i castelli di carta delle pianificazioni morali e del machismo senza sostanza.
Gabriele Strazio |



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