Discriminazioni sul lavoro: Arcigay combatte con te

Al lavoro devi restare nell'ombra? Hai paura a dichiararti gay, lesbica o trans con i colleghi? Non hai un impiego a causa del tuo orientamento o della tua identità di genere? Aiuta Arcigay ad aiutarti.

di | Entertainment

Quante persone devono nascondersi al lavoro a causa del proprio orientamento o della propria identità di genere?

 

Persone transessuali che non trovano lavoro, nessuno, tranne la strada. Ragazzi gay che temono le battute dei colleghi, o ragazze lesbiche che devono inventarsi notti di sesso bollente con un uomo, per gareggiare con le vicine di scrivinia. Questo è il quadro deprimente per quanto riguarda il diritto al lavoro della comunità lgbt. Questo non è giusto. Si chiama discriminazione sul lavoro e va da semplici battutine, al mobbing, fino a licenziamenti ingiusti a causa della propria natura.

 

Arcigay, lo sa e chiede l'aiuto di ogni ragazzo o ragazza, omosessuale o transessuale, che abbia subito discriminazioni, affinché diventino parte integrante del loro nuovo progetto "Io Sono Io Lavoro".

 

Il primo step è dedicare 15 minuti del vostro tempo alla causa e andare sul sito www.iosonoiolavoro.it e compilare un questionario anonimo. Tutti i dati raccolti serviranno a creare la base dei futuri interventi contro le discriminazioni sul lavoro che ad oggi sono un argomento troppo taciuto.

 

Inoltre se qualcuno avesse problemi al lavoro e non avesse mai trovato il coraggio di ribellarsi Arcigay mette a disposizione il proprio ufficio legale e una linea di telefono amica per ognuno di voi.


La mail dell'ufficio legale è: lex@arcigay.it



E i numeri amici li trovate qui>> http://www.arcigay.it/linee-amiche

 

Pagina Facebook: clicca QUI

 

Aiutate Arcigay ad aiutarvi.

 

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  • Commenti

supeer86 martedì 16 agosto 2011 - 15.12

www.ministerioevangelistico.eu

cas_torino sabato 26 marzo 2011 - 0.05

ragazze lesbiche che devono inventarsi notti di sesso bollente con un uomo, per gareggiare con le vicine di scrivinia O.o io al lavoro vado per lavorare mica a parlare di sesso , per quello esiste l'osteria. La vita privata deve rimanere tale ...

Translator1968 martedì 22 marzo 2011 - 23.36

Apprezziamo lo sforzo di Arcigay, avendo visionato il sito dell'iniziativa ho visto che c'è il patrocinio del ministero della pari opportunità. Secondo il mio modesto parere il compito della politica non è di promuovere monitoraggi - quasi a far capire che il problema non c'è ma sono disposti a vedere se c'è qualche caso vero dimostrato - ma quello di promuovere azioni legislative come in questo caso è necessario fare in modo che siano le aziende a dimostrare di non discriminare, e non il dipendente a dover dmostrare che ha subito omofobia. Ho molti amici che lavorano in banca - quindi non in una cava o tra i coltivatori diretti - e i colleghi sui 40-50 passano il tempo a fare a voce alta battute sui froci avendo capito che lui è gay. Cosa dovrebbe fare? Aprire un dibattito alla casa della cultura presenti uno scrittore, un attore magari Fazio come moderatore del dibattito? Ma gli omofobi sono striscianti, sono bastardi, vigliacchi, che sia in ufficio, che sia violenza fisica magari in quattro contro uno di notte nascosti nel buio come dei vigliacchi, sempre vigliacchi sono mica si fanno convincere dal sito di Arcigay e le iniziative culturali gli stronzi di merda.

Jonnydepp1967 martedì 22 marzo 2011 - 19.54

Vorrei chiedere ad Arcigay se anche fossimo tutti dichiarati e accettati al lavoro cosa ce ne faremmo visto che non abbiamo come coppie gay conviventi i diritti delle coppie sposate. Io sono convivente dal 2005 e se il mio compagno si ammala, viene ricoverato, a differenza delle coppie sposate da contratto sottoscritto anche dalla CGIL non ho diritto al permesso per assisterlo in ospedale, se morisse neanche al permesso per andare al suo funerale. Recentemente per aiutare le donne il Governo e i sindacati inclusa CIGL hanno sottoscritto un accordo in base al quale vengono date alle donne ulteriori facilitazioni in caso di "malattia e ricovero di parente fino al II gradi di parentela". Ma alla CIGL, da Arcigay, al Ministro alla Sinistra a nessuno non è venuto in mente di includere i conviventi anche da stato di famiglia anagrafico. Quindi io che sono dichiarato comunque carta alla mano non ho diritti lavorativi, nessuno nei contratti, nessuno per legge, allore che cazzo serve dichiararsi??? Non è che quelli di Arcigay non hanno per caso mai lavorato un giorno in vita loro? Perché invece di fare queste inutili iniziative non vanno a dire alla CAMUSSO di svegliarsi e di smetterla di parlare di diritti per gente come quelli della FIOM che hanno già TUTTI i diritti e inizia a parlare per quelli come noi che non abbiamo come conviventi gay e etero NESSUN diritto???

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