James Franco gay: un coming out annunciato. FOTO GALLERY + VIDEO

La star di "Milk" gode del curriculum più gay friendly di Hollywood. Scelte lavorative mirate o dichiarazione nascosta tra le righe?

di | Entertainment

Esistono modi diversi per ammettere di essere gay. Il più delle volte il coming out è ragionato, atto ultimo di un processo composto da fasi diverse. Altre volte la dichiarazione è improvvisa, impulsiva. Altre volte ancora il coming out lo fa James Franco ed è diviso in quattro step.

 

Step numero uno. Il sospetto. James Franco è un bambino prodigio della recitazione. Spaesato, ancora intimorito dal mondo, nel 2002 vince un Emmy interpretando James Dean. Il ventenne di Palo Alto è entusiasta, sa di aver toccato la sua prima vetta celebre. Ma sente subito l’impellenza di una svolta, il peso di una verità che lo attira a sé, della quale ancora non conosce la forma. Nel 2008 James è Scott Smith, amante di Harvey Milk (Sean Penn) nel film culto diretto da Gus Van Sant. James ha i baffi, veste un maglione di lana colorato e jeans stretti. Vive a San Francisco ed è un attivista del movimento omosessuale.

 

 

 

Step numero due. La paura. Un adolescente guarda i ragazzi di strada che giocano a basket. Li immagina nudi, sudati, tutti presi da un’inebriante cameratismo eterosessuale. Il ragazzino sente un indecifrabile calore che avvolge le parti basse del suo ventre. Ma reprime il sentimento, fa finta di non sapere cosa stia accadendo al suo corpo. Questa è la storia di Stephen, protagonista di “The feast of Stephen”, primo cortometraggio diretto da James Franco, presentato in anteprima all’ultimo Torino GLBT Film Festival.

 

 

Step numero tre. La curiosità. James non è ancora completamente a suo agio con se stesso. Si guarda attorno con circospezione, poiché qualcuno prima di lui potrebbe capire ciò che non gli è ancora del tutto chiaro. Posseduto da un fremito di sfrontata temerarietà, James si iscrive ad un corso di cultura queer dell’Università di New York. Sette settimane di seminari e documentari sulla sessualità osservata dagli occhi di transessuali, gay e lesbiche: “Non conosci il cazzo: i cuori coraggiosi di uomini transessuali” è il titolo della prima lezione.

 

 

Step numero quattro. La speranza. La speranza che la verità, per quanto scioccante, in fondo, possa venir colta da tutti, senza troppi sforzi. O magari con un aiuto: Palo Alto: stories è il debutto letterario di James Franco. "Just before the dark" è uno dei racconti contenuti nel libro. "Dark" sta per morte. Proprio prima di morire si dovrebbe vivere sul serio. Si dovrebbe poter ammettere la propria identità. Ecco un estratto:


“Pensi che possa essere così brutto?” dico. “Non sei mai stato geloso di quelle ragazze nei porno, piegate sulle ginocchia in mezzo a tutti quegli uccelli?"
“Cazzo, ma sei serio?” dice Hector.
“No”, dice Joe. “Questo finocchio fa sempre domande stupide e dà stupide risposte, non intendeva dire quello”
“No”, dice Hector. “Questo frocio è serio”. Mi sta guardando ora, ne sono certo.
“Sì”, dico. “Non ti piace l’idea di andare in giro a far pompini?"
“Mi piace che una ragazza succhi il mio cazzo, non voglio farlo io", dice Hector.
"Neanche io" dice Joe, ma sta borbottando.
"Perché no?" dico. "Qual è la differenza?"
"Quale è la differenza?" dice Hector. “Che io lo metto dentro e lei lo prende
"E perché sarebbe meglio? Perché metterlo dentro ti farebbe sentire migliore? Non ti senti controllato da lei quando sei nel suo cespuglio? Come una mamma che fa sentire bene il suo bambino?"
"Perché" dice Hector. Ma non sa cos'altro aggiungere.

 

Il più è fatto per James. Manca un solo passaggio, l'ultimo. La dichiarazione pubblica. C'è poco da nascondere. Il tempo è nemico, il 5 maggio incombe, James. Cogli l'occasione.

 

Fonte: akawilliam.com

 

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  • Commenti

Humbert giovedì 29 aprile 2010 - 8.51

è uno dei più grandi della sua/mia generazione... e solo che come me fa l'attore può capire cosa intendo. Che sia in linea con l'uniiverso almeno omoerotico è molto probabile.
Ma se tutti gli artisti, gli atleti, i cantanti, attori, politici e uomini pubblici in generale.. in un'unica serata, a reti unificate, uno dopo l'altro dicessero "Io Pinco Pallo sono gay", "Io Pinco Palluccio sono bisex", "Io Pinca Palla sono lesbica"... tutti in una volta, il mondo forse non cambierebbe direzione per sempre????

air128 giovedì 29 aprile 2010 - 0.01

... chissà... io lo amo da sempre... e lo amerei anche se fosse etero ...

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